La Nuova Sardegna

Arresto lampo dopo la fuga La folla cerca il linciaggio

di Lamberto Cugudda
Arresto lampo dopo la fuga La folla cerca il linciaggio

Tortolì, l’uomo rintracciato dopo alcune ore di fuga vicino all’aeroporto È stato interrogato sino a tarda notte: ha confessato ma ha tentato di giustificarsi

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TORTOLÌ. È stato arrestato dopo una mattinata din fuga e dopo una noptte di interrogatorio ha confessato, cercando però di giustificarsi. Nel trasferimento da Tortolì a Lanusei l’assassino di Mirko ha rischiato il linciaggio, con la folla che urlava “Assassino, datelo a noi”, “Bastardo” e cercava di spezzare il cordone di sicurezza allestito dalle forze dell’ordine. La gente di Tortolì ha cercato la giustizia sommaria per punire l’operaio pakistano Masih Shahid, 29 anni, il presunto omicida di Mirko Farci, 20 anni compiuti poche settimane fa, e del gravissimo ferimento, con 18 coltellate, della madre Paola Piras, 50 anni, sua ex compagna, che lo aveva già denunciato per stalking. L’operaio era stato arrestato il 22 dicembre dello scorso anno e, dopo la scarcerazione, il giudice gli aveva imposto il divieto di avvicinamento alla donna.

La fuga e l’arresto. Tutta la mattinata è trascorsa in controlli a tappeto in case e cantieri dove il ricercato aveva soggiornato e lavorato. Dall’alto un elicottero dell’Arma perlustrava la zona. Intorno alle 13.10 si è capito che la fuga del 29enne stava terminando. Diverse auto dei carabinieri, della polizia e della guardia di finanza, hanno lasciato a tutta velocità la zona di fronte alla casa della famiglia Piras, in pieno centro, nel viale monsignor Virgilio, e si sono dirette verso Arbatax. Poco dopo si è saputo il fuggitivo era stato arrestato nella zona del Basaura, a poca distanza dall’aeroporto. La notizia si è diffusa sui social e tantissime persone hanno raggiunto la centrale piazza Rinascita, dove si affaccia la stazione dell’Arma, comandata dal maresciallo Marcello Cangelosi.

La folla infuriata. Sono le 14.20: dopo circa mezz’ora di attesa, i carabinieri cercano di sviare l’attenzione della folla assiepata davanti alla caserma con uno stratagemma: coordinati dal capitano Giuseppe De Lisa, comandante della compagnia di Lanusei, piazzano alcune auto all’uscita laterale del garage per fare credere alla folla che il presunto assassino sarebbe stato fatto uscire da quella zona. Masih Shahid, con indosso jeans sporchi di sangue, felpa nera con cappuccio in testa e mascherina sul viso, viene invece portato allesterno dal portone principale e fatto salire su un’auto civetta, una Giulia, che si dirige a tutta velocità e contromano verso l’incrocio tra via Umberto e viale monsignor Virgilio, seguita da una 500. Solo una o due persone riescono a raggiungere le due auto, colpendone una con il palmo della mano su un vetro. Nella ressa due carabinieri sono rimasti feriti: cercavano di far indietreggiare le persone che volevano raggiungere l’omicida. I due militari sono stati trasportati all'ospedale di Lanusei: uno avrebbe riportato un trauma alla spalla, l'altro una lesione al piede.

L’interrogatorio. L’arrestato è stato trasferito nella sede della compagnia dei carabinieri di Lanusei dove è stato interrogato dal pm Giovanna Morra, alla presenza del legale e di un interprete. Al termine dell’interrogatorio l’assassino ha confessato, ma ha cercato di giustificarsi. È stato quindi trasferito nel carcere San Daniele.

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