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Mater Olbia: arrivano altri 200 milioni

Mater Olbia: arrivano altri 200 milioni

La Qatar Foundation dà il via alla “fase 2”, previsti investimenti importanti in strutture, ricerca e risorse umane

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OLBIA. Mater Olbia: Qatar Foundation Endowment continua a investire. E la fase 2 si avvicina. Ecco altri 200 milioni per i centri di ricerca e medicina sportiva e per i progetti di sviluppo immobiliare (che prevedono una parte delle strutture di accoglienza). Chi se ne occuperà? E’ stato appena nominato un responsabile arrivato da Doha. Il nuovo piano triennale (2021-2023), come ha fatto sapere Lucio Rispo, ammministratore delegato di Shrp - braccio operativo del Qatar - e responsabile di tutte le operazioni legate al Mater, «è già stato illustrato alle autorità comunali e regionali e si attendono solo le autorizzazioni».

Questo ulteriore investimento si aggiunge ai primi 300 milioni spesi sinora per l’ospedale d’eccellenza. Continua a crescere pure il fatturato. «Se nel primo anno di attività è stato di 17 milioni e mezzo, nel 2021 - spiega Rispo - si prevede di superare i 30 milioni. Ma dal 2022, con la radioterapia e altri nuovi servizi a regime, si arriverà a un fatturato superiore ai 60 milioni annui». C’è un altro aspetto che il manager rimarca ancora. «La quasi totalità degli interventi attuati ha dato un contributo al Pil della Regione e continuerà a essere così. Il nostro è un cantiere sempre aperto, e avremo davanti ancora cinque o sei anni di lavoro. E sempre in Sardegna abbiamo comprato il 49% dei materiali acquistati oltre ad avere creato occupazione diretta e indiretta».

I numeri. I dipendenti del settore sanitario sono circa 350 (saranno 500 a breve termine) e il 78% è sardo. Altri 100 hanno diverse mansioni e circa 300 sono i dipendenti indiretti. «Sono invece 53.621 i pazienti assistiti dall’apertura – continua Rispo – e nel solo 2020, con una pandemia in corso, sono stati effettuati 3.390 ricoveri e 41.203 prestazioni ambulatoriali erogate in convenzione. I pazienti sono più che triplicati in un anno».

Ricerca e malattie rare. Parte del nuovo investimento continuerà a essere impiegato nell’attività di ricerca in diversi ambiti, per la quale gli studiosi e scienziati del Mater collaborano con realtà sarde, nazionali e internazionali: si sta lavorando nel campo delle scienze omiche (che consentono diagnosi più precise e terapie personalizzate), nella ricerca avanzata radioterapica e nello studio sul plasma del malati Covid. Continua anche l’attività di ricerca sulle malattie nell’infanzia, insieme a Shafallah Center for children with Special Needs, un’organizzazione con sede a Doha per il benessere delle persone con disabilità intellettive (principalmente disturbi dello spettro autistico).

Radioterapia. Il reparto di radioterapia, che sarà presto operativo, «fa parte di un eccellente competence centre – chiude Rispo –, ed è stato concluso con il completamento di un innovativo bunker di massima protezione: una parte è a vetri per supportare i pazienti durante la cura dal punto di vista psicologico permettendo loro la vista del panorama. Attivati anche dei percorsi dedicati come il Women’s care center che, in ottica multidisciplinare, si occupa della salute delle donne in ambito ginecologico e senologico».

L’integrazione. Secondoo Rispo «il dato importante è che il Mater Olbia rappresenta un esempio virtuoso di integrazione pubblico-privato dal punto di vista della ricerca, dell’integrazione sanitaria e dello sviluppo occupazionale di qualità. Un esempio interessante è offerto dai rientro in Sardegna di eccellenze in campo medico-scientifico come il professor Giovanni Delogu». (s.p.)

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