Tirrenia, oggi si decide sul fallimento
Ancora in corso la trattativa tra la società e i commissari ma l’intesa è lontana
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SASSARI. Per Tirrenia è il giorno della verità. Oggi a Milano è fissata l’udienza in cui il giudice dovrebbe pronunciarsi sull’istanza di fallimento presentata dalla procura. Un epilogo che tutti vorrebbero scongiurare perché equivarrebbe a un dramma occupazionale per oltre 6mila dipendenti. Per evitarlo è necessario un accordo tra il gruppo Onorato e i commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria che nei confronti dell’armatore vantano un credito di 180 milioni di euro. Ma l’accordo sembra difficile da portare a casa. Secondo quanto ieri riportava Adnkronos, apprendendolo da fonti vicine all’azienda di Onorato, Cin avrebbe raggiunto già da alcuni giorni un’intesa sui punti economici e finanziari dell’accordo di ristrutturazione del debito con Tirrenia in amministrazione straordinaria, di fatto accettando tutte le richieste dei commissari. E dunque il pagamento dell'80 per cento del credito, di cui 23 milioni all'omologa, e l'ipoteca su quattro navi. Ma Tirrenia in associazione straordinaria, spiegano le stesse fonti, avrebbe richiesto l'inserimento nell'accordo di ristrutturazione di alcune clausole e condizioni che presentano criticità potenzialmente lesive dei diritti degli altri creditori. Cin avrebbe chiesto ai commissari un confronto su questi punti, ma senza avere risposta. Questo irrigidimento ha dunque fatto fare franare l’intesa che fin qui era stata raggiunta. E così non si è potuto sottoscrivere l’accordo di ristrutturazione. Il peggior scenario auspicabile perché la mancata intesa comporterebbe una grave pregiudizio sia per i creditori sia di Cin che di Tirrenia in amministrazione straordinaria che per i 6mila dipendenti del Gruppo Onorato. La posizione di Tirrenia in amministrazione straordinaria, secondo quanto riferiscono le stesse fonti, appare incomprensibile in quanto in caso di mancato accordo, il recupero per la stessa sarebbe in misura di gran lunga inferiore a quanto offerto da Cin e sarebbe inoltre senza alcuna garanzia di pagamento, essendo il credito attualmente chirografario.
In queste settimane sono in molti ad avere auspicato una soluzione che escluda il fallimento. In primis in sindacati, preoccupati per il futuro dei dipendenti. E poi tutte le associazioni imprenditoriali, da Confindustria a Confartigianato, che nel crac di Tirrenia vedono un colpo durissimo per il sistema dei trasporti con la Sardegna e dunque per l’economia dell’isola.
In queste settimane sono in molti ad avere auspicato una soluzione che escluda il fallimento. In primis in sindacati, preoccupati per il futuro dei dipendenti. E poi tutte le associazioni imprenditoriali, da Confindustria a Confartigianato, che nel crac di Tirrenia vedono un colpo durissimo per il sistema dei trasporti con la Sardegna e dunque per l’economia dell’isola.
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