L’Italia è più arancione Si pensa alla ripartenza
Oltre alla Sardegna sono in rosso la Campania, la Puglia e la Valle d’Aosta Gelmini: «Maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche»
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[FIRMA&LUOGO]di Matteo Guidelli
<MC>ROMA
[TESTO]L'Italia diventa arancione, con sole 4 regioni in rosso tra cui la Sardegna che solo un mese fa era l'unica zona bianca del paese, e comincia a vedere la possibile ripartenza. Anche se, con 17mila casi e 460 morti in 24 ore, è ancora presto per allentare le misure restrittive. «Le chiusure e le aree rosse - conferma il ministro della Salute Roberto Speranza - stanno portando i primi risultati ma il contesto è ancora molto complicato e dobbiamo essere molto prudenti». Da lunedì, dunque, Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana si andranno ad aggiungere ad Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Umbria, Veneto, provincia di Bolzano e di Trento in zona arancione. Riapriranno i negozi e si potrà circolare all'interno del comune di residenza. Sarà inoltre possibile, una sola volta al giorno, andare a trovare amici o parenti nel comune in massimo due persone oltre ai minori di 14 anni conviventi. Novità anche per la scuola: torneranno in classe anche gli studenti della seconda e terza media mentre per quelli delle scuole superiori la didattica in presenza deve essere garantita almeno al 50%.
Restano, invece, in zona rossa 11,4 milioni di italiani: quelli che vivono in Campania, Puglia, Valle d'Aosta e Sardegna. Quest'ultima, che un mese fa era stata la prima regione d'Italia a sperimentare la zona bianca e ad aprire bar e ristoranti anche la sera, ha l'Rt più alto del paese, a 1,43 nel limite inferiore. Anche la Valle d'Aosta rimane in rosso per l'Rt a 1.25 mentre per la Puglia è l'alta incidenza dei casi - 258 ogni 100mila abitanti - a determinare il lockdown. Ma lockdown rimangono anche all'interno delle regioni che hanno cambiato colore, sempre per via dell'incidenza sopra i 250 casi: è il caso delle province di Palermo, Torino, Cuneo e, probabilmente, anche di quelle di Firenze e Prato. Il dato principale che però emerge dal monitoraggio settimanale è quello di una curva che, finalmente, sembra cominciare a scendere.
Lo dice Speranza, lo ripete il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli e lo conferma il presidente dell'Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Ma, avvertono gli esperti, «il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l'incidenza ancora troppo elevata e l'ampia diffusione di alcune varianti richiedono l'applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio». Significa che serve ancora prudenza e che però si può cominciare a pensare al dopo. Uno spiraglio che consente al ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini di rilanciare la posizione del centrodestra: ragionare su possibili riaperture a partire dal 20 aprile. «Maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche, del ritorno alla vita - dice - e speriamo che sulla base dei dati si possa riaprire qualcosa anche ad aprile».
E se il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani vede i governatori di Fi per predisporre le proposte da portare al premier Mario Draghi nei prossimi giorni, Matteo Salvini indica anche la data. «Se il prossimo venerdì i dati saranno in ulteriore miglioramento, per quel che mi riguarda dal 19 si può procedere con le riaperture».
<MC>ROMA
[TESTO]L'Italia diventa arancione, con sole 4 regioni in rosso tra cui la Sardegna che solo un mese fa era l'unica zona bianca del paese, e comincia a vedere la possibile ripartenza. Anche se, con 17mila casi e 460 morti in 24 ore, è ancora presto per allentare le misure restrittive. «Le chiusure e le aree rosse - conferma il ministro della Salute Roberto Speranza - stanno portando i primi risultati ma il contesto è ancora molto complicato e dobbiamo essere molto prudenti». Da lunedì, dunque, Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana si andranno ad aggiungere ad Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Umbria, Veneto, provincia di Bolzano e di Trento in zona arancione. Riapriranno i negozi e si potrà circolare all'interno del comune di residenza. Sarà inoltre possibile, una sola volta al giorno, andare a trovare amici o parenti nel comune in massimo due persone oltre ai minori di 14 anni conviventi. Novità anche per la scuola: torneranno in classe anche gli studenti della seconda e terza media mentre per quelli delle scuole superiori la didattica in presenza deve essere garantita almeno al 50%.
Restano, invece, in zona rossa 11,4 milioni di italiani: quelli che vivono in Campania, Puglia, Valle d'Aosta e Sardegna. Quest'ultima, che un mese fa era stata la prima regione d'Italia a sperimentare la zona bianca e ad aprire bar e ristoranti anche la sera, ha l'Rt più alto del paese, a 1,43 nel limite inferiore. Anche la Valle d'Aosta rimane in rosso per l'Rt a 1.25 mentre per la Puglia è l'alta incidenza dei casi - 258 ogni 100mila abitanti - a determinare il lockdown. Ma lockdown rimangono anche all'interno delle regioni che hanno cambiato colore, sempre per via dell'incidenza sopra i 250 casi: è il caso delle province di Palermo, Torino, Cuneo e, probabilmente, anche di quelle di Firenze e Prato. Il dato principale che però emerge dal monitoraggio settimanale è quello di una curva che, finalmente, sembra cominciare a scendere.
Lo dice Speranza, lo ripete il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli e lo conferma il presidente dell'Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Ma, avvertono gli esperti, «il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l'incidenza ancora troppo elevata e l'ampia diffusione di alcune varianti richiedono l'applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio». Significa che serve ancora prudenza e che però si può cominciare a pensare al dopo. Uno spiraglio che consente al ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini di rilanciare la posizione del centrodestra: ragionare su possibili riaperture a partire dal 20 aprile. «Maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche, del ritorno alla vita - dice - e speriamo che sulla base dei dati si possa riaprire qualcosa anche ad aprile».
E se il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani vede i governatori di Fi per predisporre le proposte da portare al premier Mario Draghi nei prossimi giorni, Matteo Salvini indica anche la data. «Se il prossimo venerdì i dati saranno in ulteriore miglioramento, per quel che mi riguarda dal 19 si può procedere con le riaperture».
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