Vaccinazione per gli over 80 Nieddu: «Inviati i primi sms»
di Claudio Zoccheddu
L’assessore della Sanità annuncia l’inizio della campagna per i nati dal ’36 in giù I medici di base: «Non siamo stati coinvolti. Giovedì primo incontro in Regione»
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SASSARI. Nei giorni in cui si fanno largo diverse ipotesi legate allo sviluppo della campagna vaccinale, come l’acquisto in autonomia dei vaccini da parte della Regione, arrivano anche le prime certezze. Una l’ha comunicata l’assessore della Sanità, Mario Nieddu: «Sono stati inviati i primi sms alle persone nate prima o durante il 1936».
Una volta ricevuto il messaggio, l’utente dovrà dare una conferma informatica che verrà ricevuta dal Cup che, a sua volta, risponderà alla richiesta fornendo data, ora e luogo dell’inoculazione della dose di vaccino. Il sistema è in rodaggio e nasconde alcune zone d’ombra. È possibile, infatti, che stia muovendo i primi passi grazie al coinvolgimento dei sindaci dei piccoli comuni, che possono gestire più facilmente la ricerca dei contatti. Perché la macchina degli sms inizi a lavorare a regime, però, il sistema deve essere necessariamente rivisto. C’è poi un portale web dedicato alle adesioni alle campagne vaccinali, che però non sembra ancora attivo.
Si è parlato a più riprese del coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna vaccinale sarda, che permetterebbe di ottenere i contatti diretti degli over 80, ma per il momento non c’è stato alcun contatto ufficiale. Il primo incontro tra l’assessorato, Ats e una rappresentanza dei medici è previsto per giovedì.
I medici di famiglia. «Per il momento non siamo stati coinvolti dalla Regione. – spiega Umberto Nevisco, responsabile della Federazione italiana dei medici di famiglia –. Giovedì avremo il primo incontro e potremo capire se Ats ha intenzione di coinvolgerci o se invece vuole procedere senza di noi». I medici, inoltre, hanno diverse perplessità: «Abbiamo visto come funzionano i centri vaccinali – continua Nevisco –. C’è una persona incaricata del triage, una dell’anamnesi, una dell’inoculazione e una che completa la registrazione del paziente. Noi però siamo soli e anche se cercheremo di conciliare come abbiamo fatto per le vaccinazioni anti influenzali è chiaro che questo è un argomento diverso». I medici dovranno essere forniti dei vaccini in tempi certi e nelle giuste quantità, dovranno essere riforniti dei dispositivi di protezione individuale e quelli che riceveranno negli ambulatori dovranno gestire le spese di sanificazione dei locali. In più ci sono gli accordi nazionali sanciti dal protocollo d’intesa tra i medici e il ministero che hanno pagamenti definiti su scala regionale e che in Sardegna prevedono 6,16 euro per ogni vaccino effettuato in ambulatorio e circa 10 per quelli fatti a domicilio. Proprio la questione economica potrebbe essere il primo scoglio da superare: «Forse è per questo che Ats ha pubblicato i bandi che prevedono l’attività gratuita dei medici», conclude Nevisco.
Il bollettino. I numeri della pandemia confermano un netto rallentamento, anche a fronte di un numero di tamponi superiore alla media. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 45 nuovi casi. In totale sono stati eseguiti 768.303 tamponi, per un incremento complessivo di 6.514 test rispetto al dato precedente.
Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l’isola un tasso di positività dello 0,7%. Sono stati registrati 8 decessi, per un totale di 1.166. Sono invece 210 i pazienti ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-5), mentre restano 19 i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.576. I guariti sono complessivamente 27.045 (+87), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 220. Sul territorio, dei 41.236 casi positivi complessivamente accertati, 9.814 (+24) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.602 (+1) nel Sud Sardegna, 3.481 a Oristano, 8.184 (+4) a Nuoro, 13.155 (+16) a Sassari.
Una volta ricevuto il messaggio, l’utente dovrà dare una conferma informatica che verrà ricevuta dal Cup che, a sua volta, risponderà alla richiesta fornendo data, ora e luogo dell’inoculazione della dose di vaccino. Il sistema è in rodaggio e nasconde alcune zone d’ombra. È possibile, infatti, che stia muovendo i primi passi grazie al coinvolgimento dei sindaci dei piccoli comuni, che possono gestire più facilmente la ricerca dei contatti. Perché la macchina degli sms inizi a lavorare a regime, però, il sistema deve essere necessariamente rivisto. C’è poi un portale web dedicato alle adesioni alle campagne vaccinali, che però non sembra ancora attivo.
Si è parlato a più riprese del coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna vaccinale sarda, che permetterebbe di ottenere i contatti diretti degli over 80, ma per il momento non c’è stato alcun contatto ufficiale. Il primo incontro tra l’assessorato, Ats e una rappresentanza dei medici è previsto per giovedì.
I medici di famiglia. «Per il momento non siamo stati coinvolti dalla Regione. – spiega Umberto Nevisco, responsabile della Federazione italiana dei medici di famiglia –. Giovedì avremo il primo incontro e potremo capire se Ats ha intenzione di coinvolgerci o se invece vuole procedere senza di noi». I medici, inoltre, hanno diverse perplessità: «Abbiamo visto come funzionano i centri vaccinali – continua Nevisco –. C’è una persona incaricata del triage, una dell’anamnesi, una dell’inoculazione e una che completa la registrazione del paziente. Noi però siamo soli e anche se cercheremo di conciliare come abbiamo fatto per le vaccinazioni anti influenzali è chiaro che questo è un argomento diverso». I medici dovranno essere forniti dei vaccini in tempi certi e nelle giuste quantità, dovranno essere riforniti dei dispositivi di protezione individuale e quelli che riceveranno negli ambulatori dovranno gestire le spese di sanificazione dei locali. In più ci sono gli accordi nazionali sanciti dal protocollo d’intesa tra i medici e il ministero che hanno pagamenti definiti su scala regionale e che in Sardegna prevedono 6,16 euro per ogni vaccino effettuato in ambulatorio e circa 10 per quelli fatti a domicilio. Proprio la questione economica potrebbe essere il primo scoglio da superare: «Forse è per questo che Ats ha pubblicato i bandi che prevedono l’attività gratuita dei medici», conclude Nevisco.
Il bollettino. I numeri della pandemia confermano un netto rallentamento, anche a fronte di un numero di tamponi superiore alla media. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 45 nuovi casi. In totale sono stati eseguiti 768.303 tamponi, per un incremento complessivo di 6.514 test rispetto al dato precedente.
Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l’isola un tasso di positività dello 0,7%. Sono stati registrati 8 decessi, per un totale di 1.166. Sono invece 210 i pazienti ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-5), mentre restano 19 i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.576. I guariti sono complessivamente 27.045 (+87), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 220. Sul territorio, dei 41.236 casi positivi complessivamente accertati, 9.814 (+24) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.602 (+1) nel Sud Sardegna, 3.481 a Oristano, 8.184 (+4) a Nuoro, 13.155 (+16) a Sassari.
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