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Giganti, il sindaco non riapre il museo

Giganti, il sindaco non riapre il museo

Cabras, Abis proroga lo stop: «Manca una soluzione chiara, temo le proteste»

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CABRAS. Il sindaco di Cabras non arretra e proroga la chiusura del museo. Alla vigilia della scadenza dell’ordinanza del 9 febbraio Andrea Abis firma un secondo provvedimento che entrerà in vigore oggi e che ancora una volta vieta a chiunque l’accesso alle sale espositive all’interno delle quali sono custoditi i giganti di Mont’e Prama. «A oggi non risultano atti, accordi o impegni scritti tra le parti tali da determinare con sicurezza una risoluzione chiara della vicenda – ha dichiarato il sindaco –. Ho pertanto deciso di confermare la chiusura del Museo». Lo scopo del provvedimento è il medesimo: si intende prevenire situazioni di protesta non programmate sullo spostamento delle statue a Cagliari per il restauro. «L’attenzione mediatica sulla questione ha amplificato il dissenso da parte della cittadinanza sull’iniziativa della Soprintendenza – ha spiegato il primo cittadino –. Durante la manifestazione del 13 febbraio abbiamo registrato centinaia di presenze tra sindaci, esponenti politici, rappresentanti del settore imprenditoriale, componenti delle associazioni culturali, del mondo della scuola e i cittadini. La riapertura del museo e il possibile avvio delle procedure di trasferimento potrebbe inasprire la disapprovazione generale, vanificando i risultati ottenuti finora per la tutela dell’incolumità pubblica». L’ordinanza sarà valida fino a giovedì 25 febbraio.

Il dibattito sul patrimonio archeologico di Mont'e Prama approda anche in Consiglio regionale. A portare il caso dei Giganti all'attenzione dell'Aula è il consigliere regionale del M5s, Alessandro Solinas, che ha presentato un ordine del giorno sul complesso archeologico di Cabras, approvato dal Consiglio regionale. L'atto promosso dal consigliere impegna il presidente Solinas e la giunta ad affermare la posizione regionale in merito all'istituzione della Fondazione per la gestione dei giganti e del complesso archeologico in un'ottica proattiva e improntata alla necessaria partecipazione proporzionale di tutte le istituzioni. «Soltanto grazie al contributo di tutte le istituzioni coinvolte e interessate – spiega Solinas – si potrà valorizzare e tutelare il prezioso patrimonio archeologico sardo, quale unico esempio al mondo di civiltà nuragica. Per quanto riguarda il sito archeologico di Mont'e Prama è necessario porre fine al periodo di esposizione frammentata delle sculture e programmare il ritorno a casa di tutti i reperti. Ho chiesto alla Regione di attivarsi a tutti i livelli per programmare la realizzazione di un laboratorio nel territorio di Cabras, aperto al pubblico e capace di inserirsi quale ulteriore attrattiva».

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