La Nuova Sardegna

Salvagente del ministero per i traghetti Tirrenia

di Antonello Palmas
Salvagente del ministero per i traghetti Tirrenia

La compagnia di Onorato si vede assegnata la Olbia-Civitavecchia per due anni Boeddu, Cgil: scongiurato l’isolamento. Ma il 6 maggio si decide sul fallimento

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SASSARI. Svolta nel bollente calderone della continuità territoriale: il 30 aprile il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile ha di fatto lanciato una sorta di ciambella di salvataggio a Cin Tirrenia, a forte rischio fallimento, decretando l’assegnazione alla stessa del servizio di trasporto marittimo nella tratta Civitavecchia-Olbia dal 1° maggio e per 24 mesi. Il tutto quando il futuro della compagnia non è mai stato così a rischio, dato che il 6 maggio i giudici del tribunale di Milano dovranno pronunciarsi sull’istanza di fallimento presentata dalla procura. Il ministero autorizza la compagnia di Onorato «all’esercizio del servizio di collegamento marittimo di persone e merci in continuità territoriale e con obblighi di servizio pubblico orizzontali». La Cin deve versare la garanzia entro 10 giorni dall’emanazione del presento decreto, pena la revoca dell’autorizzazione.

«Una notizia che accogliamo con un certo sollievo – commenta il segretario generale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu – dato che con questa decisione (che viene presa a seguito della gara a evidenza pubblica) si scongiura l’isolamento del nord est dell’isola sopratutto nei mesi di “morbida”, ossia quelli invernali. Infatti la compagnia Cin Tirrenia, a fronte del contributo economico, sarà obbligata per 24 mesi a effettuare la tratta Civitavecchia-Olbia rispettando gli oneri di servizio pubblico a partire dal 1° maggio 2021 per due anni».

L’aspetto meno chiaro riguarda il passaggio del documento del ministero che parla di un non meglio precisato «piano operativo congiunto» che «in sede di prima attuazione, è stato approvato per il periodo dal 1° al 31 maggio 2021, elaborato secondo modalità eque e non discriminatorie, presentato dalle Società Compagnia Italiana di Navigazione, Grandi Navi Veloci e Grimaldi Euromed, con il quale sono state disciplinate le modalità operative del servizio. Entro la data del 31 maggio 2021 le società provvederanno alla predisposizione del piano operativo congiunto da adottarsi a partire dal 1° ottobre 2021 sino al 31 maggio 2023», ossia per tutti i 24 mesi della concessione. «Il piano potrebbe riguardare accordi su fasce orarie e attracchi, non essendoci l’esclusiva», dice Boeddu, ipotizzando che si auspichi un accordo commerciale tra società per non far esplodere i forti contrasti esistenti.

Da vedere cosa accadrà il 6 maggio, se il tribunale darà seguito alla richiesta di fallimento della procura oppure accetterà il piano di ricostituzione del debito: «Questo metterebbe al riparo il destino dei circa 6000 dipendenti Cin Tirrenia» dice Boeddu, che però non dimentica il problema della divisione rimorchio, «un gioiello di famiglia che impiega 130 lavoratori tutti sardi per la quale è stata programmata la vendita nel quadro del piano di rientro per evitare il fallimento di Cin Tirrenia. C’è sicuramente chi la comprerà, ma a noi interessa che vengano mantenuti lo standard di servizio per il settore rimorchio, ma anche i livelli occupazionali e di reddito. Chiunque subentrerà si dovrà confrontare con noi». Inoltre, «ricordiamo anche quanto accaduto per la gara Civitavecchia-Cagliari-Arbatax, andata deserta, come previsto»: c’è il rischio che questo si ripeta anche per gli altri bandi che man mano verranno emanati.

Insomma se da una parte dal ministero arrivano notizie positive, è chiaro che «l’attenzione di Filt Cgil rimarrà alta altissima sino a quando oltre i collegamenti non verranno garantiti tutti i posti di lavoro e di reddito del comparto del rimorchio presente nella nostra isola. E sino a quando non vedremo le tariffe».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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