Recovery, prove di intesa verso la cabina di regia
di Alessandro Pirina
Solinas accoglie la proposta del dem Ganau ma prima deve riferire in aula Maggioranza e opposizioni cercano l’accordo per presentare progetti comuni
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SASSARI. Sarà l’effetto del governo Draghi, o forse la consapevolezza che di fronte ai grandi temi la politica deve remare dalla stessa parte, fatto sta che sul “Recovery che sarà” si registrano segnali di disgelo tra maggioranza e opposizione. Oggi o domani - dipende da quando calerà il sipario sulla Finanziaria - dovrebbe prendere forma in aula quella commissione paritetica bipartisan che dovrà occuparsi dei progetti da realizzare con i fondi del Recovery. Una cabina di regia auspicata dal capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, e subito sposata dal governatore Christian Solinas, in uno scambio di opinioni sulla Nuova. Una azione trasversale, che coinvolga non solo i partiti ma anche le parti sociali, per concentrare l’utilizzo dei fondi europei su due o tre grandi progetti ben definiti. Un cambio di rotta per la giunta di centrodestra, che sul Recovery aveva annunciato 66 progetti. Troppi e dispersivi per il capogruppo del Pd, che aveva rilanciato: meglio pochi ma buoni. Il suo appello non è rimasto inascoltato, Solinas si è detto pronto ad accogliere la proposta, ma prima di tutto il Pd chiedeva al governatore di riferire in aula sullo stato dell’arte del Recovery. Richiesta più volte reiterata senza successo, ma questa sarà la volta buona: oggi o domani Solinas interverrà in Consiglio regionale con una relazione su quello che la Regione intende fare sul tema Recovery. A quel punto dovrebbe prendere forma la commissione paritetica con al suo interno lo stesso Solinas, il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, i rappresentanti dei vati gruppi consiliari, gli organi tecnici dei vari assessorati e le parti sociali. Un comitato di larghe intese che avrà il compito di fare una disamina sui progetti fattibili e sulle strategie da portare avanti.
Insomma, il Recovery potrebbe essere il terreno su cui maggioranza e opposizione depongono le armi, ma tutto dipenderà da come il tema verrà affrontato in aula, dove si capirà anche quali sono gli umori dei vari gruppi. Finora sulla questione si sono espressi solo Solinas e Ganau. Con quest’ultimo che ha anche indicato quale dovrebbe essere la strada che la Regione dovrebbe intraprendere nella gestione dei miliardi in arrivo dall’Europa: idrogeno verde, sistema ferroviario alimentato a idrogeno, polo navale di costruzione e manutenzione per i traghetti del Mediterraneo, digitale. Addirittura un piano di riforestazione per compensare lo scippo ottocentesco. Due giorni fa un assist alla posizione del capogruppo dem è arrivata dall’appello trasversale dei sindaci di Cagliari, Sassari, Nuoro, Olbia, Oristano e Quartu, che - anche loro - hanno chiesto alla Regione di non essere tagliati fuori e di concentrare progetti e risorse soprattutto su energia e ferrovie. Insomma, l’unico punto fermo, per ora, è che la Sardegna voglia puntare sui soldi del Recovery per un piano di rilancio che aspetta dai tempi della nascita dell’autonomia. Dunque, da sempre.
Insomma, il Recovery potrebbe essere il terreno su cui maggioranza e opposizione depongono le armi, ma tutto dipenderà da come il tema verrà affrontato in aula, dove si capirà anche quali sono gli umori dei vari gruppi. Finora sulla questione si sono espressi solo Solinas e Ganau. Con quest’ultimo che ha anche indicato quale dovrebbe essere la strada che la Regione dovrebbe intraprendere nella gestione dei miliardi in arrivo dall’Europa: idrogeno verde, sistema ferroviario alimentato a idrogeno, polo navale di costruzione e manutenzione per i traghetti del Mediterraneo, digitale. Addirittura un piano di riforestazione per compensare lo scippo ottocentesco. Due giorni fa un assist alla posizione del capogruppo dem è arrivata dall’appello trasversale dei sindaci di Cagliari, Sassari, Nuoro, Olbia, Oristano e Quartu, che - anche loro - hanno chiesto alla Regione di non essere tagliati fuori e di concentrare progetti e risorse soprattutto su energia e ferrovie. Insomma, l’unico punto fermo, per ora, è che la Sardegna voglia puntare sui soldi del Recovery per un piano di rilancio che aspetta dai tempi della nascita dell’autonomia. Dunque, da sempre.
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