La Nuova Sardegna

Vaccini, pochi over 80 bene con sanitari e Rsa

di Roberto Petretto
Vaccini, pochi over 80 bene con sanitari e Rsa

Ecco i numeri sulla campagna: il dato peggiore è per il personale scolastico Il presidente Solinas: «Più hub e personale: 17mila dosi al giorno a fine aprile»

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SASSARI. Si accelera, anche confidando nell’arrivo delle dosi necessarie di vaccino e anche mettendo in conto qualche disfuzione e qualche intoppo. Si fissano obiettivi ambiziosi, ma quello finale, ovvero la vaccinazione del 70 per cento della popolazione, rimane ancora lontano. Si era parlato, a livello nazionale, di un traguardo possibile ad agosto. Ieri il commissario Figliuolo ha spostato la lancetta a settembre.

Per immunizzare il 70 per cento degli italiani bisogna somministrare più di 84 milioni di dosi (2 per ciascuno, con i prodotti in uso ora). Con l’attuale media di 240mila dosi al giorno servirebbero 10 mesi per centrare l’obiettivo del 70 per cento, ma si conta di accelerare ancora. Anche in Sardegna, che nella prima fase si è distinta per lentezza e che ora sta recuperando terreno. Ma ancora non basta.

Il target. Con mirini e obiettivi un generale degli alpini ha dimestichezza: ha cercato di trasferirla anche agli amministratori regionali. Due giorni dopo la visita del commissario-generale Figliuolo ecco che il presidente Solinas fa propri quegli obiettivi: «Entro la metà di aprile puntiamo a viaggiare su una media di 12mila somministrazioni al giorno, per una quota settimanale di 84mila inoculazioni e per la fine di aprile contiamo di arrivare al traguardo delle 17mila somministrazioni giornaliere per 119mila alla settimana. L'intero sistema sanitario della Sardegna è impegnato in questa operazione». 17mila somministrazioni giornaliere: al di sotto di questo target, la campagna vaccinale si allungherà oltre le attese. È matematico.

La situazione. Come stanno andando le cose? Guardando oltre la superficie del sito nazionale che sintetizza i dati italiani, saltano fuori alcune cose interessanti.

Innanzitutto si può leggere la situazione sarda sulla base delle fasce di età, distinguendo anche tra persone che hanno ricevuto la prima dose e persone che le hanno ricevute entrambe. Così si scopre che il maggior numero di persone immunizzate completamente non è nella fascia over 80, ma in quella tra i 50 a i 59 anni: 15.646 (contro i 13.265 che hanno superato gli 80 anni, ma non gli 89). Segue la fascia tra i 40 e i 49 anni (11.245). C’è una spiegazione a questo apparentemente strano dato: le persone tra i 40 e i 60 anni che hanno ottenuto le due dosi di vaccino appartengono probabilmente alla categoria del personale sanitario. Infatti, se ci si sposta alla ripartizione per categorie si vede che gli operatori socio sanitari della Sardegna hanno ricevuto tutti la prima dose mentre il 78,6 per cento ha ricevuto anche la seconda. Entrambi i dati sono al di sopra della media nazionale.

Tra gli over 80 il 52,4 per cento ha ricevuto la prima dose, ma solo l’11 per cento entrambe le dosi. Bisogna però tenere conto del dato che riguarda gli ospiti di Rsa: in questo caso il 98,5 per cento ha ricevuto la prima inoculazione, ma il 71 per cento anche la seconda.

Molto più a rilento la vaccinazione del personale scolastico, anche per i problemi che hanno accompagnato il prodotto dell’AstraZeneca e le molte defezioni tra le persone che avrebbero dovuto riceverlo: il 40,5 per cento ha avuto la prima dose e appena lo 0,1 per cento la seconda.

Le prenotazioni. Anche la Sardegna sta valutando di adottare il sistema di prenotazione dei vaccini di Poste Italiane. I vertici del gruppo hanno illustrato il programma alla struttura operativa dell'assessorato della Sanità e ora sono in corso alcuni chiarimenti tecnici, dopodiché arriverà quasi sicuramente l'adesione. La Sardegna ha un suo portale, il Cup web - ma tarato sulla base dei numeri attuali di erogazione dei servizi. Ma appena saranno operativi gli odontoiatri e le farmacie e i punti di vaccinazione diventeranno centinaia, sarà necessario avere un sistema in grado di sopportare l’aumento di richieste. «La transizione sarà graduale, spiegano dall’assessorato - ma ci sarà una fase di affiancamento al nuovo programma. Poste Italiane consente di coprire tutta la filiera: dalla prenotazione della prima somministrazione alla comunicazione della dose inoculata, fino alla prenotazione della seconda somministrazione che, a seconda della tipologia di vaccino, va fatta dopo un certo numero di giorni».

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