Alitalia, un mese per evitare il crac
Aerei a terra se entro aprile non arriva l’accordo con l’Ue. La Sardegna rischia
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SASSARI. Non solo Air Italy. La situazione nei cieli italiani è drammatica. Alitalia è sull’orlo del precipizio. Entro fine aprile la compagnia di bandiera rischia di trovarsi costretta a mettere a terra gli aerei. L’unico modo per salvare Alitalia è che i commissari e l’Unione europea si mettano d’accordo sulla nascita della nuova compagnia pubblica in formato mini. Ma le posizioni sono per ora molto distanti e il rischio di un drammatico finale per Alitalia si fa sempre più concreto. Una tragedia occupazionale per gli oltre 11mila dipendenti, ma anche un disastro per i collegamenti. Oggi, dopo l’uscita di scena di Air Italy, i collegamenti in continuità per la Sardegna sono tutti targati Alitalia. E dunque tra un mese l’isola corre il serio rischio di ritrovarsi ancora più isolata del solito.
Da qui a fine aprile, comunque, continuerà il dialogo tra il governo, nelle persone dei ministri Giancarlo Giorgetti, Daniele Franco ed Enrico Giovannini, e la Commissione europea, su tutti la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager. Ed è proprio lei, la politica danese del gruppo dei liberaldemocratici, a non vedere di buon occhio la Newco. Lo stesso Giorgetti nei giorni scorsi ha parlato di «stallo». Ma senza l’intesa con la Ue Alitalia non ha un futuro.
Anche perché le casse sono ormai vuote. Alitalia può contare solamente sugli indennizzi per i danni derivati dal Covid, ma parliamo di soli 24,7 milioni che hanno avuto l’ok di Bruxelles. Meno della metà della cifra - 55 milioni - indicata prima dal ministro Giorgetti. L’azienda ha così deciso di pagare lo stipendio di marzo in tranche e inevitabile è montata la protesta dei dipendenti. Ieri all’aeroporto di Fiumicino si è formato un presidio spontaneo in cui si sono alternati al megafono diversi lavoratori. I sindacati chiedono con forza al governo di «intervenire immediatamente» e di superare «le incomprensibili resistenze dell'Ue». Ma il negoziato con la Commissione europea è tutto in salita: Bruxelles considera l'iniezione dei tre miliardi per lanciare Ita come «aiuto di Stato» e quindi non darà il suo via libera all'operazione, concepita dal governo giallorosso a guida Conte. E dunque questa situazione di stallo non fa che aumentare l’incertezza sul futuro di Alitalia. E su quello dei cieli italiani.
Da qui a fine aprile, comunque, continuerà il dialogo tra il governo, nelle persone dei ministri Giancarlo Giorgetti, Daniele Franco ed Enrico Giovannini, e la Commissione europea, su tutti la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager. Ed è proprio lei, la politica danese del gruppo dei liberaldemocratici, a non vedere di buon occhio la Newco. Lo stesso Giorgetti nei giorni scorsi ha parlato di «stallo». Ma senza l’intesa con la Ue Alitalia non ha un futuro.
Anche perché le casse sono ormai vuote. Alitalia può contare solamente sugli indennizzi per i danni derivati dal Covid, ma parliamo di soli 24,7 milioni che hanno avuto l’ok di Bruxelles. Meno della metà della cifra - 55 milioni - indicata prima dal ministro Giorgetti. L’azienda ha così deciso di pagare lo stipendio di marzo in tranche e inevitabile è montata la protesta dei dipendenti. Ieri all’aeroporto di Fiumicino si è formato un presidio spontaneo in cui si sono alternati al megafono diversi lavoratori. I sindacati chiedono con forza al governo di «intervenire immediatamente» e di superare «le incomprensibili resistenze dell'Ue». Ma il negoziato con la Commissione europea è tutto in salita: Bruxelles considera l'iniezione dei tre miliardi per lanciare Ita come «aiuto di Stato» e quindi non darà il suo via libera all'operazione, concepita dal governo giallorosso a guida Conte. E dunque questa situazione di stallo non fa che aumentare l’incertezza sul futuro di Alitalia. E su quello dei cieli italiani.
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