Pillole di libertà sperando nel giallo
Da oggi riaprono negozi, parrucchieri e centri estetici I numeri migliorano, trattativa col ministero della Salute
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CAGLIARI. Scuole e negozi aperti, ristoranti e bar autorizzati a ripristinare il servizio di ristoro, anche se solo per l’asporto. In Sardegna c’è voglia di normalità dopo quasi tre settimane di zona rossa e da oggi le restrizioni si fanno un po’ meno rigide. Sarà possibile spostarsi senza bisogno di giustificazione e sarà possibile tornare a fare compere, andare dal barbiere o dall’estetista. Resta il coprifuoco alle 22, ma ormai ci siamo abituati. Il dubbio è su come ci comporteremo in questa prima settimana di arancione sapendo che ogni errore rischia di costarci carissimo e che l’isola è avviata - se tutto andrà come previsto - verso un ulteriore allentamento dei divieti. I numeri dell’ultima settimana sono da zona gialla e il passaggio di colore potrebbe avvenire prima delle due settimane canoniche di osservazione. Interlocuzioni in questo senso sono in corso tra la Regione e il ministero della Salute.
Tutti gli indicatori confermano che la situazione sta nettamente migliorando: l'indice di trasmissibilità nella settimana appena trascorsa è sceso allo 0.81, tra i più bassi del Paese, e la classificazione complessiva del rischio è passata da “moderata” a “bassa”. Non vengono evidenziati nuovi focolai e quelli già individuati sembrano ormai sotto controllo. Migliora del 29,1% il numero dei casi in sette giorni con un rapporto tamponi–positivi che è calato a 95,6 per 100mila abitanti.
Insomma il ritorno alla normalità non sembra impossibile, ma molto dipenderà da noi. Intanto riscopriamo qualche pillola di libertà. Da oggi è consentito spostarsi senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale «se lo spostamento avviene per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute»; dalle 5 alle 22, nello stesso Comune, senza doverne giustificare il motivo. Chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti può spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune, ma non verso i capoluoghi di Provincia.
Riaprono i negozi, i parrucchieri e i centri estetici e non sono più previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Gli esercizi di ristorazione restano chiusi al pubblico ma possono fare l’asporto e la consegna a domicilio: il primo fino alle 22 o fino alle 18 per le bevande, la seconda senza limitazioni orarie in entrambe le zone. Restano chiuse anche palestre e piscine ma riaprono i centri sportivi all’aperto.
Tutti gli indicatori confermano che la situazione sta nettamente migliorando: l'indice di trasmissibilità nella settimana appena trascorsa è sceso allo 0.81, tra i più bassi del Paese, e la classificazione complessiva del rischio è passata da “moderata” a “bassa”. Non vengono evidenziati nuovi focolai e quelli già individuati sembrano ormai sotto controllo. Migliora del 29,1% il numero dei casi in sette giorni con un rapporto tamponi–positivi che è calato a 95,6 per 100mila abitanti.
Insomma il ritorno alla normalità non sembra impossibile, ma molto dipenderà da noi. Intanto riscopriamo qualche pillola di libertà. Da oggi è consentito spostarsi senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale «se lo spostamento avviene per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute»; dalle 5 alle 22, nello stesso Comune, senza doverne giustificare il motivo. Chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti può spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune, ma non verso i capoluoghi di Provincia.
Riaprono i negozi, i parrucchieri e i centri estetici e non sono più previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Gli esercizi di ristorazione restano chiusi al pubblico ma possono fare l’asporto e la consegna a domicilio: il primo fino alle 22 o fino alle 18 per le bevande, la seconda senza limitazioni orarie in entrambe le zone. Restano chiuse anche palestre e piscine ma riaprono i centri sportivi all’aperto.
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