Malika, cacciata perché lesbica: diciamo basta alle ingiustizie

Il 10 aprile la storia è venuta fuori e ha provocato uno scandalo: Malika, una ragazza di 22 anni di Castelfiorentino in provincia di Firenze, ai primi di gennaio è stata cacciata di casa dopo aver...

Il 10 aprile la storia è venuta fuori e ha provocato uno scandalo: Malika, una ragazza di 22 anni di Castelfiorentino in provincia di Firenze, ai primi di gennaio è stata cacciata di casa dopo aver fatto sapere alla sua famiglia, per mezzo di una lettera, di essere omosessuale. La famiglia non ha reagito bene in quanto non d’accordo con la sua scelta e oltre ad averla mandata via impedendole di riprendere le sue cose l’hanno insultata e minacciata di morte. La notizia è sfociata su fanpage.it dove la ragazza ha raccontato questa terribile vicenda con annesse tutte le minacce fatte dalla famiglia. Il sindaco della cittadina toscana si è immediatamente messo a disposizione per dare una mano a Malika affermando che come sindaco si impegnerà a far sì che ciò non accada più, inoltre darà tutto il sostegno possibile a questa ragazza. Ad oggi sono stati raccolti circa 100 mila euro per aiutare Malika e lei ha deciso di donare in beneficenza la metà di questo denaro.

Questa storia è l’ennesimo caso di omofobia nel nostro paese e nonostante tutto il Ddl Zan, approvato alla Camera a novembre è fermo in Senato alla commissione Giustizia. Il presidente Andrea Ostellari, esponente della Lega, si oppone alla approvazione con continui rinvii e sostenendo che tale legge non sia una priorità. Oltre alla Lega anche Fratelli d’Italia non condivide il testo del disegno di legge. Negli ultimi giorni sta diventando fondamentale l’opinione pubblica, infatti grazie all’intervento di alcuni personaggi noti del mondo della musica e dello spettacolo come Elodie, Fedez, Michele Bravi e altri molte persone sono venute a conoscenza della proposta di legge. Il ddl stabilisce che siano puniti gli atti di discriminazione o violenza per motivi fondati sul sesso, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Gli oppositori dicono che questa legge possa impedire il diritto di parola, cosa non vera in quanto si è pur sempre liberi di esprimere ciò che si pensa senza incitare all’odio e alla violenza, andando a tutelare coloro che vengono considerati “diversi”, sia che siano omosessuali sia che siano etero. Il ddl Zan è stato scritto basando tutti gli articoli sulla legge Mancino che tutela le vittime di atti discriminatori per motivi religiosi o razzisti includendo anche misogina, omotransfobia e abilismo (nei confronti delle persone diversamente abili). La cosa che fa riflettere è il fatto che quando alla Camera è stata proposta la legge contro l’abilismo tutti si sono mostrati a favore ottenendo una maggioranza anche in parlamento, mentre nel caso dei crimini d’odio contro gli omotransfobici l’iter si è bloccato. Evidentemente chi non vuole questa legge pensa ancora che le persone omosessuali, transessuali siano persone sbagliate, da “correggere”. Come Malika, cacciata di casa per questo motivo dai genitori.

* Miriam frequenta l’Istituto Tecnico Deffenu di Olbia

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