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il caso cuccu in appello 

Inammissibile il reclamo dei grillini De Murtas resta al vertice del M5s

Inammissibile il reclamo dei grillini De Murtas resta al vertice del M5s

CAGLIARI. La legge non prevede la possibilità di impugnare un provvedimento del Presidente del tribunale: è con questa motivazione principale che la Corte d’Appello civile ha dichiarato inammissibile...

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CAGLIARI. La legge non prevede la possibilità di impugnare un provvedimento del Presidente del tribunale: è con questa motivazione principale che la Corte d’Appello civile ha dichiarato inammissibile il reclamo firmato dal rappresentante legale pro tempore del M5s Vito Claudio Crimi contro il decreto firmato il 23 febbraio scorso, col quale il presidente Ignazio Tamponi ha nominato l’avvocato Silvio De Murtas curatore speciale del movimento per garantire ai grillini una rappresentanza legale nella causa di merito sull’espulsione - poi revocata dal giudice - della consigliera regionale Carla Cuccu. Quel provvedimento peraltro - sottolinea la Corte, presieduta da Maria Mura, relatore Donatella Aru - «non è decisorio». Come dire che «il decreto reclamato non ha accertato in via definitiva l’attuale insussistenza di un legale rappresentante dell’associazione, avendo la più limitata portata di creare una situazione di legittimazione processuale per garantire al M5s la corretta instaurazione del contraddittorio processuale nel giudizio instaurando». In pillole: la Corte d’Appello non entra nel merito della rappresentanza legale di Crimi o di altri, ma ritiene corretto che sia stato il giudice a nominare un curatore speciale perché il M5s sia rappresentato nella causa intentata dalla Cuccu. Nel frattempo resta efficace la decisione assunta dal presidente Tamponi e De Murtas rimane pienamente in carica.

Il decreto depositato dalla prima sezione civile della Corte d’Appello sembra dunque voler circoscrivere la questione della rappresentanza legale del M5s al caso aperto a Cagliari dalla consigliera Cuccu, ma resta il fatto che la controversia legale è andata avanti e ancora proseguirà senza che i vertici del movimento facciano ciò che il tribunale chiede: nominare un rappresentante legale. La ragione è lo stallo politico in cui si trova la piattaforma Rousseau, che per statuto avrebbe dovuto indicare il nome. Per quanto - sostengono i legali di Crimi, gli avvocati Andrea e Paola Ciannavei - nei poteri del garante Beppe Grillo ci fosse anche questa nomina.

Ieri intanto i difensori della Cuccu - gli avvocati Patrizio Rovelli e Lorenzo Borrè - hanno depositato negli uffici della Procura il decreto della Corte d’Appello chiedendo che il M5s venga invitato a nominare il proprio organo rappresentativo: «Non si comprende peraltro questa ritrosia a procedere a norma di statuto». La procedura prevede che a questo punto, avendo la Corte dichiarato inammissibile il reclamo del M5s contro la nomina del curatore legale, il procuratore si attivi per ottenere, tramite il garante Beppe Grillo, il ripristino di una legale rappresentanza del Movimento secondo il codice civile. (m.l)

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