La Nuova Sardegna

Grillo rompe il silenzio: «Basta parlare di stupro»

di Tiziana Simula
Grillo rompe il silenzio: «Basta parlare di stupro»

Il comico genovese difende il figlio accusato con tre amici di violenza sessuale Dure critiche alla magistratura e alla stampa: «Arrestate me, vado io in galera»

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TEMPIO. Un attacco frontale alla magistratura e alla stampa. Che arriva infuocato e improvviso dopo quasi due anni di assoluto silenzio. «Mio figlio e i suoi amici non sono stupratori», dice furente Beppe Grillo. Si siede davanti alla telecamera e diffonde sui social la sua rabbia, parlando per la prima volta dell’inchiesta che coinvolge suo figlio Ciro e tre amici, appena maggiorenni, accusati di una presunta violenza sessuale di gruppo su una studentessa 19enne italo svedese che sarebbe avvenuta nella villa del fondatore del Movimento 5 Stelle, al Pevero, due estati fa. Giovedì scorso il secondogenito del comico genovese è stato sentito, su richiesta del suo difensore, dal procuratore Gregorio Capasso e dal sostituto Laura Bassani. E ancora una volta Grillo Jr ha respinto le accuse – altrettanto avevano fatto in precedenza gli altri indagati, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria – sostenendo che «non c’è stata nessuna violenza, ma sesso consenziente».

«Mio figlio – esordisce Grillo – è su tutti i giornali come stupratore seriale insieme ad altri tre ragazzi. Io voglio chiedervi perché un gruppo di stupratori seriali, compreso mio figlio, non sono stati arrestati. La legge dice che gli stupratori vengono arrestati e messi in galera e interrogati in galera o ai domiciliari. Sono liberi da due anni: perché non li avete arrestati subito? – urla Grillo – Ce li avrei portati io in galera a calci nel culo. Non li avete arrestati perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c’è stato niente. Perché una persona che viene stuprata la mattina e al pomeriggio fa kite surf e dopo otto giorni fa la denuncia, vi è sembrato strano».

Beppe Grillo cita poi un filmato girato dai ragazzi durante la serata. Immagini nelle mani degli inquirenti, da cui secondo il fondatore del M5s emergerebbe che i rapporti furono consenzienti. Interpretazione diametralmente opposta a quella dell’accusa e della presunta vittima. «Non sono io che difendo mio figlio: c’è tutto il video, passaggio per passaggio, si vede che è consenziente, si vede che c’è il gruppo che ride, che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono quattro coglioni, non quattro stupratori – urla fuori di sé – Ormai sono due anni, e io sono stufo. Se dovete arrestare mio figlio, perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me perché ci vado io in galera». Un minuto e mezzo di video “volato” in rete che il padre dei Cinquestelle ha diffuso a due giorni dall’uscita sulle agenzie di stampa di alcuni dettagli delle carte dell’inchiesta da cui trapela qualche passaggio del racconto della ragazza che, come riporta l’agenzia Adnkronos «sarebbe stata afferrata per la testa, costretta a bere vodka e ad avere rapporti sessuali».

La Procura che in questi due anni ha condotto l’inchiesta nel più assoluto riserbo, persevera nel silenzio. Contattato, il procuratore Capasso ha risposto che non intende intervenire nella questione. Il video ha invece suscitato l’indignazione dei genitori della ragazza. «Siamo distrutti. Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante – hanno detto in esclusiva all’Adnkronos, attraverso il loro legale Giulia Bongiorno – Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore, la disperazione e l’angoscia della vittima e dei suoi cari sono strategie misere e già viste, che non hanno nemmeno il pregio dell’inedito», hanno rimarcato i genitori della giovane.

La ragazza aveva denunciato il presunto stupro al suo ritorno a Milano dopo la vacanza in Costa Smeralda.

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