Bibanca vede rosa anche per il 2021

Utile netto di 13,6 milioni (+49,1%). L’assemblea dei soci conferma Mariani alla presidenza e Rossi alla direzione

CAGLIARI. A distanza di un anno dal cambio del nome, da Banca di Sassari a Bibanca, è tempo di bilanci per la banca dedicata del gruppo Bper, attiva nella monetica, cioè nella gestione dei sistemi di pagamento attraverso carte, nella cessione del quinto e nei prestiti personali. I conti hanno tutti il segno più, le attività registrano, nonostante la pandemia, anzi forse grazie a essa, una crescita significativa approfittando del boom dell’e-commerce, le prospettive sono anche esse positive, soprattutto per l’arrivo dei clienti delle 620 filiali ex Ubi transitate in Bper dopo l’acquisizione di Ubi da parte di Intesa. Il 2021 vedrà così entrare nel portafoglio Bibanca decine di migliaia di nuove posizioni sul versante delle carte, e una accresciuta clientela (che proviene dalla parte più ricca del paese) sul fronte dei prestiti personali.

I conti. Ieri il socio unico della banca, Bper, ha approvato il bilancio del 2020. Alla guida del Cda è stato confermato il presidente uscente Mario Mariani, vice sarà Eugenio Garavini; gli altri membri sono Giuseppe Cuccurese, Gianluca Formenton e Carlo Barbarisi, ai quali si aggiungono due nuovi ingressi: Angela Mameli e Michele Luciano Campanardi. Diego Rossi è stato confermato direttore generale. Il conto economico chiude con un utile netto di 13,6 milioni di euro (+49,1% rispetto al 2019). I crediti alla clientela hanno riguardato sia la cessione del quinto, 535 milioni, che i prestiti personali 799,9 milioni. Due milioni e 600mila le carte gestite da Bibanca, che hanno generato un transato complessivo di 14 miliardi di euro; di queste 584mila le carte di credito (2,4 miliardi di transato e una quota di mercato nazionale pari al 3 per cento), 1,6 milioni le carte di debito (11 miliardi di transato) e 459 mila le prepagate, con oltre 1 miliardo di transazioni eseguite. Il miglioramento dei sistemi di controllo ha ridotto il livello di frodi allo 0,008 per cento del transato totale.

Positivo il margine di intermediazione (che indica la differenza tra il costo del denaro concesso e quello preso a prestito più i costi operativi globali) mentre si riducono sia pur di poco i costi operativi. Il rapporto delle sofferenze nette sul totale dei finanziamenti alla clientela si mantiene su livelli contenuti così come i crediti deteriorati rispetto agli impieghi. Il patrimonio netto che cresce del 5 per cento arrivando a 297 milioni.

Il domani. Il futuro di Bibanca, assicurano i vertici, sarà sempre più dipendente dal forte intreccio tra tecnologia e finanza, con la crescita di servizi innovativi. Bibanca diventerà sempre più una Fintech, una “financial technology company” applicando l’open banking, (la condivisione dei dati tra più soggetti bancari per migliorare le potenzialità delle offerte alla clientela) e entrando nel mercato delle carte di credito virtuali, quelle che si attivano ed esistono solo tramite telefono; si tratta di un mercato in fortissima espansione, soprattutto nelle aree più avanzate tecnologicamente.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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