La Nuova Sardegna

«Uno stop di tre anni per la pesca dei ricci»

di Antonello Palmas
«Uno stop di tre anni per la pesca dei ricci»

Iniziativa di tre consiglieri regionali di Fratelli d’Italia: Mura, Piga e Mundula Specie messa a rischio dal prelievo selvaggio. Soddisfatti i pescatori

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SASSARI. È evidente che gli appelli al buon senso e al rispetto dell’ambiente non bastano: nonostante qualche timida limitazione i ricci continuano a essere decimati e rischiano seriamente di sparire dai mari della Sardegna. La loro colpa: essere diventati un elemento prelibato della gastronomia isolana, fatto che li ha esposti a un prelievo selvaggio da parte dei professionisti e di una miriade di abusivi che hanno fatto un’autentica razzia. Ogni anno non si contano i sequestri da parte delle forze dell’ordine.

Per questo motivo il consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Francesco Mura, Fausto Piga e Antonio Mario Mundula, hanno presentato una proposta di legge che mira a bloccare per almeno tre anni la pesca, avviando un piano di salvaguardia mediante monitoraggi e prendendo misure a favore dei pescatori specializzati. Si cita la Convenzione di Berna (cui l’Italia ha aderito) secondo cui ogni sfruttamento di una specie selvatica (e il Paracentrotus lividus è compreso nell’elenco) deve essere disciplinato in modo da non metterla a rischio. La sospensione del prelievo degli echinodermi in tutto il perimetro della Sardegna e nelle isole minori mira proprio a evitare che un giorno dobbiamo parlare del riccio come di un ricordo. L’idea era già stata manifestata dagli ambientalisti, ma sinora mancava un’iniziativa legislativa ad hoc.

I proponenti ricordano un rapporto di Agris risalente all’ottobre 2019 in cui viene dipinto un quadro drammatico della situazione, molto diversa dagli anni 80 quando la pesca del riccio era un’attività marginale e stagionale, limitata principalmente a Cagliari e Alghero. Agris avverte che di questo passo si raggiungerà presto il punto di non ritorno, in cui la specie non ha i numeri per resistere. Già diversi Comuni avevano preso iniziative a tutela (vedi Sant’Antioco); oltre 7000 cittadini sardi hanno firmato una petizione per il blocco diretta al ministero dell’agricoltura e alla Regione. E alcuni ristoratori responsabili si sono autoimposti uno stop. La proposta di legge chiede anche di trasferire all’assessorato dell’Ambiente la gestione della materia. Prime reazioni positive dai pescatori. Davide Bichi,dell’Upsp di Oristano; «C’è grande soddisfazione da parte degli addetti ai lavori per l’operatività dimostrata dal consigliere Mura e dagli assessori Lampis e Murgia e auspichiamo che la proposta possa diventare presto una legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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