Continuità marittima, Todde: Regione esclusa
L’assessore: il ministero non ci ha coinvolti, serve una maggiore sinergia nell’interesse dei sardi
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SASSARI. La continuità marittima è stata prorogata, le compagnie hanno siglato una sorta di tregua sulla Olbia-Civitavecchia, ma di tutto questo la Regione è stata tenuta quasi all’oscuro. Le decisioni sulla continuità tra la Sardegna e la penisola sono state prese a Roma. L’assessore ai Trasporti, Giorgio Todde, dice di non volere fare polemica ma ammette un po’ di delusione per il trattamento ricevuto dalla Regione. «Ci aspettavamo un coinvolgimento maggiore – dice –. Non è il momento di polemizzare ma lo dice anche una sentenza della Corte costituzionale che è necessaria una intesa con la Regione. In questi mesi ci sono state diverse interlocuzioni tra noi e il ministero ma siamo in attesa di conoscere i dettagli sulla proroga e sull’accordo tra le compagnie. Che dico: ben venga, se fatto nell’interesse dei sardi». Oggi, comunque, ci sarà un incontro tecnico in videoconferenza tra la Regione e il Mit proprio sulla continuità marittima. «Questa situazione il ministro Giovannini l’ha ereditata da chi lo ha preceduto, la ministra De Micheli – dice ancora l’assessore –. Io dissi che non ci sarebbe stato il tempo per fare i bandi. Noi comunque chiediamo che la Regione venga coinvolta al massimo». Che è quanto prevedono i deputati Nardo Marino, M5s, e Romina Mura, Pd, nelle loro proposte di legge. «Condivido in pieno quanto affermano i due parlamentari. Ci devono essere un bando e oneri di servizio ben definiti. Noi lo chiediamo dal 2019, un anno prima della scadenza. Dobbiamo avere certezze per programmare, per il turismo, per gli scambi commerciali».
E dunque quello che occorre per la Sardegna è che il diritto alla mobilità sia garantito. Sul tema interviene anche il deputato di Fi, Ugo Cappellacci. «Già il 7 maggio 2018 ho presentato una proposta di legge per trasferire le funzioni e le risorse della continuità dallo Stato alla Sardegna – dice –. La riproporrò anche come emendamento a uno dei provvedimenti che presto sarà discusso in aula, invito i colleghi sardi a sostenere la proposta. Ho letto dichiarazioni sulla stampa, ma occorre andare oltre e passare dalle parole ai fatti e la mia proposta traduce in legge proprio quello che viene accennato sui quotidiani. La Sardegna deve poter adottare le scelte sulla continuità. Chi ha il coraggio di affrontare questa battaglia, può farlo con atti concreti». Cappellacci fa riferimento alle proposte di legge della dem Romina Mura e del M5s Nardo Marino. Proprio il deputato 5 stelle ha lamentato il silenzio della Regione. «Siamo riusciti a portare a casa il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia solo perché la giunta Pigliaru aveva stanziato 1 milione (non 170 milioni con scritto erroneamente ieri, ndr) per la progettazione. Ora arrivano 170 milioni che sono stati stanziati col Recovery. Un piano che riguarda tutto il Paese e dunque ogni euro messo in campo arriverà anche in Sardegna. Ma deve trattarsi di progetti cantierabili e comunque in fase di avvio perché devono essere realizzati entro il 2026». (al.pi.)
E dunque quello che occorre per la Sardegna è che il diritto alla mobilità sia garantito. Sul tema interviene anche il deputato di Fi, Ugo Cappellacci. «Già il 7 maggio 2018 ho presentato una proposta di legge per trasferire le funzioni e le risorse della continuità dallo Stato alla Sardegna – dice –. La riproporrò anche come emendamento a uno dei provvedimenti che presto sarà discusso in aula, invito i colleghi sardi a sostenere la proposta. Ho letto dichiarazioni sulla stampa, ma occorre andare oltre e passare dalle parole ai fatti e la mia proposta traduce in legge proprio quello che viene accennato sui quotidiani. La Sardegna deve poter adottare le scelte sulla continuità. Chi ha il coraggio di affrontare questa battaglia, può farlo con atti concreti». Cappellacci fa riferimento alle proposte di legge della dem Romina Mura e del M5s Nardo Marino. Proprio il deputato 5 stelle ha lamentato il silenzio della Regione. «Siamo riusciti a portare a casa il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia solo perché la giunta Pigliaru aveva stanziato 1 milione (non 170 milioni con scritto erroneamente ieri, ndr) per la progettazione. Ora arrivano 170 milioni che sono stati stanziati col Recovery. Un piano che riguarda tutto il Paese e dunque ogni euro messo in campo arriverà anche in Sardegna. Ma deve trattarsi di progetti cantierabili e comunque in fase di avvio perché devono essere realizzati entro il 2026». (al.pi.)
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