Nubifragio sui vaccini ma l’isola fa il record
di Luca Fiori
Oltre 13mila somministrazioni in un giorno. Sassari in tilt per pioggia
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SASSARI. Luci e ombre della campagna vaccinale: da un lato si corre, dall’altro si inciampa nelle pozzanghere e negli intoppi informatici. La Sardegna che vuole venire fuori dalla pandemia si sforza, ma è impegnata in un percorso a ostacoli che ogni giorno riserva sorprese.
Boom di somministrazioni. È prevedibile che nel fine settimana la campagna subisca il consueto rallentamento, ma non si può non sottolineare che nella giornata di venerdì è stato toccato il record di somministrazioni: 13.170, oltre quel limite di 12mila fissato come target quotidiano dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, Paolo Figliuolo.
Con la dotazione di fiale attuale sarà però problematico raggiungere l’obiettivo previsto per fine mese, quello di 17mila dosi giornaliere. L’accelerazione consente però alla Sardegna di salire al quintultimo posto nella classifica tra le regioni: l’isola ha utilizzato l’82,8% delle 450.710 dosi consegnate. La Sardegna è ancora un po’ indietro nella vaccinazione degli over 80: il 65,4 per cento ha ricevuto solo la prima dose mentre la seconda è stata somministrata solo al 31,5 per cento.
Evacuato l’hub di Sassari. I disagi maggiori ieri si sono verificati nell’hub vaccinale di Sassari, allestito nello spazio fieristico di Promocamera, dove al termine di una giornata da dimenticare l’unico dato positivo sono i 1.069 vaccinati. Nel giorno in cui erano in programma circa duemila inoculazioni, tra prime e seconde dosi, l’ingranaggio ha iniziato a incepparsi a metà mattina, quando i medici che attendevano gli anziani per il richiamo del Pfizer hanno constatato che le dosi del vaccino americano non erano ancora arrivate in città. All’ingresso dell’hub si è creata una lunga fila e molti anziani sono stati rimandati indietro, scatenando la rabbia dei cittadini. Ma il problema più grosso si è verificato subito dopo pranzo, quando verso le 15.30 sulla città si è abbattuto un violentissimo acquazzone che per un’ora non ha dato tregua, soprattutto nella zona industriale di Predda Niedda, dove alcune strade sono state addirittura chiuse al traffico dagli agenti della polizia locale. Agenti chiamati d’urgenza insieme ai vigli del fuoco anche all’interno dell’hub di Promocamera che non è riuscito a contenere il fiume d’acqua che si è riversato sullo spazio scelto dall’Ats per la campagna vaccinale. In pochi minuti anziani, invalidi, accompagnatori, medici, infermieri e volontari si sono ritrovati con i piedi in acqua. Sul posto sono stati dirottate alcune squadre della protezione civile e le centinaia di persone in attese del vaccino sono state fatte evacuare.
Evento eccezionale. «Questo evento eccezionale - spiega il presidente di Promocamera Francesco Carboni - impone che per la giornata di oggi l’hub vaccinale di Sassari resti chiuso al pubblico, ma anche agli infermieri e ai medici. Dobbiamo necessariamente fare delle verifiche dal punto di vista strutturale elettrico ed elettrostatico - aggiunge - affinché prima possibile possa tornare fruibile a tutti». Passata la pioggia, fuori dallo spazio fieristico esplodono le polemiche tra chi, saltato il turno di ieri, non sa quando sarà richiamato. «Ora non solo slitteranno quelli in programma per oggi - spiega una donna che aveva accompagnato la madre per la seconda dose del Pfizer - ma sono slittati anche quelli di ieri. L’appuntamento per mia madre di 87 anni era per ieri mattina alle 12.30, ma solo dopo mezz’ora ci hanno fatto entrare - prosegue la donna - e una volta all’interno dell’hub abbiamo appreso che i vaccini sarebbero arrivati solo alle 15 e che per altre due ore e mezza avremmo dovuto attendere che si scongelassero. Mentre aspettavamo con pazienza il nostro turno - conclude la donna - improvvisamente è arrivato l’acquazzone e ci siamo ritrovati con i piedi in acqua. A quel punto ci hanno accompagnato verso l’uscita e ci hanno chiesto di andare via, ma non sappiamo quando dovremo tornare».
Computer in tilt. Un blocco Un blocco dell'internet provider è stata la causa del rallentamento delle operazioni di somministrazione all'hub di Cagliari, che sono andata avanti con la registrazione manuale di chi aveva dato l'adesione alla campagna. Il crollo della rete internet, spiega l'Ats, si è verificato dalle 14 alle 17 circa. Dopo quell'orario le vaccinazioni hanno ripreso regolarmente. I pazienti hanno dovuto aspettare più tempo per il loro turno, ma in serata l'afflusso è tornato alla normalità.
