Entro aprile altre 140mila dosi e 405mila nel mese di maggio
La nuova ripartizione nazionale potenzierà la dotazione riservata all’isola Si dovrebbe evitare il ripetersi di interruzioni nelle somministrazioni
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CAGLIARI. Dal 27 al 29 aprile 67.500 vaccini, altri 70.200 nella settimana successiva e infine 405mila a maggio. È questa l’ultima promessa del generale-commissario, Francesco Paolo Figliuolo, sulle forniture destinate alla Sardegna. Nell’ultima conferenza stampa, in Basilicata, l’alto ufficiale non ha parlato certo della regione dov’è stato in missione all’inizio del mese, il suo è stato più che altro un comunicato alla Nazione: «Arriveranno 20 milioni di dosi», le sue parole. Però è solo partendo da quel numero e dalle date poi annunciate, sempre dallo stesso Figliuolo, che oggi la Sardegna può sapere quanti vaccini dovrebbe avere a disposizione nell’ultima settimana di aprile e a maggio. Perché, come accade dall’inizio della campagna, la quota assegnata sarà sempre intorno al 2,7 per cento delle forniture nazionali. Quindi saranno oltre 542mila i vaccini che dovrebbero essere conservati nel centro regionale di stoccaggio, all’ospedale Binaghi di Cagliari, a partire dal 27 aprile al 31 maggio. A questo punto è su questo mezzo milione abbondante – annunciato, va risottolineato – che la cabina di regia dovrà modulare i tempi della campagna d’immunizzazione. È la programmazione, infatti, l’unica strada praticabile per evitare il ripetersi degli ultimi passaggi a vuoto che hanno costretto diversi hub a interrompere le somministrazioni per troppi giorni a causa della mancanza di dosi.
Le tappe. Secondo l’ultimo censimento del ministero alla salute, la Sardegna è stata una delle Regioni che ha recuperato più in fretta i ritardi del passato. Non è più ultima, ha scalato diverse posizioni nella classifica nazionale sul rapporto vaccini/dosi consegnate, assestandosi intorno all’85 per cento. Soprattutto, stavolta a sostenerlo è la Regione, sarebbe molto vicino alla soglia delle 11mila vaccinazioni giornaliere, è il primo traguardo imposto dal generale Figliuolo, e neanche troppo lontana dal centrare l’obiettivo finale: 17mila dosi quotidiane. Non a caso tutte le prossime forniture sembrano essere calcolate proprio su quei due traguardi, per evitare, com’è accaduto di recente, che finiscano le scorte settimanali.
La richiesta. Anche nell’ultimo confronto con il commissario nazionale le Regioni hanno sollecitato puntualità nelle forniture. «Solo così – ha ribadito il presidente del Comitato, Massimiliano Fedriga – sarà possibile rispettare i tempi previsti dalla tabella assegnata a ciascun territorio». Dopo gli ultimi passaggi a vuoto, le quattro aziende farmaceutiche – Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson – avrebbero assicurato: «Abbiamo raddoppiato le produzioni e sarà massimo il nostro impegno per rispettare il calendario delle consegne». Bisognerà vedere, però, se poi tutte terranno fede al loro ultimo giuramento.
Le zone grigie. Nonostante lo scatto che c’è stato, la Sardegna – secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia nazionale Agenas, che risale al 17 aprile – ancora deve completare la vaccinazione degli over 80, perché al 28 per cento di loro non è stata somministrata neanche la prima dose. Poi è in ritardo nelle fasce 70-79 anni, con il 33,5 per cento vaccinato, e 60-69, con la copertura assicurata finora solo a 15 sardi ogni cento. Ma soprattutto, stando sempre ad Agenas, è «indispensabile un’accelerazione nell’immunizzazione dei pazienti fragili», dove la Sardegna continua a essere agli ultimi posti. Però di contro è anche una delle poche regioni in cui sono stati vaccinati tutti gli ospiti delle residenze per anziani, l’intero personale sanitario, molti insegnanti e gran parte delle forze dell’ordine. In conclusione, un quarto della popolazione finora sarebbe stato vaccinato almeno con la prima dose: oltre 440mila sardi. (ua)
Le tappe. Secondo l’ultimo censimento del ministero alla salute, la Sardegna è stata una delle Regioni che ha recuperato più in fretta i ritardi del passato. Non è più ultima, ha scalato diverse posizioni nella classifica nazionale sul rapporto vaccini/dosi consegnate, assestandosi intorno all’85 per cento. Soprattutto, stavolta a sostenerlo è la Regione, sarebbe molto vicino alla soglia delle 11mila vaccinazioni giornaliere, è il primo traguardo imposto dal generale Figliuolo, e neanche troppo lontana dal centrare l’obiettivo finale: 17mila dosi quotidiane. Non a caso tutte le prossime forniture sembrano essere calcolate proprio su quei due traguardi, per evitare, com’è accaduto di recente, che finiscano le scorte settimanali.
La richiesta. Anche nell’ultimo confronto con il commissario nazionale le Regioni hanno sollecitato puntualità nelle forniture. «Solo così – ha ribadito il presidente del Comitato, Massimiliano Fedriga – sarà possibile rispettare i tempi previsti dalla tabella assegnata a ciascun territorio». Dopo gli ultimi passaggi a vuoto, le quattro aziende farmaceutiche – Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson – avrebbero assicurato: «Abbiamo raddoppiato le produzioni e sarà massimo il nostro impegno per rispettare il calendario delle consegne». Bisognerà vedere, però, se poi tutte terranno fede al loro ultimo giuramento.
Le zone grigie. Nonostante lo scatto che c’è stato, la Sardegna – secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia nazionale Agenas, che risale al 17 aprile – ancora deve completare la vaccinazione degli over 80, perché al 28 per cento di loro non è stata somministrata neanche la prima dose. Poi è in ritardo nelle fasce 70-79 anni, con il 33,5 per cento vaccinato, e 60-69, con la copertura assicurata finora solo a 15 sardi ogni cento. Ma soprattutto, stando sempre ad Agenas, è «indispensabile un’accelerazione nell’immunizzazione dei pazienti fragili», dove la Sardegna continua a essere agli ultimi posti. Però di contro è anche una delle poche regioni in cui sono stati vaccinati tutti gli ospiti delle residenze per anziani, l’intero personale sanitario, molti insegnanti e gran parte delle forze dell’ordine. In conclusione, un quarto della popolazione finora sarebbe stato vaccinato almeno con la prima dose: oltre 440mila sardi. (ua)
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