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Agricoltura, la Sardegna sostiene il nuovo Psr

Agricoltura, la Sardegna sostiene il nuovo Psr

La Murgia e i colleghi di altre 14 Regioni scrivono a governo e Ue. All’isola arriveranno più risorse

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CAGLIARI . L'assessore regionale dell'Agricoltura, Gabriella Murgia, insieme ai colleghi di altre 14 Regioni e Province autonome, ha inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e al commissario europeo per l'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, per ribadire il sostegno all'impostazione data dal Governo italiano al riparto delle risorse del Psr per il biennio di transizione 2021-2022. «Con il nuovo riparto – spiega l'assessora Murgia – alla Sardegna andranno più risorse. La proposta del ministro è un giusto bilanciamento delle posizioni espresse dalle Regioni e prevede criteri che tengono conto delle diverse realtà territoriali. Al ministro Patuanelli ho sottolineato gli svantaggi strutturali che derivano dalla condizione di insularità e penalizzano, in termini di costi e di freno allo sviluppo, tutte le imprese agricole sarde. Ho evidenziato l'esigenza di una maggiore quota di cofinanziamento del programma da parte dello Stato». Nel corso dell'ultima seduta della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, la proposta del ministro era stata bocciata da sei Regioni che, si legge nella lettera, “si ostinano a pretendere esclusivamente l'applicazione del riparto storico, impedendo di addivenire a un'intesa”. Invece, “la maggioranza delle Regioni e Province autonome ha condiviso di utilizzare per la ripartizione delle risorse Feasr della nuova programmazione criteri in grado di cogliere oggettivamente l'incidenza della ruralità nei diversi contesti regionali”.

La prima proposta delle 15 Regioni e Province autonome prevedeva il calcolo dell'indice di riparto sulla base di quattro parametri - numero aziende agricole, superficie agricola utilizzata, superficie forestale, produzione agricola- pesati in modo paritario (25%). Successivamente, “le 15 Regioni hanno modificato la proposta originaria, nel tentativo di considerare le argomentazioni espresse dalle 6 Regioni contrarie”. Sono così stati introdotti altri criteri: un quinto parametro sulla popolazione rurale dei comuni C e D, per valorizzare la ruralità; la differenziazione dei fattori di ponderazione tra i 5 parametri, per attenuare il peso della Plv (portata al 15%); un possibile meccanismo di compensazione riferito al riparto 2014-2020 (cosiddetto storico) per graduare l'impatto dell'applicazione dei nuovi criteri. «Ma le 6 Regioni - è scritto nella lettera - hanno continuato a non entrare nel merito della proposta».

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