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Per lo sprint sui vaccini nell'Isola in campo 174 volontari

Per lo sprint sui vaccini nell'Isola in campo 174 volontari

I rinforzi reclutati dalla Regione agiranno negli hub e nei punti territoriali. Pronte le fiale per i medici di famiglia destinate ad allettati ed over 80  

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CAGLIARI. Un esercito di medici volontari sta per essere schierato dall’Ats-Ares. In 174 vaccineranno negli hub, grandi e piccoli, e nei Comuni, per arrivare il più in fretta possibile all’obiettivo delle 11mila somministrazioni giornaliere. Ancora: sempre nelle prossime ore ai medici di famiglia dovrebbero essere consegnate le prime dosi, sono quelle prenotate attraverso la piattaforma Smartsheet, per vaccinare soprattutto i pazienti allettati e gli ultimi over 80. Sono questi gli ultimi due scatti, considerati decisivi dalla Regione, nella campagna anti-Covid. Dopo aver raggiunto il record delle 11.300 vaccinazioni, qualche giorno fa, ma ieri sono state mille in meno, ora la Sardegna dovrebbe raggiungere – chissà senza affanni – le 77mila dosi complessive nella settimana dal 16 al 22 aprile, come ha scritto il commissario Francesco Paolo Figliuolo nella sua ultima ordinanza. Per la verità, il generale degli Alpini aveva in mente obiettivi molto più ambiziosi, almeno 84mila settimanali nel caso della Sardegna, ma ha preferito non volare alto. Perché? Il motivo è questo: l’annunciata ondata di dosi, sono oltre 60mila quelle che presto dovrebbero arrivare all’ospedale Binaghi, ha bisogno ancora di qualche ritocco in corsa. Soprattutto alla luce del nuovo lasciapassare ottenuto dalle dosi Johnson&Johnson, sono state appena sdoganate dall’Agenzia europea per il farmaco, ma di contro non si sa quando dovrebbero essere consegnate le oltre 4mila fiale del vaccino americano assegnate alla Sardegna. Con la stessa spedizione (sarà nelle prossime 24 ore?), dovrebbero essere consegnate anche 40mila dosi Pfizer e diverse migliaia di AstraZeneca. Mentre le 11.200 prodotte dalla azienda farmaceutica Moderna, arrivate l’altro giorno, sono state subito distribuite nei centri vaccinali.

I nuovi medici. La mattina del sopralluogo del generale Figliuolo a Cagliari, venti giorni fa, il commissario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi, era stato preciso nel dire: «Con 220 vaccinatori in più, riusciremo a raggiungere di sicuro il traguardo delle 17mila dosi al giorno entro aprile». Nel frattempo sono arrivate anche due equipe della Sanità militare, ma serviva un esercito più corposo. E infatti, qualche settimana prima, l’Ats-Ares aveva deciso comunque di portarsi avanti col lavoro, pubblicando una manifestazione d’interesse per reclutare oltre cento medici volontari disposti a lavorare gratis – va sottolineato gratis – nei centri vaccinali. All’appello, perché di fatto quell’avviso lo era, in poco più di due settimane hanno risposto in 175 e alla fine solo uno non è stato ingaggiato. Non firmeranno contratti, sono volontari, ma avranno garantita la copertura assicurativa per far fronte a ogni possibile rischio di natura civile. Certo, in molti hanno storto il naso per questa chiamata di soli volontari, perché semmai l’Ats-Ares avrebbe potuto assumere a tempo un centinaio di giovani medici ed è una perplessità più che motivata. Comunque, stando alla delibera del commissario straordinario, sin da subito i 174 potranno essere reclutati dai direttori dei punti di vaccinazione.

I medici di famiglia. La piattaforma per prenotare le dosi è in funzione e molti medici di medicina generale avrebbero già inoltrato le richieste. Nei prossimi giorni, saranno contattati dall’Ats-Ares per il ritiro delle fiale. Però ci sarebbe ancora qualche passaggio da perfezionare, almeno secondo il sindacato Snami, che a metà marzo non aveva firmato l’accordo d’ingaggio con l’assessorato alla sanità. «Il vero problema, al di là di qualche difficoltà tecnica comunque superabile – sottolinea il sindacato – è che al momento i medici, nonostante due richieste formali di riaprire il tavolo della consultazione, hanno sottoscritto un accordo che li vede coinvolti esclusivamente per le vaccinazioni dei pazienti ultraottantenni e di quelli allettati a domicilio, e quindi non per tutta la platea dei vaccinandi». Per proseguire: «Ai medici che in ambulatorio non possono contare sull’assistenza del personale di segreteria ed infermieristico non è data comunque la possibilità di vaccinare in sicurezza nei centri organizzati e gestiti dalle Aziende sociosanitarie locali. Mentre proprio questa possibilità è prevista dall’accordo firmata dal Governo e da tutte le organizzazioni sindacali nazionali». Dunque, secondo lo Snami, «l’assessorato alla sanità deve confrontarsi con noi, per mettere fine a queste contraddizioni fra l’accordo nazionale e quello regionale».

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