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Spiraglio per l’isola l’arancione non è tabù

Spiraglio per l’isola l’arancione non è tabù

Gli ultimi dati: migliora l’indice di contagio ma restano diversi focolai Oggi la decisione dell’Istituto superiore di sanità e del ministro Speranza

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CAGLIARI. All’improvviso ci sarebbe uno spiraglio: oggi la Sardegna potrebbe uscire dalla zona rossa, dopo due settimane consecutive, e da lunedì promossa in quella arancione. Oggi la sentenza sarà scritta dal ministro della salute, Roberto Speranza, nella sua consueta ordinanza del venerdì, con cui cambia i colori assegnati alle Regioni. Quante probabilità ci sono che i sardi non siano costretti ad altri sette giorni rossi? Buone, secondo l’assessorato alla sanità. Mentre per altre fonti, che di solito non sbagliano le previsioni, la Sardegna, insieme a Puglia e Valle d’Aosta, continuerà a rimanere nell’ultima fascia, quella più rigida.

La correzione. A stravolgere le ultime previsioni ufficiose dell’Istituto superiore di sanità sarebbe stato il ricalcolo dell’indice di contagio e quindi il rischio o meno di nuovi casi positivi. L’R con t sarebbe sceso per due centesimi sotto l’1, assestandosi quindi allo 0,98, e rientrando quindi nei parametri di sicurezza previsti per le zone arancioni. L’unico indicatore fuori registro, a questo punto, sarebbe il numero di focolai: «Sono troppi quelli attivi», ha scritto l’Istituto superiore di sanità, e infatti il numero complessivo di casi ogni 100mila abitanti ha superato ancora quota mille, si legge nell’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe.

L’ottimismo. «Con un indice Rt a 0,98, mentre prima era schizzato fino a 1,25, in una settimana siamo rientrati nella fascia di rischio moderato», ha detto l’assessore alla sanità Mario Nieddu. Per poi aggiungere: «Non neghiamo certo la presenza di focolai, ma allo stesso tempo l’impatto è diminuito, perché le strutture sanitarie comunque non sono finite sotto stress e l’occupazione dei posti letto continua a essere distante dai limiti previsti». Per concludere: «Alla riunione con il ministro della salute e la cabina di regina nazionale, quindi oggi la Sardegna si presenterà con dati che sono da zona arancione». Nella tarda serata si scoprirà se le previsioni ottimistiche della Regione troveranno riscontro nel rapporto settimanale del Comitato tecnico scientifico dell’Istituto superiore di sanità, presieduto da Silvio Brusaferro, e soprattutto nell’ordinanza del ministro Speranza.

Vertice delicato. Oggi il confronto fra le Regioni e la cabina di regia sarà tutt’altro che facile. La possibilità di un passaggio in blocco della Penisola in zona gialla, seppure con alcune limitazioni ma anche molte riaperture, ha acceso gli animi nelle ultime ore. Il confronto, infatti, sembra essere scivolato più sul piano politico che su quello sanitario. Ad esempio: anche la Sardegna, come le altre Regioni dove la Lega è in maggioranza, s’è schierata per spostare il coprifuoco dalle 22 alle 23. Ancora prima di sapere quale sarà il nuovo colore (arancione o rosso?) della prossima settimana, l’assessore Nieddu è uscito alla scoperto. «Il nuovo coprifuoco – le sue parole – non può coincidere con quello di chiusura dei ristoranti alle 22 (è questo il limite previsto in zona gialla), perché costringerebbe le persone ad abbandonare i locali in largo anticipo e i ristoratori avrebbero tempi strettissimi per il servizio. D’altra parte – ha aggiunto – l’aumento dei casi quando la Sardegna era in zona bianca, periodo in cui abbiamo spostato in avanti l’orario del coprifuoco, non è certo imputabile all’apertura dei ristoranti». Però quell’ora in più di libertà – sempre che la Sardegna possa sfruttarla da lunedì in poi – , è stata già bocciata dal governo Draghi. Però le Regioni hanno replicato: «Oggi il confronto con la Cabina di regia sarà più acceso del solito». Ma prima del possibile scontro sul coprifuoco, la Sardegna dovrà liberarsi dai vincoli della zona rossa e non è detto che ci riesca. Tanto meno può sperare in un doppio salto che la porterebbe subito in fascia gialla.

Le differenze. Fra il rosso e l’arancione, comunque, cambierebbe poco per bar e ristoranti: continuerebbero a rimanere chiusi al pubblico, con la sola possibilità dell’asporto fino alle 18 e alle 22. Cambierebbe, invece, molto per parrucchieri, barbieri e negozi di abbigliamento e calzature: potrebbero ritirare su le serrande. Ancora: ci sarebbero meno limitazioni negli spostamenti e nelle visite a casa di amici. Mentre sulla percentuale di presenza o meno degli studenti delle Superiori in aula le incertezze rimangono ancora molte incertezze. Il motivo? Perché proprio questo sarà un altro terreno di scontro fra le Regioni e il governo Draghi.

Ancora controlli. Al di là del colore assegnato alla Sardegna, la Protezione civile continuerà a presidiare porti e aeroporti. «Sino a quando non ci saranno nuove disposizioni – ha confermato il coordinatore Antonio Belloi – andremo avanti con i controlli». Anche se dalla settimana prossima potrebbe esserci la novità del Green pass, per gli spostamenti fra territori di colore diverso. «È comunque questa la soluzione ideale – secondo la Protezione civile – perché tra l’altro, con i controlli alla partenza, ci permetterebbe di liberare le nostre 200 unità impegnate negli scali, per dirottarle nella campagna vaccini». (ua)

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