Il culto dell’alta qualità nella bottega di Sandro
di Pasquale Porcu
Il figlio di Tonino Multineddu prosegue l’attività della storica salumeria Una selezione di prodotti di nicchia: formaggi, salumi, pasta extra
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Tanti fratelli, tante storie diverse nelle quali si articolano le vicende della famiglia Multineddu. La famiglia che più di ogni altra ha segnato lo sviluppo del commercio alimentare a Sassari.
Oggi raccontiamo il capitolo che riguarda Tonino Multineddu. Il negozio è sempre quello: all’angolo tra via Porcellana e via Principessa Maria, oggi gestito da Sandro, figlio di Tonino. Tutto prende il via nel 1957. «Una zia, sorella di mia madre, Giovanna Ferrando, originaria di Usini – racconta Sandro (a sinistra nella foto di Mauro Chessa) – compera questo locale alla fine degli anni Cinquanta. Allora era solo una botteguccia di 30 metri quadri. Dopo un paio di anni, però, mia zia si trasferisce in Calabria e il negozio viene acquistato da mio padre. La famiglia Multineddu viene da Sedini dove tutti i fratelli erano impegnati in attività commerciali come ambulanti. Vendevano frutta, verdura, uova, pasta. Un po’ tutto quello che poteva essere trasportato da un carro a buoi, unico mezzo della logistica dell’azienda. Man mano che la famiglia cresce, però, c’è l’esigenza di ampliare l’attività messa su da mio nonno, Ignazio. Da qui la scelta di venire a Sassari dove i fratelli Multineddu aprono un negozio nella parte alta di via Turritana, ai mumeri civici 3 e 5. Era il 1940 e tutti i fratelli erano impegnati in quella bottega: c’erano anche zio Franco, zio Ugo e zio Giovanni». Col passare degli anni e con la fine della guerra ciascun fratello comincia a vedere chiaro il proprio futuro. Ugo negli anni Sessanta, con il fratello Franco, apre il primo vero supermercato in via Cavour. «Intanto mio padre continuava a specializzarsi nel nostro negozio – dice Sandro – puntando su prodotti di qualità: formaggi, salumi, pasta etc. Una visione diversa da quella di zio Ugo, secondo il quale bisognava puntare su prodotti alla portata di tutte le tasche». «I rapporti tra fratelli sono stati sempre buoni – racconta Sandro – e quando a fine settimana ci incontravamo i fratelli discutevano in modo appassionato, ciascuno vantando le bontà dei prodotti in vendita nei rispettivi negozi: “La mia mortadella è più buona della tua”, sosteneva mio padre rivolto a zio Ugo. E lui “Ma che cosa dici? Assaggia questa e dimmi se non ho ragione io...”. Una posizione quella di zio Ugo che ha mantenuto sempre – ripete Sandro –. A me diceva “Punta su prodotti che tutti possono comperare, butta via il resto. Gli affari si fanno così”».
Ma Sandro è stato ed è sulla linea di suo padre: qualità, qualità e qualità. A cominciare dai salumi, dal Parmigiano, dalle paste. È così che il negozio anno dopo anno è cresciuto: prima 30 metri quadri, poi 50 e alla fine quasi cento metri quadri. E con l’aumento dei metri quadri anche quello della varietà nell’assortimento. Privilegiando il meglio dei prodotti dell’artigianato alimentare: dai salumi di suini allevati al brado delle Nebrodi a quelli iberici fino alle paste di Martelli di Lari, e quelle di Gentile di Gragnano o di Rustichella d’Abruzzo e quelle trafilate in oro di Verrigni. Altro ghiotto capitolo di ricerca per Sandro Multineddu sono i formaggi: da quelli sardi a base di Ovinfort al Fiore sardo, dai caprini di Argiolas a una selezione di pecorini. E poi i grandi Parmigiano reggiano di trenta mesi, il provolone di Recco di Formia e poi i Castelmagno, quello di stalla e d’alpeggio, le grandi fontine, gli “ubriachi” e gli erborinati del Veneto, fino al Casera, il formaggio per i pizzoccheri. E infine i pani: ogni giorno della settimana ha la sua specialità artigianale. Che bontà.
