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Manca: «Bene luglio e agosto, per il resto nulla»

Manca: «Bene luglio e agosto, per il resto nulla»

L’allarme del presidente di Federalberghi: con due soli mesi di attività i piccoli non sopravviveranno

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SASSARI. Gli albergatori sardi per ora sono sfaccendati, soprattutto quelli che hanno un target turistico. Tra di loro c’è anche Paolo Manca, presidente di Federalberghi: «Come va? Guardi, su 6 strutture non abbiamo una prenotazione sino al 20 maggio».

Ce n’è abbastanza di che deprimersi. Invece si resiste. Anche perché più avanti le cose potrebbero migliorare: «Su luglio e agosto abbiamo numeri interessanti - dice ancora manca -. Si tratta soprattutto di italiani. E la richiesta sta crescendo, tanto che potremmo arrivare a livelli in linea col 2019».

Potrebbe esserci qualche beneficio a breve termine con le possibilità introdotte dal pass verde che garantisce libertà di spostamento a vaccinati e guariti? Manca si dice scettico: «Non cambia nulla, per i gruppi organizzati il range è troppo corto per riorganizzare. Forse ci potrà essere qualche last minute, ma è veramente poca roba».

Il nulla di maggio rappresenta un cambiamento drammatico rispetto al periodo pre covid: «Dai primi di maggio ogni settimana apriva il 20 per cento degli alberghi sardi. Al 1° giugno erano tutti aperti: ora molti forse apriranno a fine gugno. Tutti quelli che programmavano l’avvio a metà maggio stanno spostando».

Il clima di incertezza generale pesa ovviamente sulle previsioni a breve scadenza: «Le compagnie stanno cancellando tanti voli su Cagliari perché non ci sono abbastanza prenotazioni. Per questo siamo molto preoccupati su giugno, mentre siamo fiduciosi su luglio e agosto. Ma luglio e agosto non bastano negli anni normali, figuriamoci in questi anni dove l’attività a aprile e maggio azzerata».

C’è ancora e ci sarà bisogno di sostegno: «Nel complesso, il 2021 non sarà molto meglio del 2020 - dice il presidente di federalberghi -. Per questo il sostegno al settore turistico deve essere presente e immediato. Possono resistere le imprese più grandi e strutturate, ma i deboli non riescono a sopravvivere a due anni così. Se vogliamo che molte aziende riesca ad andare avanti devono arrivare aiuti sotto tutte le forme: costo del lavoro, mutui, imposte, riqualificazione. Serve una grande sensibilità verso il settore turismo. Il 2021 può essere un anno di ripartenza, ma non un anno normale. Noi siamo positivi, sembra che questa ripartenza ci sarà, ma dobbiamo capire che la difficoltà è altissima. E gran parte delle strutture senza aiuti non sopravviverà».

Però rispetto al 2020 qualcosa è cambiato: «È vero: c’è più chiarezza, di questo bisogna dare atto al ministro Garavaglia. Inoltre c'è la consapevolezza del virus, sappiamo che non è sparito. Però, o a settembre e ottobre arrivano gli stranieri - e per ora non arrivano -, oppure ci riduciamo a lavorare solo a luglio e agosto. E senza aiuti non si sopravvive». (r.pe.)

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