Primo giorno in zona rossa: il paese si ferma
di Barbara Mastino
A Bono aperte solo le attività commerciali essenziali. Controlli delle forze dell’ordine
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BONO. Si è svegliata in un clima quasi surreale ieri la comunità di Bono dopo l’ordinanza del sindaco Elio Mulas che ha decretato un lockdown totale del paese sino al 6 marzo. Pochissime le persone in giro per le strade, vista la chiusura totale di esercizi pubblici e negozi. Chi è uscito lo ha fatto soprattutto per recarsi in chiesa, dove, come racconta il parroco don Mario Curzu, i fedeli non sono mancati alle quattro funzioni religiose distribuite nell’arco della giornata. «Da quando abbiamo riaperto le chiese – dice don Mario – le messe della domenica in parrocchia sono passate da tre a quattro e nel corso della settimana ho aggiunto celebrazioni nelle altre chiese per dare la possibilità a tutti di ricevere i sacramenti senza rischio di assembramenti. Prima della riapertura tutti i locali sono stati sanificati da cima a fondo (e le pulizie si fanno dopo ogni rito) e tutto è stato certificato da un tecnico specializzato. In questi mesi non abbiamo avuto situazioni di assembramenti e tutti si sono comportati bene. Io stesso, alla fine di ogni messa, ricordo sempre tutti i protocolli. Il catechismo coi bimbi si fa in chiesa e non nel salone e tutte le famiglie hanno ricevuto adeguato materiale informativo. Insomma, la chiesa non è stata e non sarà luogo di contagio». Lo dice con i suoi soliti modi affabili don Mario, e non gli interessa rivangare le polemiche dei mesi scorsi quando l’altissimo numero di contagi spinse la giunta di Bono a vietare (o almeno a provare a farlo) anche le funzioni religiose. «La comunità – aggiunge don Mario – deve restare unita, e io per primo sono a disposizione per fare quanto serve. La paura c’è in questi mesi stiamo pregando tanto per chiedere al Signore di salvarci da questa pandemia».
L’apparizione della variante inglese ha gettato nello sconforto una comunità che sembrava uscita dall’incubo che ha visto in paese centinaia di contagi nei mesi scorsi. Ma l’ordinanza del sindaco Mulas, assunta di concerto con i vertici regionali di Ats, la Regione e il Prefetto, è comunque durissima. Restano chiuse tutte le attività, comprese le pasticcerie che però “all’interno dei loro laboratori potranno produrre i dolci a lunga conservazione in occasione della Santa Pasqua”. Ad accezione delle uscite per raggiungere tabaccai, giornalai, farmacie, parafarmacie e generi alimentari (questi ultimi chiusi però la domenica), è vietato ogni spostamento da e per il comune salvo che per comprovate esigenze, indicate dalle norme nazionali. Sono chiusi al pubblico parchi, aree gioco, giardini e altri spazi comuni. Resterà chiuso anche il cimitero. Si ferma anche la didattica in presenza - come deciso in realtà già dallo scorso 17 febbraio - e restano chiusi bar e ristoranti, ai quali è vietato anche l’asporto ed è consentita solo la consegna a domicilio. Stop anche al mercato rionale, al commercio ambulante e anche le lezioni della scuola guida, che “potrà espletare esclusivamente le pratiche auto e tutte le visite mediche già programmate dall’ufficiale sanitario”. Per far rispettare l’ordinanza sono state coinvolte tutte le forze dell’ordine - polizia, carabinieri, finanza e vigili urbani - ma anche la compagnia barracellare, il corpo forestale, la protezione civile e persino i “nonni vigili” e l’associazione dei carabinieri in congedo.
L’apparizione della variante inglese ha gettato nello sconforto una comunità che sembrava uscita dall’incubo che ha visto in paese centinaia di contagi nei mesi scorsi. Ma l’ordinanza del sindaco Mulas, assunta di concerto con i vertici regionali di Ats, la Regione e il Prefetto, è comunque durissima. Restano chiuse tutte le attività, comprese le pasticcerie che però “all’interno dei loro laboratori potranno produrre i dolci a lunga conservazione in occasione della Santa Pasqua”. Ad accezione delle uscite per raggiungere tabaccai, giornalai, farmacie, parafarmacie e generi alimentari (questi ultimi chiusi però la domenica), è vietato ogni spostamento da e per il comune salvo che per comprovate esigenze, indicate dalle norme nazionali. Sono chiusi al pubblico parchi, aree gioco, giardini e altri spazi comuni. Resterà chiuso anche il cimitero. Si ferma anche la didattica in presenza - come deciso in realtà già dallo scorso 17 febbraio - e restano chiusi bar e ristoranti, ai quali è vietato anche l’asporto ed è consentita solo la consegna a domicilio. Stop anche al mercato rionale, al commercio ambulante e anche le lezioni della scuola guida, che “potrà espletare esclusivamente le pratiche auto e tutte le visite mediche già programmate dall’ufficiale sanitario”. Per far rispettare l’ordinanza sono state coinvolte tutte le forze dell’ordine - polizia, carabinieri, finanza e vigili urbani - ma anche la compagnia barracellare, il corpo forestale, la protezione civile e persino i “nonni vigili” e l’associazione dei carabinieri in congedo.
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