Oggi raccontiamo il capitolo che riguarda Tonino Multineddu. Il negozio è sempre quello: all’angolo tra via Porcellana e via Principessa Maria, oggi gestito da Sandro, figlio di Tonino. Tutto prende il via nel 1957. «Una zia, sorella di mia madre, Giovanna Ferrando, originaria di Usini – racconta Sandro (a sinistra nella foto di Mauro Chessa) – compera questo locale alla fine degli anni Cinquanta. Allora era solo una botteguccia di 30 metri quadri. Dopo un paio di anni, però, mia zia si trasferisce in Calabria e il negozio viene acquistato da mio padre. La famiglia Multineddu viene da Sedini dove tutti i fratelli erano impegnati in attività commerciali come ambulanti. Vendevano frutta, verdura, uova, pasta. Un po’ tutto quello che poteva essere trasportato da un carro a buoi, unico mezzo della logistica dell’azienda. Man mano che la famiglia cresce, però, c’è l’esigenza di ampliare l’attività messa su da mio nonno, Ignazio. Da qui la scelta di venire a Sassari dove i fratelli Multineddu aprono un negozio nella parte alta di via Turritana, ai mumeri civici 3 e 5. Era il 1940 e tutti i fratelli erano impegnati in quella bottega: c’erano anche zio Franco, zio Ugo e zio Giovanni». Col passare degli anni e con la fine della guerra ciascun fratello comincia a vedere chiaro il proprio futuro. Ugo negli anni Sessanta, con il fratello Franco, apre il primo vero supermercato in via Cavour. «Intanto mio padre continuava a specializzarsi nel nostro negozio – dice Sandro – puntando su prodotti di qualità: formaggi, salumi, pasta etc. Una visione diversa da quella di zio Ugo, secondo il quale bisognava puntare su prodotti alla portata di tutte le tasche». «I rapporti tra fratelli sono stati sempre buoni – racconta Sandro – e quando a fine settimana ci incontravamo i fratelli discutevano in modo appassionato, ciascuno vantando le bontà dei prodotti in vendita nei rispettivi negozi: “La mia mortadella è più buona della tua”, sosteneva mio padre rivolto a zio Ugo. E lui “Ma che cosa dici? Assaggia questa e dimmi se non ho ragione io...”. Una posizione quella di zio Ugo che ha mantenuto sempre – ripete Sandro –. A me diceva “Punta su prodotti che tutti possono comperare, butta via il resto. Gli affari si fanno così”».
Ma Sandro è stato ed è sulla linea di suo padre: qualità, qualità e qualità. A cominciare dai salumi, dal Parmigiano, dalle paste. È così che il negozio anno dopo anno è cresciuto: prima 30 metri quadri, poi 50 e alla fine quasi cento metri quadri. E con l’aumento dei metri quadri anche quello della varietà nell’assortimento. Privilegiando il meglio dei prodotti dell’artigianato alimentare: dai salumi di suini allevati al brado delle Nebrodi a quelli iberici fino alle paste di Martelli di Lari, e quelle di Gentile di Gragnano o di Rustichella d’Abruzzo e quelle trafilate in oro di Verrigni. Altro ghiotto capitolo di ricerca per Sandro Multineddu sono i formaggi: da quelli sardi a base di Ovinfort al Fiore sardo, dai caprini di Argiolas a una selezione di pecorini. E poi i grandi Parmigiano reggiano di trenta mesi, il provolone di Recco di Formia e poi i Castelmagno, quello di stalla e d’alpeggio, le grandi fontine, gli “ubriachi” e gli erborinati del Veneto, fino al Casera, il formaggio per i pizzoccheri. E infine i pani: ogni giorno della settimana ha la sua specialità artigianale. Che bontà.
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