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Vaccini, toccata quota 500mila Figliuolo sprona le Big Pharma

Vaccini, toccata quota 500mila Figliuolo sprona le Big Pharma

Il commissario all’emergenza esorta alla puntualità le aziende. A giugno attese 31 milioni di dosi Intanto dalle Regioni arriva l’invito ad accelerare: «Chi può prenotarsi lo faccia, la macchina funziona»

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[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese

<MC>ROMA

[TESTO]L'Italia centra per il primo giorno l'obiettivo delle 500 mila somministrazioni in 24 ore (nello specifico sono oltre 510 mila). Ma il commissario per l'Emergenza Francesco Figliuolo avverte i colossi del vaccino: «È stato dimostrato che la macchina è efficiente, ora il mantenimento di questa quota giornaliera è sempre più legato alla puntualità e alla consistenza delle consegne di dosi da parte delle aziende farmaceutiche».
Il generale si aspetta che adesso vengano rispettati i patti: a maggio sono attesi 15 milioni di vaccini - forse 17 - e a giugno addirittura 31 milioni, più di un milione al giorno in media. Le inoculazioni nel Paese viaggiano però ancora a velocità diverse. A lanciare un appello è innanzitutto il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga: «Chi può prenotarsi lo faccia, dobbiamo mettercela tutta. Abbiamo le potenzialità per arrivare fin quasi a 17 mila somministrazioni al giorno ma se chi ha diritto non si vaccina allora rischiamo di vanificare ogni sforzo», dice il governatore spiegando che in Friuli non ha aderito il «40% della fascia 60-69 anni e quasi il 25% di quella tra 70 e 79».
Nel giorno del traguardo del mezzo milione monta la protesta dei medici di famiglia, in particolare in Puglia, Lazio e Veneto: «Ogni Regione decide quale categoria professionale arruolare per le somministrazioni, una lotta tra lobby per accaparrarsi le dosi», spiegano. Nelle ultime ore la Fimmg dell'Emilia Romagna aveva già lamentato «con stupore che la gran parte delle Asl ritengono di non utilizzare a tale scopo i medici di medicina generale e i loro studi, ritenendo più utile concentrare nei soli hub vaccinali la gran parte della popolazione».
Al di là delle polemiche, le inoculazioni adesso sembrano procedere secondo le previsioni e se il ministro della Salute Roberto Speranza ringrazia «le donne e gli uomini del Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le istituzioni per il gran lavoro di squadra», quello alle Autonomie Mariastella Gelmini, commenta anche «la costante accelerazione» augurandosi di poter andare «avanti così». Nessuna ulteriore inversione di marcia, neppure sulla seconda dose di chi ha già fatto la prima con Astrazeneca: avverrà con lo stesso siero. Intanto l'azienda - contro la quale l'Ue ha avviato un'azione legale per i ritardi - ha comunicato il raddoppio del suo utile netto nel primo trimestre a 275 milioni di dollari.
Fanno ben sperare anche i dati che arrivano da oltremanica. Nel Regno Unito - Paese che ha già vaccinato la metà della popolazione - si registra il crollo dei casi di Covid. Nella settimana del 24 aprile in Gran Bretagna si è verificato un crollo dei contagi, ora a una media di 1 ogni 1000 abitanti circa. Anche in Italia si punta a qualche record: il governatore campano Vincenzo De Luca ha annunciato che «la prossima settimana Capri sarà isola Covid-free e ci sarà una campagna di promozione mondiale» mentre si tenta di «completare per luglio l'immunizzazione della città di Napoli». Nel Lazio, invece, c’è chi è riuscito a fare il vaccino lampo, a dieci ore dalla prenotazione.

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