RECOVERY/La viceministra Todde e la Deputata Mura
I finanziamenti ci saranno È il momento dei progetti
CAGLIARI. La Sardegna non sarà tagliata fuori dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma deve scegliere su quali progetti puntare le riorse. Una potrebbe essere quella di combattere lo...
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CAGLIARI. La Sardegna non sarà tagliata fuori dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma deve scegliere su quali progetti puntare le riorse. Una potrebbe essere quella di combattere lo spopolamento. A sostenerlo, in due distinti comunicati, sono la viceministra per lo sviluppo economico, Alessandra Todde, e la deputata del Pd Romina Mura, presidente della commissione lavoro della Camera.
Recovery. «Voglio fare chiarezza una volta per tutte - scrive Alessandra Todde – Se tutti vogliamo lavorare per il futuro della nostra Regione, non serve lamentarsi della mancanza di risorse, bisogna elaborare invece una visione di futuro e progetti strategici con proposte serie, concrete e cantierabili». È una visione del futuro – sottolinea la viceministra – da condividere, insieme ai progetti principali, con «tutti i protagonisti dello sviluppo economico e sociale, a cominciare dalle amministrazioni locali e dai cittadini, che avranno il compito di realizzare e supportare quegli stessi progetti sul territorio. Perché i territori devono essere protagonisti della ripartenza». Secondo Alessandra Todde, «la Sardegna può e dev’essere protagonista in questa fase di grandi opportunità e potrà esserlo se darà priorità alle infrastrutture per agevolare la transizione ecologica, a quelle legate ai trasporti e infine alla digitalizzazione per abbattere l'insularità». Al Sud, come ribadito più volte dal premier Draghi, sarà destinato il 48 per cento del Piano nazionale di rilancio, 82 miliardi, più altri 54 miliardi dei Fondi strutturali e i 58 miliardi del Fondo di sviluppo e coesione. Dunque, le risorse non mancheranno ma – è la conclusione di Alessandra Todde – e la «Sardegna non deve lasciarsi scappare quest’opportunità storica».
Zone interne. Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza vanno utilizzate per fermare il dramma dello spopolamento. È questo il senso dell'appello che la presidente della commissione lavoro della Camera, Romina Mura (Pd), ha rivolto alla giunta Solinas. «In Sardegna – scrive – per il secondo anno consecutivo non è stato raggiunto l'obiettivo minimo di rimpiazzare almeno un genitore, fermandosi a 0,95 figli per donna». È la conferma, in sostanza, che la piaga dello spopolamento rischia di compromettere il futuro della Sardegna. «Le opportunità contenute negli obiettivi del Piano – sottolinea la deputata – sono più d’una: a partire dal potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità fino ai servizi sanitari di prossimità». La conclusione della presidente della commissione lavoro della Camera è un vero e proprio appello: «La Regione dovrà mostrarsi all'altezza di questo compito e anche più di altri, perché purtroppo la Sardegna parte con uno svantaggio in più».
Recovery. «Voglio fare chiarezza una volta per tutte - scrive Alessandra Todde – Se tutti vogliamo lavorare per il futuro della nostra Regione, non serve lamentarsi della mancanza di risorse, bisogna elaborare invece una visione di futuro e progetti strategici con proposte serie, concrete e cantierabili». È una visione del futuro – sottolinea la viceministra – da condividere, insieme ai progetti principali, con «tutti i protagonisti dello sviluppo economico e sociale, a cominciare dalle amministrazioni locali e dai cittadini, che avranno il compito di realizzare e supportare quegli stessi progetti sul territorio. Perché i territori devono essere protagonisti della ripartenza». Secondo Alessandra Todde, «la Sardegna può e dev’essere protagonista in questa fase di grandi opportunità e potrà esserlo se darà priorità alle infrastrutture per agevolare la transizione ecologica, a quelle legate ai trasporti e infine alla digitalizzazione per abbattere l'insularità». Al Sud, come ribadito più volte dal premier Draghi, sarà destinato il 48 per cento del Piano nazionale di rilancio, 82 miliardi, più altri 54 miliardi dei Fondi strutturali e i 58 miliardi del Fondo di sviluppo e coesione. Dunque, le risorse non mancheranno ma – è la conclusione di Alessandra Todde – e la «Sardegna non deve lasciarsi scappare quest’opportunità storica».
Zone interne. Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza vanno utilizzate per fermare il dramma dello spopolamento. È questo il senso dell'appello che la presidente della commissione lavoro della Camera, Romina Mura (Pd), ha rivolto alla giunta Solinas. «In Sardegna – scrive – per il secondo anno consecutivo non è stato raggiunto l'obiettivo minimo di rimpiazzare almeno un genitore, fermandosi a 0,95 figli per donna». È la conferma, in sostanza, che la piaga dello spopolamento rischia di compromettere il futuro della Sardegna. «Le opportunità contenute negli obiettivi del Piano – sottolinea la deputata – sono più d’una: a partire dal potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità fino ai servizi sanitari di prossimità». La conclusione della presidente della commissione lavoro della Camera è un vero e proprio appello: «La Regione dovrà mostrarsi all'altezza di questo compito e anche più di altri, perché purtroppo la Sardegna parte con uno svantaggio in più».
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