Alla toga preferisce la birra: il suo impero vale 60 milioni

Giovanni Porcu, business man nuorese: ha creato il marchio Doppio malto. «Ho fatto l’avvocato per quattro anni, ora sono titolare di trenta ristoranti»

NUORO. La birra come uno straordinario strumento di pacificazione. Cosa c’è di meglio di una bella pinta per smussare tensioni, ricomporre fratture e risolvere incomprensioni che rischiano di trascinarsi. Un pit stop a base di luppolo e malto assemblati nel modo giusto dopo una giornata di lavoro stressante può fare miracoli. Il business in forte ascesa nel mondo delle birre artigianali di Giovanni Porcu, 41 anni, nuorese, titolare e ideatore de marchio Doppio Malto (60 milioni di fatturato di gruppo e oltre trenta locali in Italia e all’estero) parte dall’approccio mentale del conciliatore. Una forma mentis probabilmente sviluppata negli anni con addosso la toga da avvocato penalista abbinata - da buon sardo - alla passione per la birra (con 60 litri pro capite l’isola è al primo posto per consumo in Italia).

Figlio di Mario, ex preside a Nuoro ma originario di Galtellì, e mamma Maria Teresa di Sarule, dopo aver fatto il Liceo classico in città si è iscritto in Giurisprudenza a Roma. Ma quattro anni da legale sono stati sufficienti per capire che il suo futuro più che nelle aule dei tribunali era nel mondo dell’impresa. Ma tutto forma e forgia. «Devo dire che è stato un periodo professionalmente molto formativo e interessante anche quello, mi è servito dal punto di vista strategico a capire molte cose», spiega l’imprenditore dal suo ufficio nel cuore di Milano di Foodbrand Spa.

Giovanni Porcu, 41 anni


Business man. Sposato, padre di tre figli, appena li accompagna nelle rispettive scuole inizia il tour de force del business man. «Giornate in cui sembra di stare in un frullatore, tra viaggi, incontri, riunioni su riunioni, ma è il bello di fare una professione come la mia è che si hanno anche gratificazioni uniche», spiega Giovanni Porcu. Come in ogni storia, anche nel percorso di impresa del manager nuorese che la mattina presto riesce a trovare il tempo per andare a correre, mentre la sera è riservata per la lettura, c’è un inizio, datato 2007. «Ho cominciato la mia carriera imprenditoriale nella ristorazione sviluppando come affiliato il marchio Old Wild West, aprendo il primo punto vendita a Reggio Emilia», racconta. L’amore per il mondo della birra è forte, per questo nel 2015 acquisisce il birrificio artigianale Doppio Malto di Erba, lo ristruttura e poi dà avvio allo sviluppo della catena di locali. «Quello è stato il primo passo, ma il mondo dell’impresa è stato il naturale approdo anche se sono passato per altre strade che poi si sono rivelate funzionali. Londra, dove da liceale ho lavorato per tre anni come cameriere è stata un’esperienza importantissima che mi ha fatto vedere da vicino il mondo del food», ricorda Giovanni che da subito ha puntato non solo su un locale che fosse contemporaneamente un luogo dove degustare ottime birre artigianali e buon cibo, ma che rispondesse in pieno a una filosofia di vita che si può riassumere in solo due parole: stare bene.

L’impresa cresce. In appena un lustro Doppio Malto ha oggi una trentina di ristoranti - birrerie in 8 regioni. Quattro in Sardegna (Cagliari, Olbia e in apertura ad Alghero e Villasimius) e a Iglesias c’è la fabbrica di birra. E il gruppo dopo essere sbarcato in Francia sta approdando (taglio del nastro a luglio) nel Regno Unito. Un piano di investimenti che non si è arrestato nemmeno nell’annus horribilis del Covid. «La risposta del mercato internazionale è stata incredibilmente vivace – dice Giovanni Porcu – La combinazione tra cultura brassicola e senso dell’ospitalità italiana si è rivelata decisamente attraente. Ogni locale Doppio Malto sia in Italia o all’estero si basa sull’idea che la birra debba essere la protagonista, insieme al cibo semplice e genuino – continua il Ceo di Foodbrand – A questo si aggiungono spazi ampi e confortevoli, aree relax e ludiche sia per adulti sia per bambini, che fanno di Doppio Malto una destinazione felice».

Birra in pandemia. Porcu ritorna così al concetto iniziale, ovvero la birra come un momento di condivisione e relax in uno spazio curato che accoglie e coccola. La crescita del marchio è continuata anche durante il lockdown. In piena emergenza l’azienda con alcuni aggiustamenti alla macchina in movimento ha infatti lanciato EHI!-Commerce Doppio Malto, il proprio servizio e-commerce. Anche grazie a questo, la produzione di birra ha continuato a crescere: dai 400 mila litri del 2018 ai 600 mila del 2019 e una previsione di 5 milioni di litri grazie alla recentissima apertura del nuovo stabilimento green di Iglesias. Il secondo polo produttivo sardo di Doppio Malto presenta un campo di pannelli solari, in grado di soddisfare al 100% il bisogno di energia elettrica della fabbrica. Oggi la squadra contempla 600 persone (150 in Sardegna tra lo stabilimento birrificio e i ristoranti) con un concept sempre più chiaro e riconoscibile. «Accoglienza, stare bene ed esperienzialità. E ovviamente qualità. Sono queste le direttrici su cui ci muoviamo. Comportamenti trasversali e senza confini, validi al nord, al sud e all'estero, che accomunano tutti», rimarca il capitano d’impresa. E se il mondo del business va di corsa anche la politica si adegua. «Nella mia storia imprenditoriale – conclude il business man – ho incontrato molti amministratori pubblici. Tanti sono stati quelli che hanno lavorato perché potessimo crescere bene e secondo i tempi che esige il mercato, con vero spirito di servizio ed una visione vicina alla realtà ed alle esigenze quotidiane di noi imprenditori. Le cose migliori le ho sempre viste fare agli amministratori locali, sempre veramente vicini ai cittadini».
 

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