Finanziaria: il voto slitta a oggi
La maggioranza “inciampa” sui regolamenti del consiglio e non riesce a portare a casa la manovra
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CAGLIARI. Un giorno in più, non previsto, per approvarla. La Finanziaria 2021 non ce l’ha fatta a superare di slancio l’unica tappa annunciata. Solo oggi sarà votata dalla maggioranza di centrodestra, con le opposizioni che si asterranno solo per «senso di responsabilità verso i sardi». L’intoppo c’è stato perché la coalizione al governo della Regione s’è lasciata imbrigliare troppe volte dal regolamento del Consiglio, rischiando di non aver neanche il numero legale per poter avanti i lavori. Poi però c’è riuscita, dando il via libera al passaggio agli articoli, sono appena sette, dopo aver tentennato nella discussione generale. Oggi la maggioranza porterà comunque il risultato a casa, per poi buttarsi a capofitto nel confronto in aula sui progetti per il Recovery fund europeo.
Punzecchiature. Il centrosinistra e i Cinque stelle avevano giurato che non si sarebbero messi di traverso, e hanno mantenuto la parola. Però non hanno perso l’occasione per incalzare la Giunta. Da Massimo Zedda, Progressisti, a Cesare Moriconi, Pd, fino a Michele Ciusa, M5s, tutti hanno puntato il dito contro i ritardi. «Per il secondo anno consecutivo, presentate una Finanziaria tecnica, per poi affidarvi a una valanga di correzioni in corsa d’opera. Certo, c’è stata la pandemia, che è ancora in corso, ma proprio per questo avreste dovuto consegnare ai sardi una contabilità di pronto intervento, cucita sull’emergenza e sulle risposte attese dalle imprese, dai lavoratori e dalle famiglie travolte dalla crisi economica scatenata dal Covid». Invece, come poi ribadiranno anche Giuseppe Meloni, Pd, Francesco Agus e Laura Caddeo, Progressisti, Eugenio Lai, Leu, e Desirè Manca, M5s, «vi siete limitati a garantire la copertura delle spese fisse, cioè il minimo indispensabile: la sanità, i trasferimenti ai Comuni, più qualcosa destinato ad un’ancora incerta continuità territoriale aerea». Secondo le opposizioni, in questa Finanziaria non ci sarebbe altro, perché – tra l’altro – «finora tutti gli altri interventi anti Covid, approvati dal Consiglio regionale, non siete neanche riusciti a farli arrivare a chi è allo stremo». I numeri sono impietosi, ha aggiunto il Pd: «Abbiamo messo in campo risorse per oltre 400 milioni e poi tutto si è fermato, neanche le misure contro i danni provocati dalle alluvioni sono state ancora spese, e questa Giunta oggi non sente nemmeno il dovere di giustificarsi».
La replica. Il relatore di maggioranza, Valerio De Giorgi, ma soprattutto l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino e Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, hanno risposto. Nella sostanza il loro discorso è stato questo: «In questa situazione di grande incertezza anche sull’ammontare dei trasferimenti da parte dello Stato, ci siamo preoccupati di mettere in sicurezza i conti della Regione e uscire dal tunnel dell’esercizio provvisorio che avrebbe continuato a bloccare la spesa». La vera Finanziaria, quella politica, invece «arriverà prima con una legge che si chiamerà Fondo Sardegna, e poi marzo con una manovra di assestamento. È proprio con queste due mosse che aiuteremo la Sardegna a risollevarsi». (ua)
Punzecchiature. Il centrosinistra e i Cinque stelle avevano giurato che non si sarebbero messi di traverso, e hanno mantenuto la parola. Però non hanno perso l’occasione per incalzare la Giunta. Da Massimo Zedda, Progressisti, a Cesare Moriconi, Pd, fino a Michele Ciusa, M5s, tutti hanno puntato il dito contro i ritardi. «Per il secondo anno consecutivo, presentate una Finanziaria tecnica, per poi affidarvi a una valanga di correzioni in corsa d’opera. Certo, c’è stata la pandemia, che è ancora in corso, ma proprio per questo avreste dovuto consegnare ai sardi una contabilità di pronto intervento, cucita sull’emergenza e sulle risposte attese dalle imprese, dai lavoratori e dalle famiglie travolte dalla crisi economica scatenata dal Covid». Invece, come poi ribadiranno anche Giuseppe Meloni, Pd, Francesco Agus e Laura Caddeo, Progressisti, Eugenio Lai, Leu, e Desirè Manca, M5s, «vi siete limitati a garantire la copertura delle spese fisse, cioè il minimo indispensabile: la sanità, i trasferimenti ai Comuni, più qualcosa destinato ad un’ancora incerta continuità territoriale aerea». Secondo le opposizioni, in questa Finanziaria non ci sarebbe altro, perché – tra l’altro – «finora tutti gli altri interventi anti Covid, approvati dal Consiglio regionale, non siete neanche riusciti a farli arrivare a chi è allo stremo». I numeri sono impietosi, ha aggiunto il Pd: «Abbiamo messo in campo risorse per oltre 400 milioni e poi tutto si è fermato, neanche le misure contro i danni provocati dalle alluvioni sono state ancora spese, e questa Giunta oggi non sente nemmeno il dovere di giustificarsi».
La replica. Il relatore di maggioranza, Valerio De Giorgi, ma soprattutto l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino e Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, hanno risposto. Nella sostanza il loro discorso è stato questo: «In questa situazione di grande incertezza anche sull’ammontare dei trasferimenti da parte dello Stato, ci siamo preoccupati di mettere in sicurezza i conti della Regione e uscire dal tunnel dell’esercizio provvisorio che avrebbe continuato a bloccare la spesa». La vera Finanziaria, quella politica, invece «arriverà prima con una legge che si chiamerà Fondo Sardegna, e poi marzo con una manovra di assestamento. È proprio con queste due mosse che aiuteremo la Sardegna a risollevarsi». (ua)
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