Quarant’anni con il nostro giornale
Nel 2019 il ritorno dopo la pensione: le “storie dimenticate” poi diventate un libro
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SASSARI. Quarant’anni con La Nuova Sardegna. Piero Mannironi cominciò a lavorare per il giornale nel 1981 e ha lasciato il suo ultimo segno – la firma tanto amata dai lettori – sul libro che celebra i 130 anni della Nuova. Due capitoli li ha scritti lui, su temi che amava e conosceva profondamente: “La Brigata Sassari” e “Il banditismo e i sequestri di persona”.
Dopo essere andato in pensione nel 2015, era tornato a scrivere per il suo giornale quattro anni dopo su invito del direttore Antonio Di Rosa con la serie delle grandi “Storie dimenticate” di cronaca nera che poi sono diventate un libro, “Anime maledette”, edito a fine 2020 da Il Maestrale. Il rapporto con La Nuova Sardegna sarebbe sicuramente continuato a lungo se il Covid non avesse colpito Piero all’inizio dell’anno. Dopo il ricovero il peggio sembrava passato, ma ieri purtroppo il quadro clinico è precipitato a causa di ulteriori complicazioni.
Nuorese, classe 1953, Piero Mannironi alla Nuova Sardegna ha ricoperto diversi ruoli, sempre da protagonista: redattore, poi vicecaposervizio della cronaca di Sassari, dal 1987 capo della redazione di Nuoro in una stagione tragica di omicidi e sequestri. A metà degli anni Novanta il ritorno alla redazione di Sassari come inviato: inchieste, reportage, interviste e ritratti sempre con uno stile caldo e inconfondibile. Negli ultimi anni di carriera era passato a un ruolo organizzativo, nell’ufficio dei redattori capo, ma non aveva mai abbandonato la scrittura.
Piero lascia la moglie Daniela Scano, caporedattrice della Nuova Sardegna, e i tre figli Bianca, Antonio e Claudia.
Dopo essere andato in pensione nel 2015, era tornato a scrivere per il suo giornale quattro anni dopo su invito del direttore Antonio Di Rosa con la serie delle grandi “Storie dimenticate” di cronaca nera che poi sono diventate un libro, “Anime maledette”, edito a fine 2020 da Il Maestrale. Il rapporto con La Nuova Sardegna sarebbe sicuramente continuato a lungo se il Covid non avesse colpito Piero all’inizio dell’anno. Dopo il ricovero il peggio sembrava passato, ma ieri purtroppo il quadro clinico è precipitato a causa di ulteriori complicazioni.
Nuorese, classe 1953, Piero Mannironi alla Nuova Sardegna ha ricoperto diversi ruoli, sempre da protagonista: redattore, poi vicecaposervizio della cronaca di Sassari, dal 1987 capo della redazione di Nuoro in una stagione tragica di omicidi e sequestri. A metà degli anni Novanta il ritorno alla redazione di Sassari come inviato: inchieste, reportage, interviste e ritratti sempre con uno stile caldo e inconfondibile. Negli ultimi anni di carriera era passato a un ruolo organizzativo, nell’ufficio dei redattori capo, ma non aveva mai abbandonato la scrittura.
Piero lascia la moglie Daniela Scano, caporedattrice della Nuova Sardegna, e i tre figli Bianca, Antonio e Claudia.
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