Bono ripiomba nell’incubo Ipotesi di un nuovo lockdown
di Barbara Mastino
Nel Comune del Goceano i 5 casi sarebbero collegati a quello di Sassari Oggi l’esito di altri 124 tamponi, le scuole sono già chiuse da mercoledì
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BONO. Preoccupa a Bono la scoperta di casi di variante inglese del virus Sars-Cov-2 emersa ieri dopo le analisi effettuate nei laboratori Covid e di Ematologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Dei sedici casi registrati ieri in paese cinque sono stati classificati di variante inglese, e secondo quanto rivela il sindaco Elio Mulas «si tratta di tutte persone collegate tra loro e legate per conoscenza al caso di variante inglese di Sassari». Una notizia che, nella preoccupazione generale, è tutto sommato tranquillizzante perché può significare che si tratta di casi circoscritti e facilmente isolabili. Ancora nella tarda serata di ieri si era però in attesa degli esiti dei 124 tamponi effettuati giovedì, il cui esito potrebbe portare a decisioni più drastiche rispetto a quella assunta dal sindaco Mulas due giorni fa, ovvero la chiusura – e l’attivazione della didattica a distanza – delle lezioni in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado. «Decisioni – ha detto ieri il sindaco Mulas – che prenderemo di concerto con i vertici regionali della sanità». Le linee telefoniche a Bono ieri erano roventi, serrati i colloqui tra il sindaco e la giunta con i responsabili della sanità regionale e provinciale e il Prefetto. «Ma solo domani (oggi ndr) dopo una riunione che terremo in mattinata potremo prendere decisioni concrete», aggiunge il primo cittadino. L’attivazione della didattica a distanza decisa il 17 febbraio è solo una di queste, e la sua durata sino a lunedì 22 è destinata quasi senza dubbio al prolungamento. Il sindaco aveva firmato l’ordinanza dopo l’aumento dei contagi e il sospetto della presenza della variante inglese, soprattutto perché si temeva il contagio tra i più giovani, particolarmente esposti a quella variante. Ieri la conferma, dopo l’arrivo dei risultati degli esami effettuati dai laboratori specialistici di Nuoro, gli unici accreditati per questo tipo di analisi, ha avuto l’effetto di una doccia fredda sulla piccola comunità. Bono ha una popolazione di circa 3500 abitanti e nei mesi scorsi i casi di contagio registrati erano stati centinaia. Un’esplosione che aveva spinto l’amministrazione comunale ad assumere decisioni drastiche come quella di un lockdown pressoché totale e anche a decretare lo stop alle funzioni religiose. Un’ordinanza che aveva destato scalpore, proteste e ricorsi, e che era stata annullata dal Prefetto, ma che aveva l’obiettivo di fare emergere l’esatta contezza del problema: più del dieci, se non il venti per cento della popolazione era infatti in quel momento affetta dal Covid. Dopo quell’exploit - cui era seguito uno screening generale al quale per altro aveva partecipato solo una piccolissima parte della popolazione - la situazione sembrava essersi normalizzata. Almeno sino all’esplosione dell’ultimo cluster, e della sconvolgente scoperta della presenza della temibile variante inglese: un ceppo del virus che sebbene non sia maggiormente letale è più contagioso di quella originario e soprattutto colpisce anche bimbi e ragazzi.
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