La Nuova Sardegna

«Siamo in isolamento», ma erano in 60

La famiglia sbarcata senza tampone era al convegno dell’Alu: tutti sanzionati 

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OLBIA. Tutto è partito da un controllo su una famiglia con bambini, sbarcata l’altro ieri al porto di Golfo Aranci. Non aveva un referto di tampone negativo, si è rifiutata di farlo all’arrivo e ha poi detto, fornendo l’indirizzo, di volersi mettere in quarantena.

Ma gli uomini del corpo forestale, impegnati anche in Gallura negli scali marittimi e all’aeroporto per verificare il rispetto delle norme anti Covid, hanno pure il compito di accertare che l’isolamento venga rispettato. Così, dopo qualche ora, hanno raggiunto l’abitazione segnalata dalla coppia: una villa nella zona di Cugnana. Lì c’erano almeno una sessantina di persone arrivate dalla zona di Olbia e da diversi comuni della Sardegna. Erano sedute a semicerchio e ascoltavano chi parlava al megafono. Quindi: non solo la famiglia non era isolata, ma le violazioni riscontrate erano diverse. Si superava il numero di 4 persone nella stessa casa (oltre a chi ci vive) e gli ospiti arrivati da lontano – almeno 40 – non avevano una giustificazione valida.

Ma chi c’era dietro questa riunione affollata? L’Alu, Associazione Libera-mente Umani che ha scritto una lettera di protesta (e poi l’ha pubblicata sul proprio sito) al ministero della Giustizia e dell’Interno «per contestare una grave violazione dei diritti umani in Italia».

I controlli. L’altro ieri mattina, al porto di Golfo Aranci, una pattuglia della stazione forestale e di vigilanza ambientale di Olbia ha controllato moltissimi passeggeri, compresa la famiglia che ha annunciato la quarantena volontaria. A metà pomeriggio, la verifica. Gli agenti, davanti alla villa segnalata, hanno subito notato 25 macchine parcheggiate. Poi hanno visto la folla all’interno. I padroni di casa si sono presentati all’ingresso e quando è stato loro domandato come mai non avessero rispettato l’isolamento hanno detto di non essere tenuti a rispondere «impedendo l’ingresso della pattuglia».

L’attesa. A quel punto il direttore del servizio territoriale del corpo forestale di Tempio, Giannicola Zuccarelli, ha chiesto la collaborazione dei carabinieri. Il tenente colonnello Davide Crapa, che guida il reparto territoriale, ha inviato sul posto diverse pattuglie «al fine prioritario – come ha detto Zuccarelli – di assicurare l’ordine pubblico». Si è dovuto attendere che le persone, a fine riunione, uscissero dalla villa: ne sono state identificate sessanta (tra loro medici e avvocati) ed è stato accertato «che in un’area privata si è svolto un convegno, con assembramento, in violazione delle normative anti Covid». Scatteranno le sanzioni previste. Uno dei partecipanti avrebbe detto, a nome dell’associazione, che era in corso «un incontro di lavoro per discutere la garanzia di difesa dei diritti delle persone». (s.p.)

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