L'appello dei vescovi sardi: «Nessuno deve restare indietro»
«La vaccinazione sia incrementata nei numeri e attenta alle persone più vulnerabili e fragili»
SASSARI. «Per favore, non dimentichiamo nessuno», è l’appello dei vescovi sardi ai responsabili regionali della campagna di vaccinazione. Con una raccomandazione: «Sia incrementata nei numeri e attenta alle persone più vulnerabili e fragili». Ormai da un anno l’emergenza sanitaria è al primo posto nelle riunioni bimestrali della Conferenza Episcopale sarda, preoccupata per l’alto numero delle morti, dei ricoveri, delle ricadute sociali del contagio sulle comunità e per gli effetti drammatici che l’epidemia ha sul lavoro, sull’economia e sull’educazione. Non è un caso che dallo scorso dicembre i vescovi riservino mezza giornata delle loro riunioni plenarie a incontrare rappresentanti del mondo del lavoro, imprese e sindacati, e delle istituzioni. Gli ultimi sono stati Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti e la viceministra del governo Draghi, Alessandra Todde. I prossimi mesi saranno impegnativi per l’episcopato sardo che invierà un documento a genitori e sacerdoti sul tema “Tendere la mano alla famiglia” e che organizzerà un pellegrinaggio, virus permettendo, alla tomba di San Francesco in Assisi. Per rendere avvicinare la Chiesa alle persone in difficoltà durante l’emergenza sanitaria, i vescovi hanno subito messo in campo la loro principale risorsa solidaristica: la Caritas diocesana, di cui sono per legge responsabili. Una prossimità concreta che sta dando risposte ai bisogni primari, grazie a risorse provenienti dall’8 per Mille e alla disponibilità di migliaia di volontari. I vescovi ricordano “con commozione e ammirazione, tra le tante vittime che hanno colpito famiglie e comunità, anche i sacerdoti, le religiose e i religiosi della nostra Isola, esprimendo – scrive Monsignor Corrado Melis, vescovo di Ozieri e segretario della Ces – ancora una volta riconoscenza a tutti coloro che si occupano con dedizione e professionalità dei malati negli ospedali, nelle case per anziani e nei luoghi di comunità».
Quasi completata la lettera che i vescovi indirizzeranno, prima dell’estate, alle famiglie e ai sacerdoti su alcuni temi dell'esortazione apostolica di papa Francesco, “Amoris Laetitia”. Il documento avrà come titolo: “Tendere la mano alla famiglia”. L’intento è “sottolineare la bellezza del matrimonio sacramento, ma anche di accostarsi al cammino delle nostre famiglie accompagnandole con sereno discernimento a superare anche problematiche e ferite, che portano talvolta alla chiusura o alla separazione definitiva”. La Ces ha anche preso in esame e approvato il messaggio dei vescovi - che sarà presentato il prossimo 6 maggio in una conferenza stampa – per l’offerta dell’olio sardo alla lampada votiva della tomba di S. Francesco ad Assisi, prevista il 3-4 ottobre. Tre altri argomenti sono stati affrontati dalla Conferenza: il tema della Liturgia e della Lingua sarda, percorso che procede e si approfondisce; l’attenzione alla nascita dei “Cammini religiosi o di destinazione di pellegrinaggio in Sardegna” e, infine, la proposta di istituire la “Giornata del carcerato”, giunta dalla comunità “La Collina” di Serdiana.
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