I pazienti: «Carenze nell’organizzazione, non siamo disertori»
CAGLIARI. Il caso dei pazienti fragili che avrebbero rifiutato di farsi vaccinare, almeno tre ogni quattro convocati, ha scatenato più di una polemica. L’altro giorno a sottolineare la presunta...
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CAGLIARI. Il caso dei pazienti fragili che avrebbero rifiutato di farsi vaccinare, almeno tre ogni quattro convocati, ha scatenato più di una polemica. L’altro giorno a sottolineare la presunta diserzione in massa era stato il governatore Christian Solinas. Ventiquattr’ore dopo le opposizioni, in testa il gruppo dei Progressisti, hanno preteso un chiarimento urgente e lunedì l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, è stato convocato in Consiglio regionale per fare di nuovo il punto sulla campagna vaccinale riservata ai pazienti fragili e fragilissimi. Ma Nanni Lancioni del Psd’Az, ha ribadito: «i dati forniti dal governatore Solinas sono reali e certificati, mentre le polemiche sono solo strumentali». Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale e medico Pietro Moro dell’Udc, altro partito di maggioranza, «senza il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia – ha ribadito – continuerà a essere complicato vaccinare i pazienti fragili soprattutto a domicilio». Però a prendere posizione è stata soprattutto l’associazione degli stessi pazienti. «Il governatore e la sua Giunta – si legge in un comunicato – non possono scaricare su di noi le loro evidenti responsabilità di carenze organizzative nella campagna vaccinale». Per poi denunciare quali sarebbero i problemi ancora irrisolti: «All’inizio il portale accettava solo le prenotazioni per fascia d’età e non secondo le patologie. Poi si sono aggiunte: il silenzio dei centralini, le mancate convocazioni a causa delle discordanze fra le tabelle regionali e quelle ministeriali sulle patologie ammesse». Infine, sempre secondo l’associazione, «in diversi casi non sono state neanche rispettate le disposizioni nazionali sulle priorità e non sono stati coinvolti a sufficienza i medici di base, gli unici capaci di segnalare correttamente ciascun paziente». Per tutti questi motivi – è la conclusione – «i disertori non siamo certo noi».
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