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Sotto sequestro la parte di giardino con la vaschetta

SASSARI. C’è una inchiesta, è inevitabile in questi casi. Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti della sezione volanti della questura e gli investigatori della squadra mobile. È stata...

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SASSARI. C’è una inchiesta, è inevitabile in questi casi. Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti della sezione volanti della questura e gli investigatori della squadra mobile. È stata messa sotto sequestro la porzione di giardino dove si trova la vaschetta con quei 50 centimetri d’acqua, pochi ma sufficienti per causare la morte di un bambino così piccolo. È la parte seconda, quella altrettanto dolorosa perché bisogna ragionare sulle responsabilità, capire se il bambino era in sicurezza. Una lista lunga di se e ma che non cambieranno il verso della storia ma sono atti dovuti.

Il magistrato valuterà le eventuali iniziative da intraprendere. Ci saranno testimoni da sentire e si dovranno appurare quei particolari tecnici che in questa fase sono stati messi in coda perché la cosa più importante era cercare di salvare la vita del bambino.

È certo che il magistrato che coordina l’inchiesta iscriverà qualcuno nel registro degli indagati, ci sono perizie da eseguire anche per definire le cause della morte del piccolo Diego. Asfissia da annegamento, stando alle prime ipotesi. Ma quanto tempo è trascorso, quanto a lungo è rimasto con la faccia nell’acqua senza respirare, senza che arrivasse ossigeno al cervello? Ecco, l’inchiesta da oggi si muove su questi elementi.

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