Vaccini e tamponi salveranno il turismo
di Marco Bittau
Il ministro Garavaglia inaugura l’Health testing center al Costa Smeralda «L’Isola è all’avanguardia e col lasciapassare sanitario tornerà a correre»
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OLBIA. Dopo un anno di lacrime e Covid la stagione turistica in Sardegna riparte con una buona dose di ottimismo e tre punti fermi e irrinunciabili. Da una parte l’accelerazione della campagna di vaccinazione, dall’altra le attività di screening sempre più accessibili e diffuse nel territorio, soprattutto negli aeroporti e porti di partenza. Infine, l’adozione di un lasciapassare sanitario internazionale condiviso con l’Unione europea. Coerente con questo percorso è il nuovo Health testing center inaugurato ieri mattina a Olbia, il primo centro aeroportuale di screening Covid-19 aperto in Italia. Un vero e proprio terminal d’eccellenza ideato e realizzato dalla Geasar, società che gestisce l’aeroporto Costa Smeralda, e dal Mater Olbia hospital. «È questa la strada», ha confermato ieri il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, intervenuto alla tavola rotonda dedicata alla trasporto aereo e alla ripartenza in sicurezza dell’industria delle vacanze.
La strada di cui parla il ministro è solo apparentemente semplice. In realtà le istanze provenienti dagli operatori turistici, dalle compagnie aeree (alla tavola rotonda hanno partecipato easyJet e Volotea) sono complesse. Prima di tutto certezze nei tempi e nei protocolli, ma anche programmazione e regole uguali per tutti. «Il ragionamento con l’Unione europea per il lasciapassare sanitario è a buon punto e presto di arriverà a definire anche i tempi di attuazione – dice il ministro – sarà un passaggio cruciale perché il turismo nazionale serve per sopravvivere, per correre invece c’è bisogno di quello internazionale. Allora è fondamentale che i controlli non procedano più con iniziative improvvisate. La Sardegna è all’avanguardia, perché il centro screening in aeroporto consente di fare tamponi veloci, accelerando le procedure e favorendo la possibilità di viaggiare in sicurezza. Significa che sarà un’estate migliore».
Dal ministro (che ieri ha incontrato anche una delegazione di lavoratori Air Italy) buone notizie anche sul fronte dei ristori per le aziende turistiche: «È sul tavolo del Governo l’ipotesi di mettere una pezza al “decreto ristori”, il cui budget è insufficiente, speriamo sia l’ultima».
La possibilità di parlare direttamente con il ministro ha soddisfatto almeno in parte il presidente di Federalberghi Sardegna Paolo Manca e il presidente di Confindustria turismo nord Sardegna, Nicola Monello. Il problema è che il tempo stringe e l’estate è alle porte. «Non possiamo più aspettare per programmare la stagione 2021: nei prossimi giorni dovremo per forza mettere a sistema ogni paletto che ci consentirà di gestire il 2021 come una stagione migliore di quella precedente – dice Paolo Manca – l'interlocuzione con il ministro è stata positiva, ha dato risposte coerenti, ora però aspettiamo di vedere se le risposte si trasformeranno in azioni».
Nel frattempo, da oggi l’Health testing center di Olbia è operativo e a disposizione di viaggiatori, comunità locale, gruppi, aziende e chiunque intende sottoporsi a un test diagnostico. «Il test dei passeggeri in partenza e l'uniformità delle regole internazionali sono la via più importante per la ripresa del traffico aereo e del turismo in Sardegna – dice Silvio Pippobello, amministratore delegato Geasar – il sistema aeroportuale dovrà trovare soluzioni strutturali che garantiscano la sicurezza del viaggio in termini sanitari e l’Health testing center è in linea con l'istituzione da parte dell’Unione europea di un pass internazionale per la libera circolazione delle persone».
Nutrita la rappresentanza della giunta regionale: dal presidente del Consiglio, Michele Pais, agli assessori Giovanni Chessa (Turismo) e Mario Nieddu (Sanità). «È un passo importante per rafforzare i controlli sui passeggeri – ha spiegato Nieddu – e sarebbe ancora più importante testare i passeggeri in partenza, perché questo sgraverebbe i nostri porti e aeroporti dall’impegno di controlli che assorbono grandi risorse del sistema sanitario regionale».
