La Nuova Sardegna

Caccia al tampone, turiste in trappola

Caccia al tampone, turiste in trappola

Alghero, ospedali chiusi e nessuna possibilità di fare i test per il volo di ritorno

2 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. L’intenzione era chiara: trascorrere il fine settimana di Pasqua in riva al mare di Alghero. Poi, il piano di viaggio di due ragazze olandesi, Noa e Milou, è stato stravolto dal balletto dei colori del contenimento e dalla serrata totale (e inaspettata) delle strutture sanitarie. La cronaca del viaggio nell’isola di due 19enni inizia con l’intenzione di assaporare la libertà della zona bianca, un desiderio sfumato in corso d’opera. Ma si sa, i giovani spesso sono testardi e siccome nessuna norma vietava gli spostamenti internazionali, le ragazze hanno comunque deciso di partire e di raggiungere Alghero. Sono arrivare venerdì, quando hanno raggiunto il Bed and breakfast che avevano prenotato. Ovviamente, sapevano che per rientrare in Olanda avrebbero dovuto presentare un certificato di negatività al Covid-19 ottenuto tramite tampone Pcr, il test molecolare. Quello che non sapevano è che tra sabato e lunedì (la data del volo di rientro) ad Alghero sarebbe stato impossibile effettuarlo. Per rendersene conto hanno dovuto chiedere aiuto a Paola, la titolare dell’attività ricettiva, che dopo una serie di telefonate ha capito che in aeroporto si facevano solo i tamponi rapidi e che l’ospedale di Alghero le avrebbe sottoposte al test solo in caso di emergenza medica. La possibilità di partire lunedì, dunque, diveniva sempre più sfocata. Da questo momento è stata Paola a sobbarcarsi i dubbi delle giovani viaggiatrici: «L’unica soluzione possibile era raggiungere il Rizzeddu, a Sassari. Ho provato più volte ad avere una conferma al telefono ma senza mai ottenere risposta. Considerata la zona rossa, non le potevo accompagnare personalmente, senza sapere nemmeno se sarebbero riuscite ad effettuare il tampone – racconta Paola –. Avrebbero potuto affittare un’auto, certo, ma non parlano una parola d’italiano e quando hanno provato a comunicare in inglese, hanno ottenuto solo risposte stizzite». Mentre ad Alghero si provava a risolvere la situazione, il padre di una delle due ragazze informava l’ambasciata olandese a Roma. Una fatica vana, perché ieri è arrivato il lieto fine: «La Polizia è riuscita a mediare con l’ospedale di Alghero e le ragazze hanno effettuato il tampone. Partiranno domani (oggi, ndr). Questa situazione è paradossale – conclude Paola –. Perché permettere i voli internazionali se poi non siamo in grado di gestirli? Tra due mesi inizia la stagione, spero che non si ripetano situazioni simili». (c.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative