La Nuova Sardegna

Il sindaco: le sue volontà erano altre

di Giusy Ferreli
Il sindaco: le sue volontà erano altre

Choc a Ulassai: «Così si rischia di compromettere l’attività della Fondazione»

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ULASSAI. «Non condividiamo il ragionamento posto alla base dell’ordinanza, che seppure al momento riguardi la commercializzazione di tre volumi, rischia di compromettere l'attività futura della fondazione. Attività che, di fatto, verrebbe paralizzata cancellando così 16 anni di storia». Il percorso culturale e artistico, avviato virtuosamente nel 2006 ad Ulassai, piccolo borgo ai piedi dei Tacchi ogliastrini tanto caro a Maria Lai che lì nacque nel 1919, rischia di interrompersi. È questa la lettura che Gianluigi Serra, sindaco di Ulassai e presidente della fondazione “La stazione dell’arte”, dà del provvedimento del giudice del tribunale di Cagliari che, in sede cautelare, ha accolto la richiesta della nipote Maria Sofia Pisu.

Per l’amministratore, che in questi anni ha finanziato la Fondazione nata oltre tre lustri fa per volere della stessa artista e alla quale partecipano oltre il Comune, la Regione e la Fondazione di Sardegna, la volontà di Maria Lai erano, e sono, incontrovertibili. «Tutti – sottolinea a questo riguardo Serra – sappiamo quelle che erano le sue volontà di Maria Lai relativamente al ruolo della Fondazione nella promozione e divulgazione della sua opera, nonché il rapporto che, nell’arco di quarant’anni, ha creato con la comunità di Ulassai».

Nel corso di questi anni l’istituzione che gestisce il museo d’arte contemporanea diretto da Davide Mariani, ha dato notevole impulso alla valorizzazione della produzione proiettando l'Ogliastra nel panorama artistico internazionale con incursioni tra Roma e Parigi. Inaugurato nel 2006, in seguito alla donazione da parte dell’artista di un corpus di oltre centoquaranta opere, nei locali dell’ex stazione ferroviaria posta a valle del paese, ha ospitato innumerevoli mostre e iniziative. L’ultima antologica “Fame d’infinito”, la prima della pandemia è dello scorso giugno e (ri)propone l’insaziabile curiosità che spingeva Maria Lai verso orizzonti sempre più lontani. La collezione restituisce, nella sua totalità, l’esperienza creativa della "jana" ogliastrina: dalle sculture ai disegni a matita e su china, dai telai ai libri e alle tele cuciti e i celebri pani, dalle geografie alle installazioni e agli interventi ambientali.

Tuttavia il museo, ospitato nell’ex stazione non si limitato a ospitare le opere di Lai ma si è aperto a tutti trasformandosi in un crocevia di esperienze, meta ogni anno di appassionati.

In questo angolo di Ogliastra ha preso vita un progetto culturale che ha rafforzato la vocazione nel campo dell’arte contemporanea che il paese coltiva da trent’anni esatti. Al 1981 risale l’intervento “Legarsi alla montagna”. Maria Lai, ispirandosi ad un’antica leggenda locale, volle legare con un nastro celeste lungo ventisette chilometri le case del paese e le montagne circostanti. Quel primo intervento venne seguito, nel corso degli anni, da tanti altri e il paese, che ha ospitato le opere dei più grandi artisti, si è trasformato in un museo all’aperto di arte contemporanea.

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