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Contagi in aumento c’è il rischio “zona rossa”

Contagi in aumento c’è il rischio “zona rossa”

L’isola paga un indice Rt al limite della soglia consentita. Oggi la decisione

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CAGLIARI. Il rischio esiste ed è forte: lunedì la Sardegna potrebbe ripiombare in zona rossa. L’Istituto superiore di sanità ha fatto scattare l’allarme. Il motivo? Sarebbe dovuto al balzo in avanti dell’indice di contagio: dall’1,18, registrato alla fine di marzo, ora dovrebbe essere a ridosso dell’1,25, calcolato intorno a Pasqua. Sono queste le notizie che rimbalzano dalla cabina di regia nazionale, che 24 ore fa ha consegnato l’ultimo report settimanale. Oggi la decisione finale spetterà al ministro della salute, Roberto Speranza: sarà lui a firmare l’ordinanza sui colori assegnati alle Regioni per i prossimi 14 giorni. La Regione, con l’assessore alla sanità Mario Nieddu, ha commentato: «Il pericolo esiste, ma non fasciamoci la testa prima del tempo». Il che significa: almeno un indicatore potrebbe essere saltato proprio durante le feste, nonostante il divieto assoluto di assembramenti.

Versioni contrastanti. Secondo alcune indiscrezioni, gli esperti dell’Istituto superiore avrebbero rilevato, in Sardegna, un aumento costante dei focolai territoriali, sono ancora 16 Comuni in zona rossa, e poi anche l’incremento della percentuale di positivi accertati: il 50 per cento in più nelle ultime settimane. Tutti gli altri 19 indicatori previsti dalla cabina di regia, invece, sarebbero ancora sotto controllo, compreso quello sul numero di casi accertati ogni 100mila abitanti: 125 nell’ultima settimana e quindi sotto la soglia dei 250, considerato da sempre il limite massimo per non far scattare in automatico la zona rossa. Però, come anche accaduto in precedenza, è comunque l’Rt (la possibilità di trasmissione del virus da un positivo a uno o più cittadini sani) a dettare legge. È sempre stato così anche quando gli esperti controllano i posti letto ancora disponibili nelle terapie intensive e non intensive. L’ultimo censimento, ad esempio, avrebbe confermato che le soglie di rischio – 30 e 40 per cento – sarebbero ancora lontane, anche se i ricoveri sono in aumento. Ma, va ribadito, a essere determinate è l’Rt, e sarebbe proprio questo l’unico parametro sforato dalla Sardegna. Sarebbe, perché, secondo altre anticipazioni, solo Campania e Valle d’Aosta verrebbero confermate in zona rossa, mentre le altre Regioni dovrebbero essere confermate in fascia arancione, come la Sardegna, oppure uscire dal pacchetto di vincoli più restrittivi: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Puglia glia. Il mistero sarà svelato questo pomeriggio con la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale.

Il censimento. Ad anticipare buona parte del report dell’Istituto superiore è stata la Fondazione Gimbe, che comunque non applica sempre le stesse formule matematiche. Ad esempio, a essere a rischio elevato sarebbero alcuni Comuni del Nord e del Sud Sardegna, dove, nell’ultima settimana, il contagio è raddoppiato. È proprio quell’andamento preoccupante registrato, a cavallo fra marzo e aprile, da molti sindaci e che ha portato ai lockdown territoriali per quattordici giorni, ma, come si sa, le ordinanze del ministero della salute non prevedono chiusure parziali ma solo regionali». È per questo – come rilevato dalla Fondazione Gimbe – che «la situazione può essere molto diversa da Provincia a Provincia senza però poi incidere sulll’algoritmo scelto dall’Istituto superiore di sanità per proporre la mappa dei colori da una settimana all’altra».

Il bollettino. Nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale sono stati rilevati 305 nuovi casi su 6.598 tamponi effettuati, con un tasso di positività del 4,6 per cento. Sul territorio, dei 47.935 positivi accertati, 12.197 (+76) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.331 (+22) nel Sud Sardegna, 4.126 (+45) a Oristano, 9.458 (+83) a Nuoro, 14.823 (+79) a Sassari. Sono cinque i nuovi decessi, in totale 1.255 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Salgono a 302 i pazienti ricoverati in ospedale nei reparti non intensivi (+8) e 49 (+2) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.848. I guariti 30.469 (+91) in totale. (ua)

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