«Quel ragazzo era pericoloso, lo sapevano tutti»
Il dolore e la rabbia di Massimo Mele, presidente del Muos e grande amico della vittima
SASSARI. «In questo momento provo molto dolore ma anche molta rabbia. Quel ragazzo era pericoloso e lo sapevano tutti. Non doveva essere libero di girare e mettere a rischio la vita delle altre persone. Quali sono le strutture che devono prendersi carico di queste situazioni? Perché soggetti che hanno già dato chiari segni di un’indole violenta e aggressiva, segnalati più volte alle forze dell’ordine, con denunce a proprio carico, sono completamente abbandonati alla propria instabilità psichica? Di situazioni come questa ce ne sono tante, che potrebbero esplodere esattamente come è accaduto per Antonio Fara».
Massimo Mele, fondatore e presidente del Movimento Omosessuale Sardo, che ha condiviso con Antonio Fara anni di battaglie per i diritti, punta il dito anche sull’assenza delle istituzioni. «Prendiamo il caso di Gabriel Falloni, che ad Aosta ha ucciso una donna. Anche lui era una persona pericolosa, con un trascorso di violenze, e non doveva essere messo in condizioni di poter far ancora del male. La gestione di un ragazzo come Claudio Dettori non può essere lasciata alla famiglia. Perché una famiglia la maggior parte delle volte non ha gli strumenti per poter affrontare situazioni così complesse. E infatti le persone pericolose così finiscono per strada, ancora più alla deriva. E quello che poi accade è che incrocino anime buone come Antonio, che gli tendono la mano istintivamente, senza pensare alle conseguenze.
E non è giusto che paghino il prezzo di un’assenza di tutele da parte delle strutture sanitarie ». «E a quelli che definiscono Antonio un incosciente, che commentano in maniera gretta e ignorante che se l’è cercata, rispondo che non hanno la più pallida idea di cosa sia l’altruismo. Io, per come sono fatto, se vedo una persona in difficoltà la aiuto attraverso una rete, un’associazione, perché è più prudente e forse più risolutivo. Ma ben vengano migliaia di persone speciali come era Antonio. Il mondo sarebbe migliore». (lu.so.)
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