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Fragili, l’accusa di “diserzione” è un caso politico

Fragili, l’accusa di “diserzione” è un caso politico

L’Ats-Ares: «Nessuna critica a chi ha rifiutato la dose». Ma l’opposizione chiede un chiarimento in aula

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CAGLIARI. Lo scontro fra la class action dei pazienti fragili e chi si occupa di organizzare le convocazioni per i vaccini è sempre più aspra. Ormai è anche un caso politico. Martedì, in Consiglio regionale, la commissione sanità ha convocato l’assessore Mario Nieddu e il commissario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi, per un chiarimento definitivo sul perché dello scontro.

L’antefatto. Dopo la recente dichiarazione in aula del governatore Christian Solinas – «solo tremila pazienti fragili hanno risposto su 14mila convocazioni in un giorno» – è scoppiato un putiferio. Nei giorni successivi è stato proprio il gruppo che si riconosce nella class action a replicare con toni duri: «A non funzionare è il sistema», ricordando poi di aver già presentato in diverse procure della Repubblica altrettanti esposti per denunciare proprio di non essere stati ancora vaccinati.

La replica. Dalla cabina di regia regionale hanno risposto innanzitutto con i numeri. «Secondo gli ultimi dati – è scritto in un comunicato – dei 77mila soggetti estremamente vulnerabili e con disabilità grave residenti in Sardegna, 45.660 hanno già ricevuto la prima dose e 14.553 anche la seconda». Poi, in un altro passaggio, «dal 29 aprile i soggetti estremamente vulnerabili, nati dal 1942 al 2004, e i disabili gravi possono aderire alla campagna di vaccinazione registrandosi sul portale vaccinocovid.sardegnasalute.it». Infine: «In 24 ore dall’avvio delle adesioni sono stati 3.100 i soggetti fragili che si sono registrati sulla piattaforma». Poi è arrivato il comunicato dell’Ats-Ares: «Quello dei pazienti fragili è un target difficile da raggiungere ma che comunque va raggiunto soprattutto con la collaborazione di tutti i medici di medicina generale, come avviene nelle altre Regioni. I dati sulle convocazioni da parte del Cup-web sono veri e certificabili, ma in ogni caso quella stessa comunicazione non voleva certo essere un atto di accusa verso tutti coloro che, a vario titolo e ciascuno secondo le proprie motivazioni, hanno rifiutato la vaccinazione. Piuttosto – prosegue l’Azienda – la conferma della nostra forte volontà di ridefinire il percorso per raggiungere l’intera platea dei pazienti fragili senza più disguidi, incomprensioni e rifiuti».

La contestazione. In Consiglio regionale le opposizioni hanno fatto sapere che martedì l’assessore e il commissario dell’Ats dovranno chiarire cosa sia accaduto in realtà. Secondo il gruppo dei Progressisti: «Certo non può essere scaricata sui pazienti fragili la responsabilità di un’organizzazione che ha dimostrato di avere ancora troppe falle».



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