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In cento Comuni sardi arrivano le reti intelligenti

In cento Comuni sardi arrivano le reti intelligenti

Abbanoa investe oltre 4 milioni per ammodernare il sistema di distribuzione «Non si inseguono le perdite: si interviene per prevenirle eliminando le cause»

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SASSARI. Uno dei maggiori problemi della rete idrica sarda è la dispersione della risorse. Stime recenti dicono che vada perso un 50 per cento dell’acqua immessa in rete. Abbanoa sta cercando da tempo di mettere una pezza (in senso non solo figurato) alle falle della rete e di modernizzarla, anche con l’aiuto della tecnologia. Con il prossimo intervento investirà più di 4 milioni di euro per installare le cosiddette reti intelligenti in 100 Comuni. «Dopo la fase sperimentale - spiega una nota - attuata nei primi 30 centri più grandi (e più critici), tra cui i capoluoghi, entra nel vivo, su ampia scala regionale, la fase attuativa del modello Abbanoa di Gestione attiva delle reti (Gar). L’ingegnerizzazione consente di inverte il paradigma della rincorsa ai guasti: non si inseguono più le perdite, ma si interviene per prevenirle eliminando le cause con regolazioni e manutenzioni costanti».

«La nostra Azienda è impegnata in un importante programma di ammodernamento delle infrastrutture del Servizio idrico integrato», spiega il presidente del Consiglio d’Amministrazione di Abbanoa Franco Piga. Gli interventi nei cento Comuni complessivamente riguarderanno uno sviluppo lineare pari a 2.400 km di rete di distribuzione (circa il 32% dello sviluppo lineare su base regionale) e 420.000 abitanti serviti (oltre il 25% dei residenti in Sardegna). I centri interessati sono divisi per gli otto Distretti di Abbanoa.

Distretto 1 di Cagliari: Villaputzu, Pula, Monserrato, San Vito, Settimo San Pietro, Castiadas, Elmas, Maracalagonis, Villasimius, Decimoputzu, Domus de Maria e Decimomannu.

Distretto 2 di Iglesias: Sant'Antioco, San Giovanni Suergiu, Santadi, Villamassargia, Narcao, Calasetta, Portoscuso, Perdaxius, Gonnesa, Giba e Carloforte.

Distretto 3 di Sanluri: Guspini, Dolianova, Villasor, Villacidro, San Gavino Monreale, Arbus, Sanluri, Siliqua, Samatzai, Senorbì, Nurri, Soleminis, Isili, Gonnosfanadiga, Mogoro, Monastir, Nuraminis, Guasila, Vallermosa e Laconi.

Distretto 4 di Oristano: Ghilarza, Magomadas, Tresnuraghes, Santa Giusta, Sindia, Scano di Montiferro, Cuglieri, Baratili San Pietro, Milis, Montresta, Bortigali, Villaurbana, Nurachi, Narbolia, Simaxis e Solarussa.

Distretto 5 di Nuoro: Dorgali e Oliena (dove si completeranno gli interventi già avviati in una prima fase sperimentale), Posada Silanus, Buddusò, Orotelli, Ottana, Galtellì, Bono, Orgosolo, Bolotana e Orani.

Distretto 6 di Sassari: Ittiri, Olmedo, Valledoria, Tissi, Sennori, Oschiri, Ploaghe, Castelsardo, Bonorva, Ossi, Thiesi, Pozzomaggiore, Stintino, Villanova Monteleone, Sedini, Uri, Usini, Trinità D'Agultu e Vignola, Pattada, Osilo e Viddalba.

Distretto 7 di Olbia: Loiri Porto San Paolo, Golfo Aranci, Luras, Calangianus, e Luogosanto.

Distretto 8 di Lanusei: Tortolì, Bari Sardo e Baunei.

Le priorità sono legate alle criticità presenti sia in termini di perdite sia in termini di costi di produzione dell’acqua potabile. Nella prima fase erano stati coinvolti i Comuni di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia, Alghero, Selargius, Quartu, Quartucciu, Muravera, Sarroch, Carbonia, Siniscola, Bosa, San Teodoro, Budoni, Macomer, Terralba, Cabras, La Maddalena, Santa Teresa di Gallura, Assemini, Sestu, Iglesias, Galtellì, Irgoli, Sorso, Arzachena, Tempio Pausania, Porto Torres e Ozieri. Altri 100 Comuni saranno interessati da una terza fase.

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