Soddisfatto anche il sindaco Settimo Nizzi: «Tutti stiamo facendo il massimo sforzo e questo centro lo dimostra. Fondamentali i test diagnostici, ma ancora di più i vaccini. È questa la grande battaglia e per combattere servono vaccini e personale per somministrarli. Abbiamo bisogno almeno di tre persone in più e chiedo a Geasar di aiutarci».
Infine Massimo Temussi, commissario Ares-Ats: «È uno strumento che ci consente di gestire la pandemia in maniera differente dal passato. Aumenta la capacità di interrompere catene di contagio in modo che la Sardegna sia una regione più sicura in vista dell'estate».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
La strada di cui parla il ministro è solo apparentemente semplice. In realtà le istanze provenienti dagli operatori turistici, dalle compagnie aeree (alla tavola rotonda hanno partecipato easyJet e Volotea) sono complesse. Prima di tutto certezze nei tempi e nei protocolli, ma anche programmazione e regole uguali per tutti. «Il ragionamento con l’Unione europea per il lasciapassare sanitario è a buon punto e presto di arriverà a definire anche i tempi di attuazione – dice il ministro – sarà un passaggio cruciale perché il turismo nazionale serve per sopravvivere, per correre invece c’è bisogno di quello internazionale. Allora è fondamentale che i controlli non procedano più con iniziative improvvisate. La Sardegna è all’avanguardia, perché il centro screening in aeroporto consente di fare tamponi veloci, accelerando le procedure e favorendo la possibilità di viaggiare in sicurezza. Significa che sarà un’estate migliore».
Dal ministro (che ieri ha incontrato anche una delegazione di lavoratori Air Italy) buone notizie anche sul fronte dei ristori per le aziende turistiche: «È sul tavolo del Governo l’ipotesi di mettere una pezza al “decreto ristori”, il cui budget è insufficiente, speriamo sia l’ultima».
La possibilità di parlare direttamente con il ministro ha soddisfatto almeno in parte il presidente di Federalberghi Sardegna Paolo Manca e il presidente di Confindustria turismo nord Sardegna, Nicola Monello. Il problema è che il tempo stringe e l’estate è alle porte. «Non possiamo più aspettare per programmare la stagione 2021: nei prossimi giorni dovremo per forza mettere a sistema ogni paletto che ci consentirà di gestire il 2021 come una stagione migliore di quella precedente – dice Paolo Manca – l'interlocuzione con il ministro è stata positiva, ha dato risposte coerenti, ora però aspettiamo di vedere se le risposte si trasformeranno in azioni».
Nel frattempo, da oggi l’Health testing center di Olbia è operativo e a disposizione di viaggiatori, comunità locale, gruppi, aziende e chiunque intende sottoporsi a un test diagnostico. «Il test dei passeggeri in partenza e l'uniformità delle regole internazionali sono la via più importante per la ripresa del traffico aereo e del turismo in Sardegna – dice Silvio Pippobello, amministratore delegato Geasar – il sistema aeroportuale dovrà trovare soluzioni strutturali che garantiscano la sicurezza del viaggio in termini sanitari e l’Health testing center è in linea con l'istituzione da parte dell’Unione europea di un pass internazionale per la libera circolazione delle persone».
Nutrita la rappresentanza della giunta regionale: dal presidente del Consiglio, Michele Pais, agli assessori Giovanni Chessa (Turismo) e Mario Nieddu (Sanità). «È un passo importante per rafforzare i controlli sui passeggeri – ha spiegato Nieddu – e sarebbe ancora più importante testare i passeggeri in partenza, perché questo sgraverebbe i nostri porti e aeroporti dall’impegno di controlli che assorbono grandi risorse del sistema sanitario regionale».
Soddisfatto anche il sindaco Settimo Nizzi: «Tutti stiamo facendo il massimo sforzo e questo centro lo dimostra. Fondamentali i test diagnostici, ma ancora di più i vaccini. È questa la grande battaglia e per combattere servono vaccini e personale per somministrarli. Abbiamo bisogno almeno di tre persone in più e chiedo a Geasar di aiutarci».
Infine Massimo Temussi, commissario Ares-Ats: «È uno strumento che ci consente di gestire la pandemia in maniera differente dal passato. Aumenta la capacità di interrompere catene di contagio in modo che la Sardegna sia una regione più sicura in vista dell'estate».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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