Aziende allo stremo e pronte alla mobilitazione
Oggi si fermano i lavoratori agricoli. Confartigianato: chiusura dei locali alle 23. Agriturismo, è allarme
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SASSARI. Gli effetti del prolungarsi della pandemia e delle misure di contenimento colpiscono duro le attività economiche sarde, molte delle quali si dichiarano allo stremo e pronte a mobilitarsi. Confartigianato Sardegna, in vista dell’auspicata uscita dell’isola dalla zona rossa, chiede ai Governi nazionale e regionale il posticipo delle chiusure dei locali alle 23 e il rientro verso casa con un cosiddetto “coprifuoco morbido”. Secondo Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario – le imprese in questi lunghissimi 12 mesi, hanno sofferto, perso fatturato e clienti ma, quando hanno potuto, hanno lavorato in sicurezza, dopo aver investito per garantire ineccepibili condizioni di tutela della salute». La ventilata chiusura alle 22 avrebbe un impatto anche su un indotto di 5000 aziende (ad esempio panifici, caseifici, salumifici, birrifici e produttori di bevande) che offre lavoro oltre 13mila dipendenti in tutta l’isola. E limiterebbe gli effetti negativi sulla prossima stagione turistica.
E oggi scioperano i lavoratori agricoli della Sardegna che aderiscono a una manifestazione nazionale per protestare – spiegano i segretari regionali Anna Rita Poddesu (Flai-Cgil), Bruno Olivieri (Fai-Cisl) e Gaia Garau (Uila-Uil) – contro il Decreto Sostegni e per chiedere a Governo e Parlamento di modificarlo. Gli agricoltori isolani, considerata la grave pandemia ancora in corso, non manifesteranno nelle piazze, ma si asterranno dal lavoro. Tra le richieste dei sindacati al Governo, in particolare, il riconoscimento per il 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019 e l'introduzione del bonus per gli stagionali agricoli, degli agriturismi e del comparto florovivaistico per l'ennesima volta esclusi da ogni tipo di ristoro. «Questi settori – dicono – nel 2020 hanno perso milioni di giornate di lavoro in tutta Italia a causa dell'emergenza sanitaria ancora in corso, che ha fatto precipitare gran parte delle famiglie dei lavoratori di questo settore in una situazione di grave povertà».
Terranostra Nuoro Ogliastra, l’associazione degli agriturismo di Coldiretti, lancia l’allarme su un comparto «al collasso e pronto alla mobilitazione. Dopo 14 mesi, siamo giunti allo stremo, sia dal punto di vista economico che da quello psicologico – dice la responsabile Franca Cabras – Solo nella nostra provincia quest'anno abbiamo perso 10milioni di euro». Stilato un documento con una serie di richieste per agli assessori regionali all'agricoltura, turismo e ambiente, in cui da una parte si fa presente che «le aziende agrituristiche sono luoghi sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza» per le quali a suo tempo sono già state sostenute spese onerose; e dall’altra Terranostra che chiede di «rimodulare o annullare i tributi locali del periodo della pandemia, estendere anche alle aziende agricole gli indennizzi e semplificare il sistema burocratico con l'abbattimento dei tempi per le istruttorie». (a.palmas)
E oggi scioperano i lavoratori agricoli della Sardegna che aderiscono a una manifestazione nazionale per protestare – spiegano i segretari regionali Anna Rita Poddesu (Flai-Cgil), Bruno Olivieri (Fai-Cisl) e Gaia Garau (Uila-Uil) – contro il Decreto Sostegni e per chiedere a Governo e Parlamento di modificarlo. Gli agricoltori isolani, considerata la grave pandemia ancora in corso, non manifesteranno nelle piazze, ma si asterranno dal lavoro. Tra le richieste dei sindacati al Governo, in particolare, il riconoscimento per il 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019 e l'introduzione del bonus per gli stagionali agricoli, degli agriturismi e del comparto florovivaistico per l'ennesima volta esclusi da ogni tipo di ristoro. «Questi settori – dicono – nel 2020 hanno perso milioni di giornate di lavoro in tutta Italia a causa dell'emergenza sanitaria ancora in corso, che ha fatto precipitare gran parte delle famiglie dei lavoratori di questo settore in una situazione di grave povertà».
Terranostra Nuoro Ogliastra, l’associazione degli agriturismo di Coldiretti, lancia l’allarme su un comparto «al collasso e pronto alla mobilitazione. Dopo 14 mesi, siamo giunti allo stremo, sia dal punto di vista economico che da quello psicologico – dice la responsabile Franca Cabras – Solo nella nostra provincia quest'anno abbiamo perso 10milioni di euro». Stilato un documento con una serie di richieste per agli assessori regionali all'agricoltura, turismo e ambiente, in cui da una parte si fa presente che «le aziende agrituristiche sono luoghi sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza» per le quali a suo tempo sono già state sostenute spese onerose; e dall’altra Terranostra che chiede di «rimodulare o annullare i tributi locali del periodo della pandemia, estendere anche alle aziende agricole gli indennizzi e semplificare il sistema burocratico con l'abbattimento dei tempi per le istruttorie». (a.palmas)
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