La Nuova Sardegna

Air Italy, Solinas al governo «Vertenza come Alitalia»

di Alessandro Pirina
Air Italy, Solinas al governo «Vertenza come Alitalia»

Il governatore incontra i sindacati: «Chiederò a Giorgetti la proroga della Cig» Apre sulla compagnia aerea sarda: subito al lavoro ma temo la burocrazia Ue

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SASSARI. Solinas sogna la compagnia aerea sarda, ma sa che il percorso è più che a ostacoli, che per realizzare la Air Sardinia serve una unanimità che va da Cagliari a Roma, fino a Bruxelles, e che è difficile da raggiungere. Per questo chiede di avere più tempo. Un appello al governo e ai liquidatori di Air Italy sottoscritto insieme ai sindacati, con cui ieri ha avuto un incontro in videoconferenza. E più tempo significa innanzitutto prorogare la cassa integrazione almeno fino alla fine del 2021, congelando così il licenziamento collettivo dei 1.383 dipendenti - di cui circa 500 in Sardegna - che dovrebbe scattare il 1 luglio. «È una grande vertenza nazionale, che non può essere derubricata a vicenda regionale – ha detto il governatore –. I lavoratori di Air Italy meritano di essere considerati al pari dei colleghi di Alitalia da parte del Governo». E infatti ha annunciato che già oggi contatterà il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, per pressare il governo su una proroga della cassa integrazione e sullo stop ai licenziamenti. «Abbiamo davanti nemmeno due mesi, da qui al 30 giugno, per risolvere il problema occupazionale e per portare la vertenza Air Italy all’attenzione del governo e dell’Europa, che deve essere considerata un problema nazionale. Non è pensabile che la soluzione passi esclusivamente per la Regione. Lo Stato deve affrontare la vertenza Air Italy così come sta affrontando quella Alitalia, perché non ci sono lavoratori di serie A e serie B».

Il governatore, dunque, prende posizione netta al fianco dei dipendenti. Nell’incontro si è anche soffermato sull’ipotesi di una compagnia aerea regionale ma ha ammesso che la strada è molto in salita. «La creazione di una compagnia aerea sarda può rappresentare un’opportunità. Ma su questo progetto è necessario far convergere la volontà di tutti, in un’azione comune che possa essere portata avanti davanti al governo e all’Ue per superare ostacoli che non sono di natura economica né organizzativa, ma di natura burocratica in sede europea con particolare riferimento al regime degli aiuti di Stato». Ma lui non demorde. «Riformuleremo i calcoli per dar vita a una compagnia regionale e per avere contezza dei costi dello start up di una società in house che abbia il suo core business nella continuità territoriale, una newco pubblica che potrebbe progressivamente aprirsi a imprenditori privati, soci industriali che si sentirebbero garantiti dalla presenza pubblica».

Tutto sommato soddisfatti i sindacati al termine dell’incontro. «La scadenza imminente della Cig e il rischio del licenziamento dei 1.383 lavoratori impone azioni incisive e urgenti per la salvaguardia dei posti di lavoro – commentano i segretari territoriali Gianluca Langiu (Fit Cisl), Elisabetta Manca (Uiltrasporti) e Nicola Contini (Ugl) –. Ribadiamo la necessità che la nostra Regione si doti di quell'infrastruttura aerea che consenta ai sardi il diritto alla mobilità, fortemente a rischio per interpretazioni della Commissione Ue che non tengono in considerazione le necessità di uno sviluppo economico cosi svantaggiato come quello della nostra Isola». Sulla stessa linea anche il segretario generale della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu, e il segretario della Gallura, Sergio Prontu, che restano tuttavia più scettici sulla compagnia regionale: «Le parole del presidente confermano che la normativa Ue, almeno sino a oggi, restringe l'arco di manovra in merito alla continuità territoriale aerea. A noi interessa che vengano salvaguardati i livelli occupazionali e un know how costruito in oltre 60 anni».



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