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progetto pilota 

La via dell’Alto Adige che porta al green pass

La via dell’Alto Adige che porta al green pass

[FIRMA&LUOGO]di Stefan WallischBOLZANO [TESTO]Bolzano prosegue sulla via altoatesina e punta a introdurre il green pass per l'accesso ai ristoranti già da lunedì prossimo. Dal ministro degli...

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[FIRMA&LUOGO]di Stefan Wallisch

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[TESTO]Bolzano prosegue sulla via altoatesina e punta a introdurre il green pass per l'accesso ai ristoranti già da lunedì prossimo. Dal ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini arriva un invito alla prudenza, ipotizzando addirittura l'impugnazione dell'ordinanza, ma il presidente altoatesino Arno Kompatscher smorza i toni e rivendica il ruolo di «progetto pilota».
Per una volta Bolzano può contare sul tifo del governatore veneto Luca Zaia e il «Gruener Pass» piace anche ad Aosta. «Non è ancora tempo per quel provvedimento», ha messo in guardia Gelmini, ricordando che «il governo sta pensando al green pass, con i tre criteri (tampone negativo, guarigione, vaccinazione, ndr.), ma servono regole nazionali, non regionali». «Sapete che non mi piace impugnare le ordinanze regionali. Il green pass sarà una rivoluzione, un cambio di passo», ha aggiunto Gelmini. Kompatscher, a sua volta, ha ribadito che «le basi scientifiche e giuridiche del progetto sono in linea con i piani del governo per le prossime settimane» e l'iniziativa di Bolzano «può essere vista come un progetto pilota».
Il passaporto Covid altoatesino è stato anche al centro di un colloquio di Gelmini con il Gruppo per le Autonomie. «L'economia di montagna è stata quella più penalizzata dalle chiusure degli ultimi mesi. I nostri ristoratori, i commercianti, tutti gli operatori economici non capirebbero affatto un governo nazionale che si mette di traverso a questo tentativo di guardare in avanti in sicurezza», ha ricordato Julia Unterberger (Svp) dopo l'incontro. Bolzano può contare sul sostegno del Veneto. «Condivido quel che fanno, la loro fortuna è che hanno l'autonomia», ha detto il presidente Luca Zaia. «Ovviamente però - ha sottolineato - non possiamo scaricare sui cittadini il costo della loro libertà». Anche la Regione Valle d'Aosta sogna il «passeport vert» regionale. «La nostra intenzione è quella di dare ai cittadini uno strumento agile e veloce per attestare le condizioni che permetteranno di spostarsi con maggiore libertà e di accedere a servizi, a livello nazionale ed europeo. La direzione è esattamente opposta a quella di imporre vincoli». Così il presidente della Regione Valle d'Aosta Erik Lavevaz e l'assessore alla sanità, Roberto Barmasse. A livello nazionale il lasciapassare si chiamerà invece «certificazione verde» e permetterà lo spostamento tra regioni di colore diverso. Avrà - come previsto da una bozza del nuovo decreto - una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti e di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo. La certificazione viene rilasciata già alla somministrazione della prima dose di vaccino.

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