Cantina Jerzu antichi poderi e sfide nuove
di Giusy Ferreli
L’azienda ogliastrina è una realtà importante del mondo del vino, nata a metà del secolo scorso Il Cannonau prodotto principe
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Se la Cantina di Jerzu è una delle realtà vitivinicole più importanti della Sardegna e leader nella produzione del Cannonau lo si deve alla felice intuizione di un pugno di notabili jerzesi e al duro lavoro di generazioni di vignaioli che, tra i filari di vite nelle colline a ridosso delle valle del Pardu, hanno speso sudore e fatica. L’atto costitutivo che diede vita al sodalizio fu sottoscritto nel lontano 1950 da Josto Miglior, medico condotto del paese, ma ci vollero esattamente 9 anni per la prima vendemmia. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e altrettanto vino è stato spillato dalle botti di rovere francese custodite nell’immensa tinaia che profuma di Cannonau. Attualmente guidata da Marcello Usala, la Antichi poderi, così ribattezzata in onore del nucleo originario di vigneti portati in dote dai fondatori di quella che nel tempo si è trasformata in una solida realtà imprenditoriale, conta oltre 430 soci per una superficie vitata di circa 600 ettari. Ai vigneti che si trovano nei territori di Jerzu si sono aggiunti, via via, quelli di Ulassai, Osini, Gairo, Cardedu e Tertenia.
Il risultato? Numeri da record e una tradizione che si rinnova senza rinunciare. «La nostra produzione si attesta sui 32mila quintali all’anno pari a due milioni e mezzo di bottiglie. Di questi solo una piccola parte, all’incirca 4 mila quintali, proviene da altri vitigni come Vermentino, Merlot e Monica che sono stati impiantati dopo uno studio attento del territori» sottolinea Usala, da undici anni a capo di una realtà produttiva che conta 21 dipendenti, senza considerare gli stagionali e l’indotto. Cuore della produzione un impianto con serbatoi in acciaio di ultima generazione in grado di eliminare le emissioni in atmosfera di anidride,
una struttura che sorge accanto alla torre vinaria trasformata in sala degustazione.
Una ventina le etichette che grazie al direttore commerciale Franco Usai raggiungono fette importanti di mercato regionale, nazionale ed estero. «Parte delle nostre bottiglie – sottolinea a questo riguardo Usai – vengono distribuite in Inghilterra, Germania, Norvegia e Canada».
Il Cannonau, prodotto principe del territorio, ovviamente la fa da padrone anche nelle diverse linee inaugurate dal sodalizio per andare incontro alle esigenze dei diversi segmenti di mercato.
Ai prodotti di punta, ottenuti sotto la supervisione ventennale dell’enologo Franco Bernabei, la Antichi Poderi affida non solo il proprio prestigio ma anche il racconto di una vera e propria epopea, quella degli instancabili contadini jerzesi. Due etichette tra tutte rappresentano una tradizione che molti fanno risalire alla notte dei tempi.
«La prima alla quale siamo particolarmente
legati è dedicata al nostro fondatore e vuole essere un omaggio a quel gruppo di pionieri lungimiranti » racconta Usala.
Il nome, il volto e la firma di Josto Miglior compaiono sull’etichetta di un Cannonau doc selezionato nelle migliori vigne, un riserva che viene fatto maturare per sei mesi in acciaio e per un anno in barrique nuove in rovere francese d’Allier, prima dell’affinamento finale in bottiglia.
C’è poi Chuerra, un altro Cannonau doc, che prende il nome dalla porzione di vigna,
la più produttiva, che ogni proprietario dedicava al vivaio.
«Offrire un bicchiere di vino della “chuerra” – sottolinea Usai – era omaggiare l’ospite del prodotto migliore». Una tradizione che si rinnova grazie ad una selezione di uve raccolte esclusivamente nelle colline di Jerzu. L'avventura non si conclude qui: Antichi poderi è pronta a nuove sfide con un progetto territoriale sulla sostenibilità.
Il risultato? Numeri da record e una tradizione che si rinnova senza rinunciare. «La nostra produzione si attesta sui 32mila quintali all’anno pari a due milioni e mezzo di bottiglie. Di questi solo una piccola parte, all’incirca 4 mila quintali, proviene da altri vitigni come Vermentino, Merlot e Monica che sono stati impiantati dopo uno studio attento del territori» sottolinea Usala, da undici anni a capo di una realtà produttiva che conta 21 dipendenti, senza considerare gli stagionali e l’indotto. Cuore della produzione un impianto con serbatoi in acciaio di ultima generazione in grado di eliminare le emissioni in atmosfera di anidride,
una struttura che sorge accanto alla torre vinaria trasformata in sala degustazione.
Una ventina le etichette che grazie al direttore commerciale Franco Usai raggiungono fette importanti di mercato regionale, nazionale ed estero. «Parte delle nostre bottiglie – sottolinea a questo riguardo Usai – vengono distribuite in Inghilterra, Germania, Norvegia e Canada».
Il Cannonau, prodotto principe del territorio, ovviamente la fa da padrone anche nelle diverse linee inaugurate dal sodalizio per andare incontro alle esigenze dei diversi segmenti di mercato.
Ai prodotti di punta, ottenuti sotto la supervisione ventennale dell’enologo Franco Bernabei, la Antichi Poderi affida non solo il proprio prestigio ma anche il racconto di una vera e propria epopea, quella degli instancabili contadini jerzesi. Due etichette tra tutte rappresentano una tradizione che molti fanno risalire alla notte dei tempi.
«La prima alla quale siamo particolarmente
legati è dedicata al nostro fondatore e vuole essere un omaggio a quel gruppo di pionieri lungimiranti » racconta Usala.
Il nome, il volto e la firma di Josto Miglior compaiono sull’etichetta di un Cannonau doc selezionato nelle migliori vigne, un riserva che viene fatto maturare per sei mesi in acciaio e per un anno in barrique nuove in rovere francese d’Allier, prima dell’affinamento finale in bottiglia.
C’è poi Chuerra, un altro Cannonau doc, che prende il nome dalla porzione di vigna,
la più produttiva, che ogni proprietario dedicava al vivaio.
«Offrire un bicchiere di vino della “chuerra” – sottolinea Usai – era omaggiare l’ospite del prodotto migliore». Una tradizione che si rinnova grazie ad una selezione di uve raccolte esclusivamente nelle colline di Jerzu. L'avventura non si conclude qui: Antichi poderi è pronta a nuove sfide con un progetto territoriale sulla sostenibilità.
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