Boom di somministrazioni. È prevedibile che nel fine settimana la campagna subisca il consueto rallentamento, ma non si può non sottolineare che nella giornata di venerdì è stato toccato il record di somministrazioni: 13.170, oltre quel limite di 12mila fissato come target quotidiano dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, Paolo Figliuolo.
Con la dotazione di fiale attuale sarà però problematico raggiungere l’obiettivo previsto per fine mese, quello di 17mila dosi giornaliere. L’accelerazione consente però alla Sardegna di salire al quintultimo posto nella classifica tra le regioni: l’isola ha utilizzato l’82,8% delle 450.710 dosi consegnate. La Sardegna è ancora un po’ indietro nella vaccinazione degli over 80: il 65,4 per cento ha ricevuto solo la prima dose mentre la seconda è stata somministrata solo al 31,5 per cento.
Evacuato l’hub di Sassari. I disagi maggiori ieri si sono verificati nell’hub vaccinale di Sassari, allestito nello spazio fieristico di Promocamera, dove al termine di una giornata da dimenticare l’unico dato positivo sono i 1.069 vaccinati. Nel giorno in cui erano in programma circa duemila inoculazioni, tra prime e seconde dosi, l’ingranaggio ha iniziato a incepparsi a metà mattina, quando i medici che attendevano gli anziani per il richiamo del Pfizer hanno constatato che le dosi del vaccino americano non erano ancora arrivate in città. All’ingresso dell’hub si è creata una lunga fila e molti anziani sono stati rimandati indietro, scatenando la rabbia dei cittadini. Ma il problema più grosso si è verificato subito dopo pranzo, quando verso le 15.30 sulla città si è abbattuto un violentissimo acquazzone che per un’ora non ha dato tregua, soprattutto nella zona industriale di Predda Niedda, dove alcune strade sono state addirittura chiuse al traffico dagli agenti della polizia locale. Agenti chiamati d’urgenza insieme ai vigli del fuoco anche all’interno dell’hub di Promocamera che non è riuscito a contenere il fiume d’acqua che si è riversato sullo spazio scelto dall’Ats per la campagna vaccinale. In pochi minuti anziani, invalidi, accompagnatori, medici, infermieri e volontari si sono ritrovati con i piedi in acqua. Sul posto sono stati dirottate alcune squadre della protezione civile e le centinaia di persone in attese del vaccino sono state fatte evacuare.
Evento eccezionale. «Questo evento eccezionale - spiega il presidente di Promocamera Francesco Carboni - impone che per la giornata di oggi l’hub vaccinale di Sassari resti chiuso al pubblico, ma anche agli infermieri e ai medici. Dobbiamo necessariamente fare delle verifiche dal punto di vista strutturale elettrico ed elettrostatico - aggiunge - affinché prima possibile possa tornare fruibile a tutti». Passata la pioggia, fuori dallo spazio fieristico esplodono le polemiche tra chi, saltato il turno di ieri, non sa quando sarà richiamato. «Ora non solo slitteranno quelli in programma per oggi - spiega una donna che aveva accompagnato la madre per la seconda dose del Pfizer - ma sono slittati anche quelli di ieri. L’appuntamento per mia madre di 87 anni era per ieri mattina alle 12.30, ma solo dopo mezz’ora ci hanno fatto entrare - prosegue la donna - e una volta all’interno dell’hub abbiamo appreso che i vaccini sarebbero arrivati solo alle 15 e che per altre due ore e mezza avremmo dovuto attendere che si scongelassero. Mentre aspettavamo con pazienza il nostro turno - conclude la donna - improvvisamente è arrivato l’acquazzone e ci siamo ritrovati con i piedi in acqua. A quel punto ci hanno accompagnato verso l’uscita e ci hanno chiesto di andare via, ma non sappiamo quando dovremo tornare».
Computer in tilt. Un blocco Un blocco dell'internet provider è stata la causa del rallentamento delle operazioni di somministrazione all'hub di Cagliari, che sono andata avanti con la registrazione manuale di chi aveva dato l'adesione alla campagna. Il crollo della rete internet, spiega l'Ats, si è verificato dalle 14 alle 17 circa. Dopo quell'orario le vaccinazioni hanno ripreso regolarmente. I pazienti hanno dovuto aspettare più tempo per il loro turno, ma in serata l'afflusso è tornato alla normalità.
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