I Cpi fanno rete per valorizzare le competenze

Piera Casula, supervisore: «Al centro c’è la persona, intorno un sistema che fa incontrare domanda e offerta»

Ventinove centri per l’impiego e un solo obiettivo: mettere la centro la persona, le sue esigenze, aiutarla a valorizzare le sue capacità e a trovare una occupazione. «È questa la logica alla base dell’organizzazione delle reti territoriali dell’Aspal – spiega Piera Casula, supervisore Cpi Sardegna – che punta attraverso la creazione di un sistema a garantire l’effetto della reale e totale presa in carico a fronte di un bisogno individuale». E gli elementi alla base del sistema sono questi: «Istruzione, formazione e lavoro erogati attraverso presidi territoriali; una offerta personalizzata legata al progetto professionale e di vita della persona; l’incremento delle competenze spendibili nel mercato attraverso la validazione e la certificazione. Credo – aggiunge Piera Casula – che gli argomenti messi in campo con questa impostazione diano all’Aspal la giusta collocazione in ambito regionale nella costruzione di percorsi di presa in carico non più autoreferenziali ma in condivisione con i servizi del territorio». Ecco il valore aggiunto dei partenariati: l’Aspal ha instaurato in tutti i territori numerose collaborazioni stabili attraverso la capillare azione dei Cpi: «L’elenco è lungo e forse non esaustivo, ricordiamo i Plus, i Comuni, i Cpia, le Scuole secondarie e Università, Procura, Tribunali e Case circondariali, le associazioni di categoria, gli enti di formazione, Csm, Serd, Gal, Camera di Commercio, consulenti del lavoro, i Caf, l’Inps. E poi chiaramente con gli assessorati alla Pubblica istruzione e Politiche sociali il confronto è costante proprio perché c’è la consapevolezza che la ricerca del lavoro si accompagni a problemi legati alla formazione, alla famiglia in termini di conciliazione». La dirigente Aspal va avanti e si sofferma sul partenariato con gli Its, «perché una delle principali sfide per lo sviluppo di un moderno sistema di formazione, adeguato alle esigenze di lavoratori e imprese e capace di offrire le giuste competenze per ridurre il mismatch nel mercato del lavoro – spiega Piera Casula – è proprio rappresentata dalla formazione terziaria. Sono corsi post diploma di alta specializzazione declinati in aree tecnologiche e ambiti spesso strettamente collegati fra loro». In Sardegna gli ambiti di formazione sono diversi, «si pensi alla filiera turistica, al made in Italy, all’Ict all’efficientamento energetico e alla mobilità sostenibile, tutti settori forti dell’economia. Noi collaboriamo con loro sia in fase di orientamento in ingresso e in uscita dai corsi che in qualità di partner nel tavolo regionale. Vorrei inoltre ricordare che un servizio importante e trasversale dell’Aspal è quello della comunicazione che consente la diffusione dei servizi erogati dai nostri CPI e dai progetti promossi dal nostro Assessorato». E poi un altro partner importante è «Anpal, che promuove anche una trasmissione televisiva, Il Posto Giusto su Rai 3, che racconta il mondo del lavoro nel nostro Paese e che ci da l’opportunità di raccontare esperienze di successo sarde, storie di inserimento lavorativo avvenute a seguito di misure regionali o di servizi di accompagnamento e inserimento lavorativo erogati dai nostri Cpi».

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