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Il rischio contagio cala L’isola spera nell’arancione

Il rischio contagio cala L’isola spera nell’arancione

Dati in miglioramento per Gimbe. Anche l’Iss parla di “allarme moderato”

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CAGLIARI. Il doppio salto dalla zona rossa a quella gialla è molto improbabile. Ma oggi l’Istituto superiore di sanità non dovrebbe negare alla Sardegna almeno il ritorno immediato nel limbo arancione, dopo aver trascorso ben tre settimane consecutive in punizione, all’inferno. I dati dell’ultimo monitoraggio fanno tutti ben sperare. Nella settimana sotto osservazione, dal 19 al 25 aprile, l’indice di contagio – l’R con t – è sceso ancora rispetto a sette giorni fa: da 0,98 a 0,81. È quindi rimasto sempre sotto quota 1 – la soglia d’allerta – ma che comunque venerdì scorso non era stato sufficiente ad evitare il massimo delle restrizioni previste. Stavolta a far la differenza e di conseguenza non essere più un ostacolo, dovrebbe essere anche la drastica riduzione di casi positivi ogni 100mila abitanti: sono crollati del 22 per cento. Con questa situazione e un rischio derubricato nel frattempo in «moderato/basso», gli esperti della Cabina di regia nazionale dovrebbero consegnare al ministro Roberto Speranza questo verdetto: «Da lunedì prossimo la Sardegna potrà ritornare in zona arancione», e infatti dalla Regione hanno fatto sapere: «Non ci dovrebbero essere problemi».

Il dubbio. L’unica incertezza è questa: la settimana in arancione sarà una sola, per poi diventare subito dopo gialla nella successiva, oppure saranno due? Finora i criteri previsti dal ministero della salute sono stati sempre molto rigidi nell’imporre non meno di 14 giorni consecutivi nella stessa fascia prima che una Regione possa transitare da un colore all’altro, da uno più duro a quello meno restrittivo. Però, stando ad alcune indiscrezioni che rimbalzano da Roma, stavolta potrebbe essere fatta un’eccezione per la Sardegna. Il motivo? Dovrebbe essere questo: due settimane fa erano proprio al limite fra l’arancione e il rosso i dati per cui la Sardegna era stata condannata ad altri sette giorni nella fascia più dura. Dunque, andando per le spicce, una sola settimana in arancione potrebbe essere interpretato come una sorta di risarcimento conquistato sul campo. Perché, come dichiarato più volte dall’assessore alla sanità Mario Nieddu, «il nostro vero obiettivo è di ritornare al più presto in zona gialla visto che siamo messi molto meglio di altre Regioni che lo sono da tempo».

L’ipotesi. Non va poi neanche esclusa la possibilità che, a metà maggio, il Governo possa rivedere la tabella dei colori. Potrebbe essere corretta in corsa, diventando meno restrittiva, lo stesso giorno in cui Palazzo Chigi sarà chiamato a confermare il coprifuoco fino alle 22, oppure spostarlo alle 23. Parte della grande maggioranza che sostiene Draghi starebbe spingendo sia per una revisione dei criteri sia per l’ora di libertà in più. Ma tutto dipenderà comunque dall’andamento dei contagi nelle prime due settimane di maggio.

Il monitoraggio. Come accade da sempre, la Fondazione Gimbe ha anticipato gran parte delle conclusioni dell’Istituto superiore di sanità. Per quanto riguarda la Sardegna ha confermato che la diffusione del virus s’è ridotta nel rapporto fra tamponi eseguiti e casi positivi accertati. Poi la pressione dei ricoveri per Covid sugli ospedali ora è una fra le più basse in Italia, con solo il 21 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive. (ua)

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