La Nuova Sardegna

Interrogatorio in carcere per il presunto assassino

di Luigi Soriga
Interrogatorio in carcere per il presunto assassino

Oggi Claudio Dettori sarà sentito dai magistrati: potrebbe scegliere il silenzio

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SASSARI. Stamattina il gip Antonello Spanu e il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu si presenteranno nel carcere di Bancali. Infatti alle 9,30 è fissato l’interrogatorio di garanzia e la convalida dell’arresto per il ventiquattrenne sassarese Claudio Dettori, accusato di aver ucciso venerdì notte il barista Antonio Fara, quarantasette anni, che lo aveva ospitato nella propria abitazione.

Il giovane è difeso dall’avvocato Marco Salaris, che è stato nominato di fiducia solo sabato sera, dopo il trasferimento dalla cella di sicurezza della caserma dei carabinieri, al penitenziario. Quindi è molto improbabile che il legale abbia visionato gli atti e certamente non ha avuto ancora l’opportunità di confrontarsi col proprio assistito. Tradotto: le possibilità che Claudio Dettori risponda alle domande del giudice, saranno remote.

Anche quando i carabinieri lo avevano rintracciato sabato sera, attorno alle 21,30, seduto su una panchina nel quartiere di Carbonazzi, il ragazzo si era chiuso nel più totale silenzio. Lo avevano cercato per tutta la giornata perché gli indizi a suo carico sono molto pesanti. Il suo nome, come principale sospettato dell’omicidio, era saltato fuori immediatamente. Lo avevano fatto gli amici stessi di Angelo Fara, perché sapevano che da qualche giorno era ospite nel suo alloggio di via Livorno. Infatti era un periodo molto difficile per Claudio Dettori, che non aveva una casa, allontanato dalla famiglia perché impossibile da gestire. Ultimamente viveva per strada, buttato sopra una panchina dell’Emiciclo Garibaldi. Ed è stato proprio qui che il barista gli ha teso una mano, offrendogli un tetto dove trascorrere le notti.

Sabato mattina però l’uomo non si è presentato al bar di Piazza Rosario che gestiva da un paio di anni, e un nipote che era andato a trovarlo si è preoccupato. L’assenza era troppo insolita, per una persona così puntuale. Così, visto che non rispondeva nemmeno al telefono, è andato nella sua casa per capire cosa fosse accaduto. Ma lo zio non gli ha risposto. Allora il giovane ha chiamato i vigili del fuoco, che hanno aperto la porta e hanno scoperto il corpo senza vita di Antonio Fara. Per terra, avvolto in un piumone, con una lesione evidente alla testa, probabilmente procurata da una martellata. E poi pochissimo sangue sul pavimento, ma solo la coperta imbrattata. L’appartamento perfettamente in ordine, nessun segno apparente di colluttazione, anzi, tutto pulito e disinfettato con la varechina. Come se ci fosse stato un maldestro tentativo di depurare la scena del delitto, prima della fuga. Quando nell’appartamento sono intervenuti i ris di Cagliari, ed è stato rimosso il piumone, si è scoperto che sul corpo della vittima c’erano altre ferite. L’oggetto col quale è stato sferrato il colpo letale alla testa ancora non è stato rinvenuto, e gli esperti della scientifica stanno esaminando gli altri oggetti presenti nell’appartamento, compatibili con le lesioni. Nel lavello, ad esempio, c’era un coltello, che però era stato lavato e non presentava tracce di sangue.

Oltre a raccogliere tutte le impronte all’interno dell’alloggio, sono state determinanti le immagini delle telecamere presenti nel condominio e nei palazzi vicini. Claudio Dettori compare nelle registrazioni in orari perfettamente compatibili con l’omicidio. Viene ripreso mentre entra dall’ingresso principale, e poi niente. Da quella porta non lo si vede più uscire. Lascerà la casa da un ingresso secondario che dà sul cortile esterno. Scavalcando un muro salta nel cortile di un altro palazzo e poi prosegue in via Napoli. È probabile che il giovane sia stato intercettato da altre telecamere durante la sua fuga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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