«A letto e con l’ossigeno, ma senza vaccino»
di Antonello Palmas
La moglie di un over 70: «Se lo contagiassimo non sopravvivrebbe, eppure non risulta tra i prioritari»
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SASSARI. Ultrasettantenne, da dieci anni la sua vita dipende dalla somministrazione permanente di ossigeno, giorno e notte. E da due anni è confinato a letto. Definirlo fragile è purtroppo un eufemismo. Eppure non sa se e quando potrà essere vaccinato. «Da quando è cominciata la pandemia – racconta la moglie Francesca (il nome è di fantasia per questioni di riservatezza) – io e mio figlio che lo accudiamo viviamo nel terrore di portare a casa il contagio e trasmetterglielo». La famiglia di un paese della Gallura era convinta di avere i requisiti per ottenere la priorità nella vaccinazione per l’uomo, malato grave e che a novembre ha perso un parente stretto un tumore non diagnosticato in tempo a causa della situazione della sanità. «Invece per lui non è stata prevista una data – spiega Francesca – ed è incredibile: questa è la situazione che vive un ammalato grave in Sardegna al tempo del Covid». La paura, o meglio la certezza, è che «in caso di contagio saremmo noi familiari a dargli il colpo di grazia: finirebbe in terapia intensiva dove, viste le sue condizioni precarie, morirebbe in pochi, terribili giorni di agonia, senza la possibilità per lui e per noi di rivederci più».
Un’eventualità che aggiunge angoscia alla già difficile situazione sanitaria vissuta nella famiglia. «All'inizio di marzo – dice la donna – siamo stati finalmente contattati dalla protezione civile locale per fornire i suoi dati in vista di un'imminente vaccinazione, trasmessi anche dal suo medico di base in quanto soggetto fragile ed estremamente vulnerabile. Non abbiamo mai avuto notizie». Giovedì scorso, nel tentativo di capire cosa stesse succedendo, la donna dopo vari tentativi di comunicare con la Regione, si è rivolta al ministero della Salute che le ha consigliato di chiamare l’ufficio relazioni col pubblico dell'Ats di Olbia. «Qui mi hanno informato che non c'è ancora una "calendarizzazione" delle vaccinazioni a domicilio dei soggetti fragili. Cioè: nella campagna di vaccinazioni della Regione Sardegna questa categoria è stata messa in coda, privilegiando i soggetti che possono presentarsi (anche trascinandosi se necessario) agli hub. Questo in barba alle indicazioni specifiche date dal commissario Figliuolo». Ma non solo: «Dal ministero ci dicono che anche io e mio figlio, in quanto caregiver (persone che si prendono cura, ndc), avremmo diritto alla vaccinazione prioritaria».
Un’eventualità che aggiunge angoscia alla già difficile situazione sanitaria vissuta nella famiglia. «All'inizio di marzo – dice la donna – siamo stati finalmente contattati dalla protezione civile locale per fornire i suoi dati in vista di un'imminente vaccinazione, trasmessi anche dal suo medico di base in quanto soggetto fragile ed estremamente vulnerabile. Non abbiamo mai avuto notizie». Giovedì scorso, nel tentativo di capire cosa stesse succedendo, la donna dopo vari tentativi di comunicare con la Regione, si è rivolta al ministero della Salute che le ha consigliato di chiamare l’ufficio relazioni col pubblico dell'Ats di Olbia. «Qui mi hanno informato che non c'è ancora una "calendarizzazione" delle vaccinazioni a domicilio dei soggetti fragili. Cioè: nella campagna di vaccinazioni della Regione Sardegna questa categoria è stata messa in coda, privilegiando i soggetti che possono presentarsi (anche trascinandosi se necessario) agli hub. Questo in barba alle indicazioni specifiche date dal commissario Figliuolo». Ma non solo: «Dal ministero ci dicono che anche io e mio figlio, in quanto caregiver (persone che si prendono cura, ndc), avremmo diritto alla vaccinazione prioritaria».
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